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Un veleno di nome euro

Mattias Mainiero risponde a Roberto Talia

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Un veleno di nome euro
Egregio Mainiero, perché nei continui dibattiti televisivi le grandi menti della nostra politica e della scienza economica non dicono l’unica cosa inconfutabile della situazione dell’Italia? Perché non dicono che si é più poveri da quando è arrivato l’euro? Questa è l’origine della nostra odierna povertà, altro che crisi dei mercati e della finanza.
Robero Talia
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Sacrosanto, caro Talia: la moneta unica ha impoverito tutti noi per i ben noti motivi. Perché il cambio lira-euro non ci fu affatto favorevole. E anche perché, una volta introdotta la nuova moneta, in Italia cominciò un’indegna speculazione. E così, in barba a qualsiasi principio finanziario, economico e matematico, a qualsiasi logica e correttezza, i prezzi raddoppiarono e in alcuni casi addirittura triplicarono. Lo sappiamo tutti. Ovviamente, non possiamo dimenticarlo. Stipendi uguali, prezzi aumentati e difficoltà a non finire. Gesù mio, però: parliamo di cose accadute un decennio fa, e spesso dimentichiamo di dire che in un decennio i nostri governi, tutti i governi, di centrodestra e di centrosinistra, non hanno fatto nulla per porre rimedio alla situazione. E non diciamo neppure altre cose. Nonostante quel perfido cambio lira-euro, la moneta unica ha rappresentato un’occasione per l’Italia. I nostri tassi si erano ridotti a livelli quasi tedeschi, i differenziali con la Germania si erano rinsecchiti. Vero: con l’euro, il made in Italy e le nostre esportazioni hanno subito contraccolpi. Ma gli italiani hanno avuto accesso a mutui più vantaggiosi, e anche grazie a questo il mercato degli immobili ha messo le ali. Andare in Germania o in Francia, per tanti italiani, non significava più dissanguarsi per via della lira troppo debole. Persino Londra, che alla moneta unica ha sempre detto no, era diventata più abbordabile. Fatto il grande passo, commesso l’errore di aderire all’euro, ci rimaneva qualche indubbio vantaggio. E invece niente. Per via della rissosità dei partiti, delle piccole logiche di potere, di una classe politica che non ha voluto mettersi al passo con i tempi, abbiamo gettato a mare anche quel poco di buono che l’euro avrebbe potuto offrirci. E oggi siamo qui, con i tecnocrati, col rischio patrimoniale, preoccupati ancora di più per il nostro portafoglio. E con l’euro che poteva essere una medicina per i nostri mali e che si è trasformato in un veleno.
mattias.mainiero@libero-news.eu

Gentile Dottor Maniero, un’idea da suggerire al Dottor Monti. Bisogna riassorbire 200 miliardi di titoli di Stato entro aprile? Perché non imporre una patrimoniale dando la possibilità agli italiani di acquistare - in sostituzione del pagamento della tassa - il doppio del suo valore in titoli del debito pubblico? Si otterrebbe il doppio del preventivato (per lo stesso motivo), i partiti che si oppongono alla patrimoniale sono certo che lo accetterebbero, si incrementerebbe il risparmio e si darebbe un segnale di fiducia all’estero.
Marco Biffani
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Caro Mainiero, il programma del nuovo governo si articola in tre punti. Tasse + Tasse + Tasse = Crescita ed equita...lia. Quelli che sabato hanno festeggiato dopo la sbornia saranno chiamati anche loro a versare lacrime e sangue, ma vuoi mettere la soddisfazione se te lo dice un "SuperMario Monti" e non un Tremonti qualsiasi?
Enzo Bernasconi
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Forse molti sono propensi a credere che Mario Monti sia inviso a Silvio Berlusconi, in realtà il professore bocconiano deve la sua notorietà internazionale proprio al Cavaliere, che nel 1994 lo indicò come commissario europeo.
Gianmauro Melis
Fano (Pesaro e Urbino)

Caro Mainiero, con il nuovo governo Monti si parla di reintrodurre l'Ici sulla prima casa ed altre gabelle "alla francese". Chiaro che Silvio non poteva reintrodurre una tassa che aveva levato pena ulteriore perdita di credibilità ma mi chiedo lo stesso se questo nuovo "governo delle tasse" la passerà liscia. Se le stesse manovre le avesse fatte quello in carica la sinistra e la piazza, come già visto, si sarebbero rivoltate cruentemente.
Umberto Brusco
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Caro M., eccoci al dunque! Finalmente potremo dimostrare quanto vale il "genio italico" per tirarci fuori dai guai! Con Monti si rimette il pallino al centro ed inizia il nuovo gioco, senza piu' gli alibi e i paraventi dei "pro e contro" Belusconi. Mi chiedo pero' come mai il grande Comunicatore-Imprenditore abbia fallito. Lui che disponeva piu' di ogni altro dei mezzi necessari non è riuscito a far del Paese cio' che ha invece fatto delle proprie imprese. Certo la magistratura, i media, la sinistra... pero'...
Giuseppe Zanandrea
Merano

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