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La Waterloo del piccolo Napoleone

Mattias Mainiero risponde ad Angelo Trotta

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La Waterloo del piccolo Napoleone
Egregio dottor Mainiero, il presidente Sarkozy, con i suoi risolini ironici all’indirizzo di Berlusconi e le indebite telefonate al presidente Napolitano, ha stufato. Ogni singolo italiano dovrebbe sentirsi offeso da tanta ingiustificabile tracotanza ed ingerenza.  Poiché ritengo che a livello istituzionale non si possa fare granché, suggerisco ai consumatori il boicottaggio dei prodotti francesi. E’ utile e indispensabile un suo parere.
Angelo Trotta
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Il mio parere, non so quanto indispensabile, è che bisogna rimanere calmi e anche un po’ fregarsene di Sarkozy e compagnia cantante e sghignazzante. Bisogna dare ai fatti la loro giusta importanza, non cadere nella sterile polemica, volare più in alto dei sorrisini, la qual cosa, data la statura, politica, dei sorridenti, non dovrebbe essere molto difficile. Che vuol farci: sono un inguaribile e tranquillo moderato convinto che alla fine a vincere saranno i numeri, i voti, le decisioni ufficiali, i fondamentali economici dei Paesi, non gli umori, le smargiassate, i leaderini che mostrano i muscoli, gli assi di cartone tra Francia e Germania e le bizze elettoralistiche della Cancelliera. Vincerà, se non altro perché in gioco ci sono i portafogli europei e non solo quelli italiani, un’Unione dove il piccolo Napoleone sarà costretto alla ritirata. E a fare fuori Sarkozy non saranno i consumatori italiani e il boicottaggio dei prodotti francesi. Saranno i francesi stessi, sarà quello spread tra i titoli di Stato della Francia e i bund tedeschi che si sta paurosamente allargando, saranno le banche imbottite di spazzatura che busseranno a quattrini e daranno una nuova impennata al deficit. Come già avvenuto altrove, saranno anche le agenzie di rating che toglieranno a Parigi la tripla A (che da tempo non merita) facendo piombare la Francia nel girone infernale dei Paesi non più inattaccabili e di fatto spezzando l’asse Sarkozy-Merkel che oggi governa l’Europa. Credo che la Waterloo di Sarkozy (caduto nei sondaggi al 34 per cento contro il 53 di Francois Hollande,  candidato dei socialisti alle presidenziali del 2012) sia già cominciata. Un po’ di pazienza. E i francesi boicotteranno Sarkò ridens senza che i consumatori italiani siano costretti a boicottare i prodotti francesi.
mattias.mainiero@libero-news.eu

H.13,26, 16 novembre. Si è compiuta l’opera. Governo pronto! SuperMario, l’uomo venuto ...dal freddo. Glaciale. Mette i brividi. Molto formale, asciutto di parole, toni bassi, forse non sa sorridere. Duro e asciutto anche con i giornalisti, forse questo non è male. Solo tre donne con tanto cervello... e poco charme... anche questo non è un male. Un filo rouge di competenze e di super cervelloni per fare ripartire l’Italia. Hanno tutto: preparazione teorica e pratica. Un formidabile punto a suo favore: l’unico uomo che ha mostrato rispetto e riconoscimento diretto, sincero a Berlusconi. Gentleman. Non è poco... per iniziare. Forse, con lui e la sua équipe, ci sarà un ritorno alla buona educazione.
Annamaria De Matthias
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Insomma,l'abbiamo capito. Lacrime e sangue, sacrifici dolorosi,oppure qualcosa da rimetterci (si spera tutti, e non solo alcuni), sempre la solita storia sarà, una storia che pure Berlusconi avrebbe tracciato, non per sua volontà, ma per necessità. Chi pensava che Mario Monti, solo perchè non sa raccontare le barzellette e non è proprio il tipo da fare "cucù" alla Merkel nei consessi internazionali, avrebbe tirato fuori l'Italia dal pantano economico,è destinato ad avere brutte sorprese.
Luigi Fassone
Camogli (Genova)

Caro Mainiero, un amico mi ha posto una domanda, apparentemente banale, ma alla quale non sono riuscito a dare una risposta convincente: dove sono andate a finire le seconde mille lire, dato che un euro ne valeva circa duemila e considerando che i prezzi sono stati adeguati subito al rapporto 1:1 , vale a dire un euro=mille lire?
Attilio Lucchini
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Il rapporto era: 1 euro uguale a 1936,27 lire. Poi si è passati al rapporto 1 euro uguale a 2 mila lire, poi tre mila. La differenza è finita nelle tasche di chi ha speculato innalzando i prezzi.

Dopo l’ultima scemenza perpetuata dall’instancabile Bocchino, dicono che il suo accidentato percorso possa subire una irreversibile battuta d’arresto. Fini l’ha minacciato: “la prossima volta ti butto fuori”. Immaginate Bocchino, in tutta la sua statura politica, alzarsi, agitare il dito e digrignare: “che fai, mi cacci?”. Come meglio si potrebbe rappresentare un dramma, quando la seconda volta si tramuta in farsa?
Maurizio Careggio
Milano
 
Dal 16 novembre obbligo di catene a bordo o gomme da neve per chi viaggia in autostrada pena multe salate. A me sembra onestamente una forzatura e, se spero nell'intelligenza delle persone di non mettersi in strada con neve o previsioni di forti nevicate senza la necessaria attrezzatura, spero altrettanto nella comprensione delle forze dell'ordine per non vedere multate delle autovetture senza questi requisiti in giornate di bellissimo sole e strade perfettamente asciutte.
Umberto Brusco
Bardolino

Si torna a parlare di un possibile attacco all'Iran da parte degli Stati Uniti e ovviamente anche da parte di Israele. Mi pare che il mondo abbia problemi ben più seri, che sia sull'orlo di un baratro senza precedenti in grado di far crollare tutto quanto in un attimo. Ci sono problemi ben più importanti da risolvere prima di buttarsi a sprecare soldi in guerre inutili. Il signor Obama, per quelli che forse lo hanno dimenticato, ha ricevuto il Nobel per la pace, gli fu assegnato sulla base delle buone intenzioni orientate alle future relazioni pacifiche tra i popoli. Questo Nobel per la pace vorrebbe iniziare una nuova guerra, questa volta potrebbe essere atomica. Non per mettere fine a una dittatura e mandare via un leader sanguinario ma nuovamente per questioni economiche.
Fabio Longoni
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I conti di Unicredit, la banca numero uno d'Italia, non sono per nulla buoni. Aumento di capitale, taglio di 5200 esuberi e niente dividendo per l'anno 2011 sono solo alcuni dei segnali di quella che è che la salute della banca. Signor Profumo, lei si è dimesso da poco più di un anno portandosi via 40 milioni di euro come buonuscita. Nessuno pensa neanche lontanamente che la situazione attuale della banca sia una diretta conseguenza della gestione Profumo che tra l'altro ha lasciato una grana fiscale di tutto rispetto? Pensare che all'inizio di settembre girava voce di un Profumo pronto a scendere in campo, forse al posto di Monti, magari presentatosi con credenziali e un curriculum di tutto rispetto. Mi voglio mettere nei panni di un piccolo imprenditore con conto in Unicredit chiamato dal direttore che chiede di rientrare dai fidi. Pernacchie come se piovesse, condite da vaffa vari se simpatizzante grillini. Passatemi una citazione dotta e pregna di cultura musicale che calza a pennello. Dall'album Uccelli d'Italia degli Squallor: “Salve, sono Italo La Corda: dopo aver lavorato 35 anni con responsabilità crescente nella Banca del Tennessee, nun tengo 'na lira. Vieni da me che ti rovino pure a te”.
Erminio Ottone
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