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Btp, Buoni Tassi per il Portafoglio

Mattias Mainiero risponde ad Andrea Celini

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Btp, Buoni Tassi per il Portafoglio
Da più parti sento dire che gli italiani dovrebbero acquistare titoli di Stato per aiutare la Patria. Ma la Patria si aiuta quando è nel cuore. Lei, dottor Mainiero, pensa sul serio che gli italiani rischierebbero per la loro Italia?
Andrea Celini
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Beh, qui non è questione di Patria, almeno non solo di questo. Lo chiami, se vuole, senso del portafoglio, o dei risparmi, o degli euro. Le cose stanno così: i Bot annuali, all’ultima asta, hanno fatto registrare interessi del 7 per cento. In futuro, presumibilmente, l’asticella scenderà, ma sicuramente non tornerà ai livelli di un anno fa. Venerdì, a metà giornata, i Btp decennali rendevano poco più del 6 e mezzo per cento. I Cct, acquistati sul mercato, offrivano un rendimento netto a scadenza del 6-7 per cento netto (quelli più brevi) e del 10 per cento (i più lunghi). Visto che c’è una ragionevole certezza che l’Italia non andrà incontro all’insolvenza, direi che oggi acquistare titoli del nostro debito pubblico è un affare. Ovviamente, diversificando, come dicono gli esperti, non investendo tutto in Btp o Cct o Ctz, scegliendo le scadenze più brevi (e meno rischiose). Con cautela. Ma sempre di un affare si tratta. Io ci farei un pensierino. Chi teme disastri e crolli, potrebbe limitarsi ad una somma piccola e non troppo impegnativa. E c’è di più: oggi, all’incirca il 40-50 per cento del nostro debito pubblico è in mani straniere. Significa che la Cina o la Francia o il Giappone hanno acquistano titoli italiani e continuano ad acquistarli. E significano anche che quelle ricche cedole oggi finiscono nelle tasche dei cinesi o dei francesi o di giapponesi o di chissà chi. Noi sgobbiamo, noi sopportiamo riforme lacrime e sangue, noi tiriamo la cinghia, noi andremo in pensione più tardi. E loro incassano. Se gli italiani che hanno un po’ di euro in tasca acquistassero i nostri titoli, le cedole rimarrebbero in casa, il debito pubblico si sottrarrebbe almeno in parte alla speculazione e tutti noi vivremmo meglio. Non dovremmo dipendere dalla Bce e dalle bizze di Angela Merkel, ce ne infischieremmo del Fondo monetario e metteremmo all’angolo la finanza anglosassone. Diventeremmo come il Giappone, debito enorme e quasi nessuna preoccupazione. Basterebbe poco. E la Patria, che forse non sta nei nostri cuori, sarebbe salva. Assieme alla Patria, anche i nostri portafogli, dei quali ci interessa decisamente di più.
mattias.mainiero@libero-news.eu

Caro Dottor Mainiero, subito i complimenti per la nuova grafica con opportuna risistemazione della sua Rubrica in Libero Online (anche se qualche lettera... accessoria non vedrà più la luce). Quasi subito, altri complimenti rivolti a Libero e al suo Direttore, perchè il Daily Telegraph ha riprodotto la prima pagina del nostro Libero, quella ove si invoca "Al voto,al voto" e ove Benny ci mostra il viso di Berlusconi mosaicato, meglio dire "scarrupato" come una piastrella lesionata da una martellata. Il "The best of the year" scrive sotto la foto: Libero tratta della crisi mostrando il volto di Berlusconi. Proprio così, senza spiegare che è un Quotidiano d'Italia, insomma, come qui da noi si scrive "Il Telegraph" e tutti sanno di che cosa si sta parlando. E' contento?
Luigi Fassone
Camogli (Genova)

Ovviamente sì. Quanto alle lettere che lei definisce accessorie (e che non sono affatto accessorie), nessuna preoccupazipone: come vede, stanno al loro consueto posto.

Pare proprio che il signor Monti non sia benvoluto da nessuno. In troppi si ricordano dell'ultimo governo tecnico targato Amato che ha fatto di tutto per  meritarsi l'appellativo di peggiore di tutta la storia repubblicana. Passi la sua nomina a senatore a vita. Passi l'incarico per il nuovo governo, mi chiedo però con quali chance affronterà il giudizio del Parlamento per ottenere la tanto agognata fiducia. Coloro che voteranno a suo favore, avallando senza mezzi termini qualcosa che in molti hanno già definito golpe, con quale faccia si presenteranno alle prossime elezioni? Saranno disposti a sporcare la propria reputazione per tenere in piedi un governo simile? Poniamo il caso che Monti non ce la faccia, ipotesi tutt'altro che improbabile, salta il programma di manovre correttive che l'Europa ci chiede, così come erano saltati i tentativi di far approvare una costituzione europea attraverso il referendum francese e olandese. I rimedi possibili sono molti: si va da una votazione a oltranza della fiducia fino a quando non si raggiunge la maggioranza (è accaduto in Irlanda con la ratifica del trattato di Lisbona), a una modifica costituzionale imposta dall'alto nella quale si prende la sovranità popolare e la si cancella con un colpo di spugna proprio come accade nelle peggiori dittature. Tutto può accadere, finché il popolo se ne sta tranquillo e subisce passivamente.
Alberto Bellinghieri
e.mail

Ma esistono ancora i grillini? Hanno riempito le piazze hanno mandato a quel paese tutti, e ora che sarebbe il caso di alzare la voce, proprio ora che ci sarebbe da dire la propria sia nelle piazze sia attraverso i consiglieri regionali e comunali che hanno eletto... tutto tace. C'era una volta il Grillo che comprava pagine intere sull'Herald Tribune per dire che in Parlamento ci sono personaggi con condanne definitive. Denunciava qualsiasi sopruso, qualsiasi passato a tinte fosche dei potenti. C'era il Grillo che se la prendeva con i banchieri, ora che hanno messo un gruppo di banchieri alla guida della nazione non dice nulla, va tutto bene.
Giuseppe Peroni
Carmagnola

Il 70% di rendimenti in meno di un'ora: questo è ciò che promettono siti di trading on line. Funziona così: si scommette che il valore di determinate azioni aumenti o diminuisca in un determinato tempo, per esempio un'ora, durante le contrattazioni borsistiche. Se si indovina, si ha un guadagno del 70%, in caso contrario si ha una perdita dell'85%. E' un gioco d'azzardo legalizzato che toglie linfa alle aziende quotate in borsa. I soldi della borsa, che dovrebbero essere ad esse destinati per sostenere l'economia reale, vengono invece giocati in questo modo, cioè indirizzati verso un gioco d'azzardo la cui utilità ai fini di sostenere le imprese, in una scala da 1 a 100, è pari a meno 100. Non crede che sarebbe ora di ripensare certe regole che piacciono forse ai escecani della borsa, ma che castigano i risparmiatori e le imprese?
Omar Valentini
Salò (Brescia)

Sarebbe ora. Ma, se a comandare sono i mercati e gli spread, le agenzie di rating, le banche centrali e la grande speculazione, la vedo molto difficile.

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