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Un iceberg sulla rotta dell’Italia

Mattias Mainiero risponde a Enzo Bernasconi

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Un iceberg sulla rotta dell’Italia

 

Caro Mainiero, ci può stare che la nave Italia governata da Monti sia sulla stessa rotta di collisione della Concordia comandata da Schettino?
Enzo Bernasconi
Varese

Innanzitutto, facciamo gli scongiuri: non si sa mai. In secondo luogo, in attesa che gli scongiuri ci mettano al riparo, magari con l’aiuto dell’Europa, facciamo un po’ di conti, che è poi sempre la cosa migliore da fare. Lo scoglio spread, tutto sommato, si è un po’ allontanato, soprattutto grazie alle manovre del comandante Draghi. Ora, la tendenza, agenzie di rating permettendo, è al ribasso. Non una cosa eccezionale, beninteso. Comunque, proprio nella settimana del declassamento e dei maggiori timori, abbiamo guadagnato una sessantina di punti base. Siamo messi male e l’allarme resta, almeno fino a quando lo spread non sfonderà i 350 punti base, ma la situazione sembra sotto controllo. Il deficit. Grazie al portafoglio degli italiani, il governo ha costruito una solida diga. Vero, verissimo e sacrosanto: paghiamo noi e paghiamo molto. Ma la diga c’è. E anche il debito pubblico (il mostro italiano) dovrebbe avvantaggiarsene. Sul fronte delle liberalizzazioni, sia pure timidamente e non nel migliore dei modi, qualcosa si muove. Lasciando stare il comandante Schettino e le colpe ancora tutte da accertare, possiamo concludere che il comandante Monti - grazie ai sacrifici di milioni di mozzi italiani - non ci sta portando sugli scogli. Ha organizzato una pessima crociera, niente balli e piscine, solo cena a pane e acqua. Navigazione a vista, se vuole, ma scogli lontani. Si rilassi. Io, piuttosto, mi preoccuperei dell’iceberg che già si intravede all’orizzonte. In breve: fra poco riandremo a votare. E qui cominceranno i guai, perché, se il governo tecnico, grazie alla cosiddetta sospensione della democrazia, sta facendo ciò che i politici non potevano o volevano fare, e cioè riordinare i conti svuotandoci i portafogli, non mi pare che la politica abbia approfittato della sospensione per mettere ordine in casa propria. Il Pd non ha ancora un vero leader, il Pdl non ha risolto i suoi problemi. Il centro è quello che è. Impensabile una nuova sospensione o qualche altro marchingegno. Legge elettorale in altissimo mare. Italiani sempre più lontani dalla politica, indecisi e propensi all’astensione. Un iceberg, appunto, che si avvicina. Gli scongiuri sono obbligatori.
mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

Tra le varie norme che vorrebbe mettere in atto il governo Monti vi sarebbe anche la quadruplicazione delle tasse che si pagano per iniziare una causa. Non un aumento in linea con il tasso ufficiale di inflazione ma cinquecento volte tanto quella minuscola percentuale calcolata dall'Istat. Un altro calcio a quello che rimane della Costituzione che dovrebbe in via puramente teorica garantire (Art. 24) che tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. L'accesso alla giustizia sarà dunque limitato ai soggetti che se lo potranno permettere. Chi non può pagare il contributo unificato non solo non potrà avere riconosciuti i propri interessi ma non potrà neppure difendersi visto che anche per opporsi in giudizio è prevista la batosta. L'unica possibilità per i pocotenenti sarà soccombere. Il punto di forza di questo governo sta nel non essere obbligato a rendere conto del proprio operato agli elettori.
Alessandro Biasioni
e.mail

Caro Mainiero, il grande filosofo Aristotele definì la politica "esercizio delle migliori virtù dello spirito atte a render felice la vita dei cittadini". Chissà cosa direbbe oggi Aristotele visto che la felicità non è certamente per noi cittadini ma solo per loro politici?
Valentino Castriota
Trepuzzi (Lecce)
 
Caro Mainiero, la diatriba voto segreto-voto palese divide i vari commentatori. Personalmente, sarei favorevole al voto palese, affinchè il parlamentare si prenda le sue responsabilità di fronte al cittadino elettore. Per la stessa ragione, auspicherei che anche gli incontri governo-partiti avvenissero alla luce del sole. Sarebbe evidente a tutti chi frena e chi spinge sui vari provvedimenti, anzichè dare adito a mille congetture e reciproche accuse non controllabili.
Attilio Lucchini
e.mail

Si spera che quel che è stato fatto ai poveri anziani ospiti della casa di riposo Borea di Sanremo i quali, oltre a venire trattati come stracci, venivano anche derubati, non faccia il giro del mondo come "il colpo di mano" dell'ex Comandante Schettino al Giglio. Colpo di mano che, purtroppo, ci viene rigirato nel cuore come coltello nella piaga da tutti i conduttori televisivi dall'alba all'... alba seguente.
Luigi Fassone
Camogli (Genova)

Gentilissimo Dottor Mainiero, si fa un gran parlare di liberalizzazioni. Benissimo: se sono a vantaggio dei cittadini, ben vengano. Perché però, perseguendo questo stesso fine, non liberalizzare anche il mercato europeo, ingessato, per non dire guastato dalle “quote” gestite dagli euroburocrati? A chi giova questo mercato europeo vincolato? Che senso ha essere costretti a comprare latte (magari scadente) dall’estero, quando ne produciamo noi di ottimo in esubero, e dover oltretutto pagare multe salatissime? Riterrei giusto abolire il meccanismo delle quote. Si tratta solo di vincoli ideati dai burocrati per far ingrassare le multinazionali e che impoveriscono i produttori onesti e i cittadini.
Omar Valentini
Salò (Brescia)
 
Vent'anni fa nasceva il pool di "mani pulite". L'Italia cominciò a sperare in un domani migliore dove rettitudine e giustizia sarebbero state il "nostro pane quotidiano". Purtroppo non è stato così! Scandali, corruzione e inettitudine hanno continuato, a volte anche con spavalderia,  a sporcare la buona politica e ad infangare l'intera nazione, e chi ne paga le conseguenze resta sempre la parte sana della nostra società migliore.  Oggi, per ricordare degnamente tutte quelle "mani pulite" che ci fecero sognare una Italia onesta, laboriosa e capace,  dovrebbe nascere un pool di "piedi gagliardi" per cacciare via a pedate nel sedere tutti coloro che indegnamente  occupano gli scranni di Camera e Senato e che invece di lavorare per il bene dell'intera comunità operano unicamente per il loro tornaconto.
Raffaele Pisani
Catania

Sono sempre più gli incidenti che coinvolgono mezzi fermi nelle corsie di emergenza delle autostrade. La larghezza di quelle corsie poteva forse andar bene quando l'utilitaria per eccellenza era la Fiat 500 e le altre auto non erano molto più larghe. Nel frattempo i mezzi si sono allargati e quello che ora si chiama Suv, un mezzo che seppur di seconda mano è ora alla portata di tutti, non riesce a fermarsi e aprire la portiera in sicurezza. In tutte le revisioni del codice della strada a nessuno è venuto in mente di allargare la larghezza di queste corsie?
Guido Naguzzi
e.mail

Attenzione agli pseudonimi: lei guida 'na Guzzi (Guido Naguzzi). Proprio sicuro che, a bordo di una moto, le
corsie siano pericolose?

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Commenti all'articolo

  • ADM

    24 Gennaio 2012 - 12:12

    Monti è come il "mercante" delle quattro stagioni...Ho un vago ricordo di un film... di Fassbinder(?) ...è passato un po' di tempo dalla visione di quel film, ma uso il ricordo, come ...metafora personalizzata...e torno a bomba. Il prof Monti...cerca di far andare "bene" tutto, in ogni stagione, vendendo anche...mercanzia marcia o...scaduta! Il commento non mi soddisfa completamente...poteva andare, forse, se avessi ricordato il film. Veda lei. Grazie. A. De Matthias

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