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Il regalo dei politici all'Italia

Mattias Mainiero risponde a Enrico Carli

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Il regalo dei politici all'Italia

Caro Mainiero, proviamo a riassumere: spread alle stelle, titoli di Stato non ancora sicuri, tasse, sacrifici. Ma c’era proprio bisogno dei supertecnici per arrivare a questo? Non potevamo tenerci i nostri bistrattati politici? Non era meglio persino Bersani?
Enrico Carli
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Eh no, caro Carli. Il paradosso, a volte, è utile perché aiuta a comprendere i problemi, ma non esageriamo. Soprattutto, smettiamola di farci del male. Premessa: il governo Monti non è il massimo. Anzi: si sta delineando come un mezzo fallimento. Poteva fare di più e poteva farlo meglio. Ma questo mezzo fallimento non è arrivato per opera e virtù dello Spirito Santo: governa perché la politica si è liquefatta, perché i signori politici se la sono fatta sotto e se la sono data a gambe levate. Significa che, in mancanza d’altro, dobbiamo tenerci Monti. E significa anche che dobbiamo sperare che il governo lavori, se non bene, cosa piuttosto improbabile, almeno decentemente e che noi dobbiamo aiutarlo a non fallire del tutto. Veda un po’ a che punto siamo arrivati. E dunque dobbiamo guardare in faccia la realtà, non  fare affidamento su chi è fuggito e fare i conti giusti, cominciando dallo spread, che è diventato il termometro della crisi e delle manovre anticrisi. Vero: non diminuisce. Ma lo spread non è un ascensore e in un mese e mezzo il governo non poteva oggettivamente fare di più. Oltretutto, ciò che conta sui mercati è la tendenza. E la tendenza mi pare tutto sommato stabile, anche in assenza o con scarsi interventi della Bce. E invece no. Noi leggiamo tutto il contrario, ci arrabbiamo, ci intossichiamo, ci inventiamo economisti e addirittura lodiamo chi, oltre a fuggire, non ha fatto nulla. E a che pro? Per tirare acqua a quei partiti e a quei politici che ci hanno messo in un mare di guai? Il presidente Napolitano ha parlato il 31 dicembre. Sembrava piovuto da Marte. Ragionava di debito pubblico accumulato negli anni, di sacrifici, di tagli. E lui dov’era in questi anni? Quali tagli ha fatto? Gli altri non mi sembrano da meno. E noi sempre lì, attorno a loro, chi con la sinistra e chi con la destra o con il centro. Ci hanno preso per i fondelli. E sembra che non ci sia bastato. Smettiamola sul serio: evidentemente i tecnici ci sono perché non si poteva fare in altro modo. E ora che ci sono lasciamoli lavorare. Nella speranza che se ne vadano il prima possibile lasciando il posto ai politici. Possibilmente, politici migliori di quelli che ci hanno inguaiato.
mattias.mainiero@libero-news.eu

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Commenti all'articolo

  • ADM

    04 Gennaio 2012 - 12:12

    Magari, lo fosse! Lei, conosce bene tutti gli altri sprechi...Il goldoniano Arlecchino, servo di due padroni, e con lui, tutti gli italiani, che nella storia passata e dell'oggi, si sono esibiti in acrobatiche prove di doppio, triplo gioco, con la giustificazione ipocrita del " vegna Franza vegna Spagna, basta che se magna "...siamo un popolo di Arlecchini...in primis...i nostri politici, uomini incompetenti, inefficaci e inefficienti,di una doppiezza imperdonabile e micidiale...poi, il resto, lo praticano...certi italiani...peggiori della casta...che non pagano le tasse...ecc. ecc. ecc. ecc.......Se fosse solo questione... di casta...penso, avremmo già risolto i problemi dell' Italia! Non crede ? Grazie. A. De Matthias

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