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I prof hanno la memoria corta

Mattias Mainiero risponde a Antonio Benazzo

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I prof hanno la memoria corta

Ma vi rendete conto dell’inanità - per non definirla offensivamente assurdità - insita nel pubblicare una lettera come quella appare sotto il titolo “I secchioni/2”, che parte in quarta sulle asserite lentezze del governo Monti, in carica da 13 giorni, come se una serie di provvedimenti per rilanciare la crescita, diminuire la spesa pubblica e il costo della politica, riducendo il deficit dell’Italia, potesse essere varata su due piedi, come sembrerebbe aspettarsi quel lettore? A meno che l’abbiate scelta in mancanza di meglio alla stregua di riempitivo! P.S. Da vecchio lettore qual è, lo scrivente troverebbe confacente che gli pervenisse una risposta qualificata a questa critica. Caso mai, grazie.
Antonio Benazzo
e.mail

Spero di darle una risposta qualificata. Punto primo. Il lettore in questione la pensa in un certo modo e lo scrive. Corretta o sbagliata che sia, la sua idea, espressa in modo civile ed argomentato, merita la pubblicazione, esattamente come la sua che è di segno opposto. E’ vero, il lettore non è d’accordo con lei: ma questo, ci rifletta, per alcuni potrebbe essere un titolo di merito, non di demerito. Punto secondo. Devo confessarle che ho un’intima convinzione, non suffragata da prove concrete ma da una certa familiarità con le cose del mondo: Monti non ha la bacchetta magica e in una manciata di giorni non poteva fare molto. Però Monti, e i professoroni, sono gli stessi professoroni che fino a qualche settimana fa apparivano in tv e su due piedi snocciolavano analisi su analisi: questo si può fare, questo non si può fare, questa è una fesseria, questa è la cura adatta per l’Italia, Berlusconi sbaglia, la Merkel non ha capito, Sarkozy eccetera eccetera. I professoroni avevano in tasca tutte le manovre finanziarie ed economiche possibili e immaginabili, una per ogni Paese del mondo. Sapevano tutto della crisi. Ne conoscevano le cause e pure gli antidoti. Visto che hanno un gran cervello, ricordavano a memoria i numeri italiani e mondiali, pil, deficit, debito pubblico, disoccupazione, inflazione. Come va, professore, in Kenya? E subito una lezione. E in Lituania, in Argentina, in Sud Africa? Sul serio sapevano ogni cosa. Poi, una volta arrivati al governo, hanno cominciato a tentennare o dimenticare o incespicare. E io le faccio una sola domanda: dicevano bugie ieri o le dicono oggi? Non mi aspetto una risposta, neppure dequalificata. Mi basterebbe che ci riflettesse su.
mattias.mainiero@libero-news.eu

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Commenti all'articolo

  • ADM

    02 Dicembre 2011 - 14:02

    Dei viandanti che camminavano lungo la riva del mare giunsero su di un'altura, donde videro di lontano un mucchio di sterpi che galleggiava, e lo presero per una gran nave da guerra. Si misero perciò in attesa, pensando che avrebbe gettato l'ancora. Quando poi, trasportata dal vento, la sterpaglia si avvicinò alquanto, parve loro di veder non più una nave, ma un bastimento da trasporto. Però, una volta che furono sospinti a riva, videro che erano sterpi, e si dissero l'un l'altro che erano degli sciocchi, ad aspettar quello che non c'era. In verità, ci sono uomini che si conoscono come "leggendari", per fama, che incutono timore o paura, ma che, messi alla prova, sembrano o sono...poco degni del posto che occupano...per ora...Vedremo la fine della storia...lunedì !!!

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