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Lo slogan della vergona

Mattias Mainiero risponde a Claudio Longhi

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Lo slogan della vergona
Per rimettere Ici + aumentare l’Iva + una patrimoniale avevamo bisogno di un governo?  Avevamo bisogno di creare altri 20 nuovi posti di lavoro profumatamente pagati ? I danni, alla fine, sono sempre a nostro carico.
Claudio Longhi
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Sacrosanta verità, caro Longhi. Fra tanti progetti, fantasticherie e fesserie, una sola cosa è certa: pagheremo noi. E il governo Monti ovviamente c’entra, ma non del tutto. I professoroni scendono in campo a cose fatte, a sentenza già emessa. E la sentenza, caro mio, è stata scritta mesi fa, quando i politici, tutti i politici, di destra e di sinistra, hanno cominciato a scandire lo slogan della vergogna: siamo un Paese ricco. La ricchezza, però, non era quella dello Stato. Era la nostra. Le nostre case, i nostri soldi, i nostri titoli. I nostri risparmi. Alcuni fecero anche un po’ di conti giungendo alla conclusione che eravamo il secondo o terzo Paese più ricco d’Europa. Una cassaforte. Ha capito i furbastri? Prima hanno sperperato. Per decenni, mica per due o tre mesi. Prima hanno disamministrato, premiato chi non lo meritava, regalato soldi ad amici e amici degli amici. Poi, messi alle strette dalla crisi economica, hanno tirato fuori la storiella che eravamo tutti Paperon de’ Paperoni, e dunque non c’era da preoccuparsi e non c’era neanche da correre ai ripari: bastava prendersi i nostri soldi. E come erano tranquilli quando lo dicevano. Seri, determinati. Peccato, per loro, che gli italiani non siano fessi. I politici parlavano. E in tanti correvano personalmente ai ripari: vendevano titoli, spostavano i soldi, mettevano sul mercato abitazioni e box. Lasci stare le statistiche ufficiali, di solito fatte da chi vende case e ha tutto l’interesse a fornire i dati che ritiene più convenienti. Guardi semplicemente le facciate dei palazzi, i siti internet, le inserzioni economiche dei quotidiani. Noterà che negli ultimi mesi gli annunci “vendesi” sono lievitati a dismisura. E capirà anche che quando scriveremo sul serio la storia di questa crisi dovremo parlare della Merkel e dell’Europa, della speculazione e della finanza di carta, ma un capitolo a parte dovremo dedicarlo anche a chi, al di là di ogni buonsenso e logica economica, ha deciso di uscire dalla crisi semplicemente derubando gli italiani. Un capitolo per i politici, e per il governo tecnico che il fallimento della politica ci ha imposto.
mattias.mainiero@libero-news.eu

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Commenti all'articolo

  • ADM

    25 Novembre 2011 - 14:02

    Slogan della vergogna...è non scrivere...poca roba, in verità, ciò che ho scritto! Semplice. Anche qui deve aver travisato ciò che volevo dire!! E' chiaro, che non c'era n'essuna allusione...é vero, spesso sono enigmatica...ma è il mio modo di esprimermi. Grazie.

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  • ADM

    25 Novembre 2011 - 13:01

    Perchè essere sempre così... scontati? Lo so, è il suo mestiere di giornalista...e Lei , solo quando Le garba, risponde, amabilmente...forse la ispirano di più... io, cerco di mettere un pò di pepe, ovunque...è proprio così dangereux...? Bisogna proprio "in.....si" '? Ormai, mi conosce, come le sue tasche....ma le sue tasche... hanno un grosso buco...quindi...le sfugge...qualcosa! A... proposito la partita è :uno...pari ! Vuole continuare? O...lascia?

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