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Il governo unto dall'Europa

Mattias Mainiero risponde a Giuseppe Alberti

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Il governo unto dall'Europa

Egregio Mainiero, Monti ha spiegato all’Europa la sua ricetta e solo dopo ne ha parlato con i capi dei nostri partiti. D’accordo, la situazione è grave. Ma se Monti avesse fatto il contrario (prima gli italiani, poi gli europei) nulla sarebbe cambiato. Questa è mancanza di rispetto. Il professore ci considera scolari ripetenti non meritevoli di molte attenzioni. Lei che ne pensa?
Giuseppe Alberti
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Penso che quello di Monti sia stato un pessimo esordio: lui, educato e gentile, ha preso a sberle gli italiani. E non perché ci consideri scolari ripetenti. Perché non ci considera affatto. Ma il vero errore, prima ancora che Monti, lo hanno commesso i politici. Mettiamola così. I governi tecnici hanno un vizio di fondo: non essendo frutto della volontà popolare, e non avendo neppure un programma ben definito, si sentono liberi di fare ciò che vogliono. Non hanno una controparte elettorale alla quale devono rendere conto. L’unico contraltare, essendo comunque la nostra una democrazia parlamentare, è la maggioranza che li sostiene. Cioè, i senatori e i deputati, ai quali spetta l’ultima parola in fatto di leggi, decreti e manovre economiche varie. Ma i politici, salvo qualche eccezione, non hanno fatto un semplice passo indietro cedendo, causa spread e infiniti litigi, il comando a Monti: per paura di rimetterci faccia e voti, hanno calato completamente le brache abdicando al loro compito fino a trasformarsi in entità inesistenti. Emblematica la posizione di Casini: ancor prima di ascoltare Monti, aveva già dato il via libera a qualsiasi provvedimento di Monti. Fiducia a scatola chiusa. Fiducia a priori anche da parte degli altri. Solo qualche piccolo distinguo, qualche schermaglia verbale destinata ad azzittirsi alla prima votazione parlamentare. Dunque, accettazione incondizionata. E così, per liquefazione della politica e per una certa professionale presunzione, il governo Monti finisce per aggiungere al vizio di tutti gli esecutivi tecnici un vizio accessorio: il senso di onnipotenza. Per usare una frase di berlusconiana memoria (ma Berlusconi almeno sa essere autoironico): un governo unto dal Signore. E il signore in questione, come sappiamo, è il mercato, cioè lo spread, cioè l’Europa, la Bce e il Fondo monetario, ai quali Monti si rivolge riconoscendoli come unica controparte, con buona pace dei sudditi italiani e dei loro rappresentanti politici. Come volevasi dimostrare.
mattias.mainiero@libero-news.eu

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Commenti all'articolo

  • ADM

    05 Dicembre 2011 - 11:11

    ... in attesa...della rianimazione, nei prossimi mesi...ma spesso il paziente muore ! Ma la "nosra" politica o quello che è rimasto, avrà voce in capitolo? O...ci sarà ...un voto coatto...a prescindere. Con Lady Spread che incalza, Francia e Germania, in particolare, che ci vogliono morti e sepolti...e l'euro che traballa...Da profana. Ma...si tenta di salvare l'euro...su imposizione della Germania. Niente patrimoniale sui ricconi, ma, solo sui poveracci. Paga chi ha una sola casa. E il costo della politica, non solo come casta, ma, per le regioni, amministrazioni pazzesche ecc.?...si elude...per ora. Sempre da profana. Non credo, che tagliando a danno dei soliti noti, si possa produrre... economia !! E il debito pubblico, di ben I9oo miliardi, che si fa, concretamente?? Sempre da profana. Ma mi faccia il piacere, uomo venuto dal freddo...alias, Monti !!!!!!

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