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Lo spread non è un ascensore

Mattias Mainiero risponde a Giorgio Albiati

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Lo spread non è un ascensore
Caro Mainiero, quasi tutti dicevano: con Monti lo spread migliorerà. E lo spread sembrava migliorato, poi si è impennato, poi è andato giù. Francamente, non ci sto capendo molto. Ma qual è la verità?
Giorgio Albiati
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La verità è che molti commettono un grosso errore: vedono lo spread come se fosse un ascensore. Sale, scende, si è fermato al trentesimo piano, ora sta al trentaduesimo, ha superato il cinquantesimo. Guardano lo spread ora per ora e addirittura minuto per minuto, e con lo spread anche il loro umore va su e giù in continuazione. Lo spread è diminuito: euforia, governo buono. Lo spread si allarga: paura, governo incapace. Proviamo a rimettere le cose al loro posto. Punto primo: spread, cioè differenza, ampiezza. Nel caso specifico, la differenza fra il rendimento dei Btp italiani (di solito decennali) e i corrispondenti Bund tedeschi. E la differenza è una misura relativa: può aumentare, o diminuire, anche se il rendimento del Btp è costante. Basta che si modifichi il rendimento del Bund. In altri termini: talvolta la spread aumenta, e la colpa non è dei Btp o del governo ma dei Bund che rendono di meno. Punto secondo: ciò che conta sui mercati è il cosiddetto trend. E dunque dire che oggi lo spread si è ridotto (o è aumentato) non significa molto, anche perché domani può benissimo accadere il contrario. Bisogna vedere l’andamento dello spread, e l’andamento, tra alti e bassi, tutto sommato sembra abbastanza stazionario: male o malissimo stavamo e male stiamo, con qualche lieve miglioramento dovuto più che altro all’effetto novità. A conferma del fatto che i nostri governi sono abbastanza impotenti, forse non solo a livello di spread. Le fornisco un dato: secondo una stima di JP Morgan, i soli fondi monetari americani in pochi mesi hanno disinvestito dall’Europa 700 miliardi di euro. Poi ci sono gli altri fondi di investimento, i fondi pensione e le banche. Migliaia di miliardi di euro finiti altrove. E l’Europa, che non ha una Banca centrale tipo Fed, che ha la Merkel con le sue chiusure e Sarkozy con i suoi guai, è andata in tilt. Con l’Europa, l’Italia e lo spread. Poi a complicare le cose ogni tanto arrivano il deficit Usa e qualche ulteriore follia greca. Ma quando si vive in ascensore, sue e giù tra il piano della politica e quello della polemica, certe cose non si vedono.
mattias.mainiero@libero-news.eu

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