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Robertino merita il Nobel

Mattias Mainiero risponde a Carlo Xavier

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Robertino merita il Nobel

Tra i miei ricordi di gioventù ce n’è uno, negativo, di un compito in classe d’italiano, nel quale scrissi incautamente “qual’è”. Naturalmente, non essendo un’icona del giornalismo democratico italiota, men che meno amico di Fazio e Travaglio, mi beccai un voto in meno. Ma non voglio annoiarvi con i miei problemi: pensiamo piuttosto che nessuno, a parte i giornali “servi di Berlusconi”, nessun intellettualone di sinistra che mangia pane e cultura, si sia accorto dell’errore da matita rossa.
Carlo Xavier
e.mail

Lei, ovviamente, si riferisce a Roberto Saviano. Ricapitoliamo. Il sommo scrittore nonché giornalista, su Twitter, ha scritto: «Khadz Kamalov, un giornalista coraggioso, è stato ucciso. 70 giornalisti russi uccisi in Russia. Qual’è il peso specifico della libertà di parola?». In settantamila hanno letto il messaggio, tre o quattro hanno anche notato l’apostrofo di troppo. Un diluvio di critiche e ironie. Può capitare, naturalmente. Talvolta capita anche ai migliori scrittori, figuriamoci agli altri. Ma non finisce qui: colto in fallo, il sommo non ha chiesto scusa. Anzi. Replica di Roberto Saviano sempre su Twitter: «Ho deciso, continuerò a scrivere qual’è con l’apostrofo come Pirandello e Landolfi». Anche come molti ignoranti. Ma il guaio non è questo. Il guaio è che Saviano scriveva sul serio. Seriamente, il camorrologo si è paragonato nientemeno che a Pirandello. Credo che ora si aspetti anche il Nobel, magari sotto forma di N’Obel, riconoscimento mondiale per il miglior refuso di classe. In attesa della consegna ufficiale, e non avendo più nulla da dire su un apostrofo che è solo un errore, vorrei citarle una frase di Saviano. Testuale: «Il tacere in queste terre non è la banale omertà silenziosa che si rappresenta di coppole e sguardo abbassato. Ha molto più a che fare col “non mi riguarda”. La parola diviene un urlo. Controllato e lanciato acuto e alto contro un vetro blindato: con la volontà di farlo esplodere». Profondo, geniale, acuto e alto come il silenzio che urla controllato. E cosa sia il tacere in quelle terre rimane un mistero. Si inchini, Xavier. Altro che Pirandello e Landolfi. Questo è Robertino, il vate di Casal di Principe. Chiedo scusa al sommo: Casal’ di Principe. Casal’ sta per Casale. E ora date il Nobel anche a me. Se Robertino lo aspetta e Dario Fo lo ha avuto, quasi quasi ne chiedo due.
mattias.mainiero@libero-news.eu

Non c'è Natale che si rispetti senza la apposita letterina a Babbo Natale. Come regalo vorrei qualcosa di molto particolare, un regalo che non si trova nei negozi, non si compra su internet. Chissà se il simpatico signore lappone sarà in grado di esaudire il mio desiderio. Vorrei oltre alla pace in terra agli uomini di buona volontà anche un po' meno pace per quegli uomini che di buona volontà ne hanno ben poca. Vorrei che a tutti quelli che ci stanno mal governando Babbo Natale non portasse del carbone, sarebbe troppo semplice, per loro sogno una trasformazione da nababbi quali sono i pensionati con l'assegno sociale, relegati in una casa in affitto con tutte le medicine, prestazioni sanitarie e bollette da pagare, oltre alla spesa. Meglio ancora se questi venissero ridotti in condizioni simili a quelle che stanno vivendo i greci dove si verificano già i primi casi di malnutrizione infantile, come hanno
riferito alcuni insegnanti al quotidiano "To Vima". Caro Babbo Natale, siccome sono in tanti che dovrebbero ricevere un dono simile forse non ce la farai da solo. Chiedi pure rinforzi, magari direttamente a Gesù Bambino.
Giorgios Psofoskily
Faskatalae (Grecia)

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Commenti all'articolo

  • francori2012

    17 Dicembre 2014 - 19:07

    Anche il premio Nobel è stato squalificato da gente sciocca che si è messa a premiare le intenzioni. Non avevate nulla di meglio da fare? Prima o poi premieranno la nonna Carolina perchè fa un'ottimo minestrone. Francori2012

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  • Raf Faele

    11 Marzo 2012 - 09:09

    Proporrei per il bravo Robertino il premio Nobrut

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  • ADM

    27 Dicembre 2011 - 11:11

    odio ...tutti quelli che non hanno fatto de l Natale... un momento di pace... odio tutti quelli che lo hanno demonizzato... odio tutti quelli che in minima parte...almeno...non hanno saputo farne un momento di riflessione... odio tutti i maledetti uccelli del malaugurio...odio.. tutti quelli che non hanno spazio nella loro anima...per non sapere amare e capire... odio la stupidità di questo mondo....odio...e nel frattempo...soffro.... Grazie...so che Lei può capire ! A: De Matthias ( scusi la M minuscola...lapsus )

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