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«Monti ciao, farò il partigiano»

Mattias Mainiero risponde a Paolo Piattoni

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«Monti ciao, farò il partigiano»

Alla luce delle dichiarazioni del nuovo premier e dei leader dei due più grandi partiti politici nazionali, possiamo stare certi che il governo Monti durerà un bel pezzo. Eserciti di Befera, Profumo, Passera, Lusi, Fini, Riina faranno scempio del mio corpo. Adesso, signor Mainiero, penserà di avere a che fare con un pazzo sclerotico. Può darsi. Comunque, io, a 54 anni, non me la sento di ricominciare. Se la soluzione è distruggere l’economia per farla rinascere, se devo vivere da precario, ostaggio di banche e lavoro nero, preferisco andare in montagna come già fecero i partigiani, darmi alla macchia, vivere cacciando e combattendo il sistema.
Paolo Piattoni
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Non penso che lei sia un pazzo sclerotico. Però, ammettiamolo: un po’ confuso lo è. Mette insieme Riina e Profumo, Lusi e Passera, Befera e Fini, il diavolo e l’acqua santa, i criminali e gli incompetenti. Medita di andarsene in montagna. E secondo me se ne starà tranquillamente a casa sua continuando a fare ciò che ha sempre fatto. Anche perché non credo che possa fare altro. La resistenza? E contro chi? La resistenza presuppone un nemico da abbattere, un antagonista. E qual è il nemico? I politici? Mah. Una volta, forse. E ora? Dove stanno i politici? Cosa fanno? Attendono che Monti risolva i problemi. Vanno in tv, rilasciano interviste. Fanno finta di essere vivi. In realtà, sono talmente malridotti e talmente fuorigioco che anche combatterli è inutile. Resistere contro Monti e cacciarlo in qualche modo? E poi, una volta cacciato Monti, chi metteremo al suo posto? Un altro tecnico? Un politico che non pensa affatto di assumersi una simile responsabilità? Dove troviamo il volontario? Andiamo alle urne? Ottima idea, però ci andremo solo noi elettori: i signori da eleggere vanno in tv e alle Maldive, ma si guardano bene dall’andare al voto. Abbiamo Monti, questa è la realtà. E in mancanza d’altro dobbiamo tenercelo. Niente da fare: siamo italiani. E gli italiani sono sempre pronti a salire sulle barricate. Poi, quando bisogna mettersi in marcia, ecco il mal di pancia e il dubbio dell’ultima ora. E le barricate rimangono deserte. Siamo fatti così, cioè abbastanza male. Ed essendo fatti così il rischio è che alla fine dovremo pure ringraziare Monti per tutte le tasse che ci ha imposto. E comunque, caro mio, se proprio vuole andare in montagna, accetti almeno un consiglio: ci vada in primavera. Ora fa troppo freddo.
mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

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Commenti all'articolo

  • ADM

    08 Febbraio 2012 - 16:04

    Rileggendo il suo articolo, ho notato che ho preso un abbaglio! Pensavo si riferisse al Governo Monti...anche se mi sembrava...strano...perchè è gente che non solo l'inglese conosce, ma certamente anche altre lingue. E...mi accorgo che si riferiva...ai nostri parlamentari! Sonora risata...ovviamente. Non ce li vedo a parlare inglese...molti di loro...non parlano nemmeno l'italiano, come lei ha fatto notare...ergo, che si dedichino piuttosto a lavorare seriamente e onestamente in parlamento... per l'inglese, se occorre c'è sempre l'interprete. Grazie. A.De Matthias

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  • ADM

    08 Febbraio 2012 - 15:03

    ...una precisazione. Prima di tutto, ho trovato divertente, come sempre, il suo articolo di oggi sui " cocchi di mamma" e le lingue staniere. L' inglese, avant tout! Ma, a che serve l'inglese a questi baroni, baronetti e affini? Per essere più " fighi" ancora ? Torno alla precisazione. Ricordo, in un commento, di aver usato...Mountain Black, riferito a Monti...e di proposito misi l'aggettivo dopo il nome...quando è noto che in inglese, l'aggettivo si mette sempre prima del nome. Tanto per non fare figuracce!!...but only the bore...of course! Grazie. A. De Matthias

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