Cerca

La logica se n’è andata in crociera

Mattias Mainiero risponde a Patrizio Pesce

1
La logica se n’è andata in crociera

Mentre la stampa mondiale critica il comandante della Costa Concordia e irride alla faciloneria degli italiani, c’è sempre qualcuno pronto a difendere Schettino e a dipingerlo come un eroe. Qualcuno sa spiegarmi perché? Magari qualcuna delle donne che pasteggiava e beveva con lui mentre la Concordia imbarcava acqua da tutte le parti?
Patrizio Pesce
Livorno

Io no. Mi dispiace, non so spiegarglielo con precisione. Provo però a fare qualche ipotesi: forse i difensori sono convinti che il comandante Schettino, che non è un eroe, sia innocente. O forse pensano che il comandante sia colpevole ma che, assieme a lui, abbiano sbagliato anche altri. E’ anche probabile che facciano altri ragionamenti. Per esempio: a bordo della nave c’era un radar che non funzionava (almeno così pare). Le sembra normale? Per esempio: la capitaneria di porto, che tutto controlla, soprattutto ciò che avviene a poca distanza dalla capitaneria stessa, non ha assunto subito il comando, anche se la Concordia (anche questo pare) aveva già compiuto manovre azzardate. Per esempio: il comandante ha abbandonato la nave, cosa inammissibile e condannata da qualunque codice scritto e non scritto della marineria mondiale, ma l’ha abbandonata a poche centinaia di metri di distanza dal porto, mentre vigili del fuoco, uomini della capitaneria, pescatori e volontari vari erano già impegnati nei soccorsi. Chissà, forse il comandante pensava di averla abbandonata in ottime mani poi rivelatesi pessime. Per esempio: recuperare i corpi delle vittime non è impresa impossibile, ma a giorni di distanza alcuni corpi non sono stati ancora recuperati. Proprio sicuri che tutto abbia funzionato e stia funzionando nel migliore dei modi? Per esempio: sono state dette e scritte molte cose, molte di queste puntualmente smentite, come se ad andarsene in crociera fosse stata pure la logica, poi naufragata al Giglio assieme alla Concordia (due cose su tutte: la ragazza moldava clandestina che non era una clandestina e l’ammutinamento a bordo che non era un ammutinamento). Pensano forse questo, i difensori. E così, dopo aver notato e pensato, cadono nei dubbi, e non perché stessero pasteggiando e bevendo con il comandante mentre la nave faceva acqua. Perché questa vicenda, caro mio, fa acqua da tutte le parti, e non è giusto che uno solo paghi per tutti. Non le pare?
mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • ADM

    25 Gennaio 2012 - 12:12

    La logica, non è andata in crociera, è andata proprio a "ramengo"! nel cammino dell'idiozia generale. E urge la saggezza di Esopo. " Un capretto sul tetto della stalla e il lupo": un capretto mentre se ne stava sul tetto della stalla, vide passare un lupo e prese ad insultarlo e sbeffeggiarlo. Ma il lupo gli disse:"Caro mio, questi insulti, non sei mica tu che li fai, è il luogo dove ti sei messo" Ergo: luogo e occasione possono rendere audaci le persone con i più forti di loro: la Costa, per esempio, tutto sembra, meno che limpida. La nave stessa che forse non era in perfetto stato. E mi pare, si vogliono nascondere troppe magagne. Il destino con la jella, ha contribuito! Intanto, ingoiamo pure l'ultimo insulto dei tedeschi:"schettino"...ovvero " italiani schettini". Da che pulpito ! Grazie. A. De Matthias

    Report

    Rispondi

media