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Il vantaggio di essere un tecnico

Mattias Mainiero risponde a Ettore Mario Tassitano

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Il vantaggio di essere un tecnico
Gentile Mainiero, può aiutarmi a capire perché le “parti sociali” con Monti sono pronte a sopportare dei sacrifici e invece con Berlusconi sarebbero state pronte allo sciopero generale?
Ettore  Mario Tassitano
Padova

Due risposte. La prima è probabilmente quella che le piacerà di più e che forse si attendeva: le parti sociali con Monti sono pronte a sopportare sacrifici (almeno a parole) e con Berlusconi non lo erano perché sono anche parti politiche (penso soprattutto alla Cgil) e perché hanno sempre visto nel Cavaliere un avversario da abbattere, se necessario scendendo in piazza. Risposta giusta ma parziale. La verità è che Monti è un tecnico. E con un tecnico, almeno inizialmente, è più facile andare d’accordo. Il tecnico, a prima vista, non è portatore di ideologie. Il tecnico elenca numeri e dati. I suoi discorsi sembrano lezioni universitarie. E se i numeri sono quelli veri, non condividerli, non ammettere che la lezione fotografa la realtà, è impossibile. Se il tecnico dice che le sue misure saranno dettate dall’equità, come ha detto Monti a Palazzo Madama, non c’è motivo per non credergli. Se dice che punterà alla crescita del Paese, analogamente gli si può prestar fede. Il tecnico è asettico, lineare, pragmatico. Non strizza l’occhio agli alleati e agli elettori. Oggi. I guai cominceranno domani, o dopodomani, quando i numeri si dovranno tradurre in azioni e quando risulterà evidente ciò che tutti sanno e quasi tutti fingono di non sapere per convenienza o se preferisce per viltà politica: nessun tecnico è tecnico al cento per cento (e qualche avvisaglia già si è vista nel discorso di Monti al Senato, farcito di ricette liberiste sia pure annacquate da qualche “cedimento sindacale”), nessuna scienza è neutrale, anche i professori hanno una loro idea della società. E risulterà anche evidente, tanto per farla breve, che - Ici e tassazione dei patrimoni immobiliari escluse - c’è molta affinità fra il programma di Monti e quello di Berlusconi (il Berlusconi prima maniera). Con un’aggravante, per i sindacati: non avendo un elettorato al quale deve rispondere e dinanzi al quale dovrà ripresentarsi, il tecnico è libero da condizionamenti. Non ha, per così dire, camere di compensazione e di mitigazione dell’azione politica. Più libero di affondare la mano. Lasci passare un po’ di tempo, caro Tassitano, e vedrà che le parti sociali cambieranno idea. Purtroppo.
mattias.mainiero@libero-news.eu

Troppa spavalderia caro Monti. Neanche Craxi aveva osato tanto, e dire che lui era stato eletto dal popolo e non messo lì da qualcuno che un'urna non sa neanche cosa sia. Affermare che il governo durerà fino alle elezioni è qualcosa di molto impegnativo, solo il presidente Usa può permettersi un lusso simile e non tutti visto che il mandato di alcuni di essi è stato troncato di brutto. Se pensa di aver le mani libere e di poter far passare qualsiasi sua proposta di legge deve prima fare i conti con il porcellum che deve essere abolito quanto prima. I parlamentari che approveranno provvedimenti altamente impopolari dovranno rendere conto ai propri elettori uno per uno. Tolto di mezzo il porcellum gli attuali parlamentari dovranno chiedere ai propri elettori di scrivere espressamente quel nome, non potranno più contare sulle liste decise dalle segreterie di partito. Per completare il quadro non resta che rendere pubbliche le liste dei nomi di chi ha votato le misure impopolari. Un ottimo deterrente per chi pensa di far passare leggi imposte da poteri non democratici e magari illudersi di essere rieletto come se nulla fosse.
Francesca Sidoni
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Monti vuole il ritorno dell'Ici sulla prima casa e casualmente non vengono pubblicati dati in merito al consenso
popolare del suo governo. Meglio non rischiare di mostrare un'impopolarità che potrebbe essere più che scontata. Non potrebbe essere altrimenti. L'80% delle famiglie italiane vive in una casa di proprietà. L'80% degli italiani potrebbe quindi essere profondamente contrario mentre il restante 20% che vive in affitto e che avrebbe tutte le ragioni per fare spallucce non può scordare che l'impennata degli affitti coincise con l'introduzione di quella imposta straordinaria sugli immobili che, come accade di norma in questo sub-paese,da straordinaria diventò ordinaria chiamandosi Ici. Senza quella innovazione targata governo tecnico Amato ci sarebbe ancora l'equo canone. Aspetto al varco il Pdl quando ci sarà da votare questo provvedimento.
Altersizio Zonzovaldi
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Caro Dottor Mainiero, libera,la Lega, di non appoggiare il governo Monti e pure di non partecipare alle consultazioni. Faccia pure. Ma che per risolvere i problemi italici si torni al fantasma "secessione", la cosa non mi va proprio giù dal gozzo. A meno che... A meno che la "cosa" non sia arrosto, ma solo fumo per stordire i duri e anche i puri della cosiddetta Padania. Lei ha qualche certezza in proposito?
Luigi Fassone
Camogli (Genova)

Da qualche giorno sono vegetariano.
 
I grandi miti del passato, come la lotta di classe, stanno riprendendo la scena, da noi e nel mondo. Molti godranno nel vedere il simbolo dela speculazione mondiale, la  city di New Jork, che viene  assediata da giovani indignati. Chi l' avrebbe detto che  a venticinque  anni dal crollo del muro di Berlino e dal tracollo sociale dell' Unione Sovietica anche il nostro mondo capitalista sarebbe arrivato alla resa dei conti? Non traggano in inganno i tentativi di arginare la rivoluzione con i vari "governi tecnici " e le minacce di default finanziario. Indietro non si torna! Forse  anche il buon Karl Marx sorridera' dall' aldilà pensando: "Ve l' avevo detto".
Giuseppe Zanandrea
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Tale Italia, tale Europa. Meno male che sia a Roma che a Bruxelles c'è ancora qualcuno che non ci sta a assistere impotente all'occupazione golpista che questi cosiddetti tecnici stanno attuando ai danni della democrazia continentale. Se a casa nostra quel soggetto si chiama Lega, al Parlamento europeo  colui che si è reso conto che qualcosa non quadra è l'eurodeputato Nigel Farage. Questo  ha attaccato duramente il signor Van Rompuy (che come Monti non è mai stato eletto da nessuno) e altri 3 suoi colleghi tra i quali il famoso Olli Rehn che al massimo è stato eletto al Parlamento finlandese ma non a quello europeo, tutta gente che non ha nulla a che fare con la democrazia e che tuttavia stanno dando lezioni e impartendo ordini a tutti. Dopo Papandreu che ha avuto l'unica colpa di pensare di ricorrere ad un referendum e dopo Berlusconi, proprio come accade in un romanzo di Agatha
Christie, occorre chiedersi chi sarà il prossimo a essere silurato.
Jorg Pfandflasch
e.mail

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