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C’era una volta un ragazzo. Ora ha 74 anni

Mattias Mainiero risponde a Livio Castiglioni

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C’era una volta un ragazzo. Ora ha 74 anni

Nessun dubbio che Celentano sia il “magnifico cantante”. Quindi al Festival di Sanremo lo vedo eccome, ma da cantante. Altra cosa invece quando sproloquia. I suoi sermoni sulla giustizia sociale, sull’ecologia eccetera non si possono ascoltare. Inoltre si parla tanto di rigore e sprechi, ma a lui quanto danno? Egli vive come un nababbo in una villa galattica in mezzo a un parco verde e alberato. Avrei una proposta: vediamoci Sanremo, ma quando arriva il “messia” cambiamo canale! E non mi si venga a dire che la sua presenza porta audience perché la trasmissione canora viene comunque guardata da gran parte degli italiani. Lei cosa ne pensa?
Livio Castiglioni
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Penso che il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, la Befana ha portato ad Adriano Celentano un bel regalo: il settantaquattresimo compleanno. E a 74 anni, caro mio, un cantante, anche se è stato bravo e pure bravissimo, non è più un cantante nel pieno della sua forza canora. Si è inevitabilmente appassito. E altrettanto inevitabilmente certe cose non può più farle. Qualche settimana fa, Mina, nella sua rubrica su Vanity Fair, ha risposto ad un lettore che le poneva la domanda che da tempo tanti fan le pongono: «Ma perché non canti più dal vivo?». Mina (Busto Arsizio, 25 marzo 1940) ha due anni in meno di Celentano. La sua risposta: «Non canto dal vivo da moltissimi anni e non ne sento alcuna necessità. Nessuna nostalgia. Quando vedo chi si esibisce in televisione, c’è sempre qualcuno della mia famiglia che butta lì: “Ma non ti piacerebbe…”. No, non mi piacerebbe. E poi non è più tempo. Mi sembra che sia stato Fabrizio De Andrè a dire che cantare in pubblico dopo una certa età è indecente. Ecco, sono d’accordo con lui. A meno che uno non si chiami Ella Fitzgerald». E ad Adriano Celentano, che non è Ella Fitzegerald, la Rai darà 300.00 euro a serata per farlo cantare e farlo parlare a ruota libera. Soprattutto per farlo parlare, visto che gli anni sono quelli che sono e pure la voce ormai è quella che è. Penso questo, caro mio, solo questo. Anzi no, penso una cosa in più: i telespettatori non dovrebbero cambiare canale durante l’esibizione dell’ex Molleggiato. Non è sufficiente, perché quei soldi Celentano li beccherà comunque. I telespettatori che pagano il canone dovrebbero chiedere il rimborso alla Rai. Di Ella Fitzgerald ce n’è stata una sola.
mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

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Commenti all'articolo

  • ADM

    15 Febbraio 2012 - 15:03

    E, Celentano, ora si crede Gesù...L'Illuminato...l' Immensità...oltre ad essere il Molleggiato...ma facciamolo santo subito...e finiamola lì...Ieri sera, oltre ad essere stato tutto una comica...e ci è riuscito bene...mentre noi, piccoli idioti, lo guardavamo...è stato tutto un vilipendio! Meglio le sue pause, ovviamente, dove la mimica non mancava...Roba da Crocerossa...e via...per la neuro deliri...con Trattamento sanitario obbligatorio( T.S.O.)...Ma che razza di Festival è questo ??? Qualcuno me lo sa dire ??? Grazie. A.De Matthias

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  • ADM

    09 Febbraio 2012 - 14:02

    ....non resisto...personalmente...quando qualcuno mi corregge...sbagliamo tutti...io ne sono contenta! Quindi, ti dico che..." cage", significa "gabbia"...ma, tu ...volevi dire "cachet", vero? Non prendertela...non tutti conoscono il francese...nemmeno i giornalisti della TV, che dicono solo spropositi !!! Così, la prossima volta, non sbaglierai più ! ciao caro.

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  • ADM

    31 Gennaio 2012 - 11:11

    Celentano? Un'araba fenice che continua a risorgere dalle sue ceneri, anzichè esserne sepolta. Un vecchio mulo testardo. O...come le " chiocciole" di Esopo, arrostite da un contadino, che sentendole crepitare diceva che, mentre le loro"casette" bruciavano",loro si mettevano a cantare! Morale? Tutto quello che si fa fuori tempo è biasimevole. Doppiamente biasimevole per il molleggiato, un grande al tempo delle mele, oggi...senza voce per cantare, ma con voce insolente per fare il moralizzatore e il fustigatore dei tempi. Proprio lui, che con le sue parole in libertà, fa arrabbiare pure il padreterno! Colpevole anche la Rai, che con i soldi di chi paga il canone, ha il coraggio spudorato di dargli pure trecento euro a puntata! E... accetta pure le sue regole. Vergogna schifosa!!! Un tempo, mi piaceva. Oggi è solo un millantatore! Come tanti. grazie. A.De Matthias

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