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Le buone mani della Bocconi

Mattias Mainiero risponde a Carlo Arrighi

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Le buone mani della Bocconi
Il governo Monti è il governo dei tecnici e dei professori universitari, alcuni dei quali provengono da prestigiosi atenei. Basti citare la Bocconi di Milano. Caro Mainiero, forse se fossimo andati a votare sarebbe stato meglio. Non si può dire, però, che non siamo finiti in buone mani. Eppure sembra che molti quotidiani, tra cui anche il vostro, non tengano conto di ciò. Lei che ne pensa?
Carlo Arrighi
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Ottime mani, caro Arrighi. Pensi che nel World University Ranking 2011 elaborato da Qs, una società internazionale che si occupa di formazione e professioni, la Bocconi si piazza fra i primi trenta atenei del mondo. C’è Harvard, naturalmente, ci sono Oxford, il Massachusetts Institute of Technology, Cambridge e le pluridecorate università straniere, quasi tutte statunitensi ed inglesi. Sorpresa: tra i migliori atenei per quanto riguarda finanza e accounting, al ventiseiesimo posto c’è proprio la Bocconi. Dobbiamo toglierci il cappello. E poi togliercelo di nuovo, perché per l’economia la Bocconi è ventinovesima. Mani d’oro. Il piazzamento, naturalmente, è stato accolto dai vertici della Bocconi con grande soddisfazione ed entusiastiche dichiarazioni. E mica finisce qui. A livello europeo, la Bocconi è addirittura quinta per finanza e accounting e settima per economia. In entrambi i casi prima assoluta in Europa continentale, come fa notare il bocconiano prorettore per l’Internazionalizzazione. Mani di platino. Ho fatto una piccola ricerca. E ho scoperto che la classifica del prodigio si basa su tre criteri: la reputazione accademica, la reputazione degli atenei tra le aziende e le citazioni per facoltà. A sua volta, la reputazione accademica si fonda sull’opinione di professori universitari di tutto il mondo, 840 cattedratici per la classifica di economia e 520 per quella di finanza e accounting. Gliela faccio breve: ai professoroni è stato chiesto, più o meno, cosa ne pensassero di Harvard o del Mit o della Bocconi. E la Bocconi si è classificata oltre il trecentesimo posto. Non sono un esperto in materia e non vorrei sbagliare. Ad occhio e croce, però, mi sembra che tra gli accademici del mondo la Bocconi non goda di particolare favore. E gli accademici di queste cose se ne intendono. Ottime mani, caro mio. Ottime mani.
mattias.mainiero@libero-news.eu

Una studentessa turca di fede islamica ha scritto una lettera alla segreteria dell'università di Torino. Dovendo frequentare un corso di quell'ateneo voleva capire se la struttura ha spazi appositi per le sue preghiere quotidiane. È bastata una semplice lettera per scatenare un caso. La vicenda ha tutti i connotati per trasformarsi in un episodio di razzismo al contrario dove le necessità di un singolo soggetto, siccome islamico, devono aver la precedenza su tutti i problemi di aule, spazi, mancanza di personale che affliggono le università italiane. Non ho mai visto cappelle o luoghi di culto cattolici nelle università, che sono e devono rimanere laiche, a maggior ragione non si devono fare favoritismi a favore di altre confessioni. Qualcosa mi dice che qualcuno, sempre disposto a fare ponti d'oro all'Islam, sarebbe anche pronto a scandalizzarsi se l'università in questione non fosse disposta a modificare gli orari per permettere di infilare tra una lezione e l'altra gli opportuni intervalli da dedicare alla preghiera.
Oriano Lannuso
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Gentilissimo Dottor Mainiero,vorrei confidare a lei tutta l'amarezza che sento per questa situazione di governo.  Oltre alla paura per quello che potrebbe accadere ancora, l'amarezza è data da questa manica di inetti che ci hanno governato, hanno chiesto i nostri voti per risolvere i nostri problemi. E loro che fanno? Abdicano, mettono il cervello nel cestino della carta straccia e si consegnano ad altri che noi non abbiamo chiesto nè votato. Berlusconi ci ha messo del suo per cadere, ha perso tempo, doveva liberarsi di Tremonti, anche litigare con la Lega, ma fare quello che avrebbe voluto. Sarebbe caduto lo stesso litigando con la Lega, ma almeno saremmo forse andati a votare.
Marinella Ostuni
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Vorrei ricordare al signor Monti che tra i vari problemi che affliggono questo Paese c'è anche quello dell'incontrollata escalation dei prezzi dei carburanti. Attualmente benzina e gasolio sono quotati nei dintorni di 1 euro e 60 centesimi. Si tratta dello stesso prezzo alla pompa che avevano raggiunto quando il petrolio era a 150 dollari al barile e il rapporto euro/dollaro era non molto diverso da quello attuale. Tutti devono fare sacrifici vista l'attuale situazione. Pare proprio che certi privilegiati, numericamente inferiori a quell'1% contro cui si stanno muovendo gli indignati, siano esentati da sempre e possano fare tutto ciò che vogliono senza alcun disturbo.
Eros Marino
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Caro Mainiero, ora l'abbiamo capito tutti che non erano tanto le supposte che ci facevano male, ma solo colui che ce le somministrava, e non c'entrava un tubo la macelleria sociale ma il problema era il negoziante che ti vendeva la carne, mentre le borse non cadevano per colpa sua ma di un mercato fatto di carta straccia, e se adesso tireremo sempre più la cinghia masochisticamente saremo perfino tutti più contenti, anche la soddisfazione per sfrattare l'inquilino da Palazzo Chigi ha il suo prezzo, e ora è venuto il momento di pagarlo.
Enzo Bernasconi
Varese


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Commenti all'articolo

  • ADM

    22 Novembre 2011 - 17:05

    ...non per fare le pulci o meglio " gli occhi alle pulci "...ma il primo blog...rguardante la Bocconi e compagnia ...compare due volte sul suo sito, adorabile dottor Mainiero...delle due , oil mio computer dà i numeri...oppure è il il suo. Primo blog e ultimo blog...ha ancora qualcosa di diabolico in mente ?? Naturalmente, lettere... comprese.

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