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Coraggio, Monti: mandi la Merkel a quel paese

Mattias Mainiero risponde a Angelo Trotta

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Coraggio, Monti: mandi la Merkel a quel paese

L’Italia, col sobrio governo Monti, è stata declassata da Standard & Poor’s al livello delle repubbliche delle banane, senza contare che lo spread è sui 500 punti, che la Borsa è in calo, che la stagnazione dei consumi è in crescita e che la popolazione è estremamente preoccupata per ciò che ci riserverà il futuro. I soliti sinistri figuri la smetteranno di sostenere che Berlusconi era il male assoluto?
Angelo Trotta
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Premessa: Berlusconi non è il male assoluto. Visto il panorama politico (Di Pietro, Vendola, l’amorfo Casini, il Pd spaccato e inconcludente e tutto il caravanserraglio partitico), è il “bene relativo”. Quanto al governo Monti, il giudizio non è lusinghiero: lento e troppo timido sul fronte dello sviluppo. Un governo tecnico, sostenuto da una maggioranza straripante, avrebbe potuto fare di più e di meglio. E ora, detto l’ovvio, caro Trotta, le chiedo: ma che c’entra Monti con il declassamento? Lo spread era sui 500 punti anche prima, altrimenti Berlusconi non si sarebbe dimesso. Stesso discorso per Borsa, consumi eccetera. Soprattutto, S&P non ha colpito la sola Italia. Ha presente il Sarkò ridens? E l’Austria? Il cecchino di Wall Street ha centrato in pieno l’Europa salvando la Germania ma di fatto bocciando la sua politica economica e finanziaria, i suoi egoismi, le sue mire egemoniche, una Germania che ha voluto l’euro per spalmare su tutti noi i costi della sua riunificazione, che ha chiesto e ottenuto l’allentamento dei parametri europei quando le faceva comodo, che oggi sfrutta la crisi finanziandosi quasi a costo zero. Una brutta Germania affiancata da una presuntuosa Francia. Un binomio che affossa il continente. Lo diceva ieri, anche se con toni più soft, Berlusconi. Ora lo hanno capito persino a sinistra. La verità, caro mio, è che noi paghiamo il prezzo di un sogno diventato un incubo. E lei ha ragione ad accusare Monti, ma non perché sia il responsabile del declassamento. Perché, schiavo anche lui del terribile sogno, ancora una volta è troppo timido e non fa l’unico discorso che oggi bisognerebbe fare: gentile cancelliera, o la Germania fa velocemente ciò che deve fare oppure, anziché andare incontro ad un fallimento che non meritiamo, noi ce ne andremo dall’Europa. Basta, presidente. Stiamo ballando sull’orlo del burrone. Ora ci vuole coraggio, i tempi sono maturi. Cosa aspettiamo, che la Merkel ci dia l’ultima culata?
mattias.mainiero@libero-news.eu

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Commenti all'articolo

  • giorgio_collarin

    16 Gennaio 2012 - 19:07

    via king giorgio, a furor di popolo. a casa i tecnocrati, tornino all'insegnamento teorico. sciogliamo tutti i partiti. fine della legislatura. pochi commissari per reggere la transizione. al voto presto. elezioni nominative di pochi ma con attributi. e che operino come buoni padri di famiglia.

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  • ADM

    16 Gennaio 2012 - 11:11

    ...chiedo scusa...nell'attimo veramente fuggente...in cui ho scritto... non compariva nessun commento...Grazie.

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  • ADM

    16 Gennaio 2012 - 11:11

    Mi dispiace...l'inganno non è valido !!! Non risulta...nessun commento...nella prima immagine! Grazie. A.D. M.

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