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La protezione incivile dei contaballe

Mattias Mainiero risponde a Frediano Carnino

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La protezione incivile dei contaballe

Quale è il senso di una Protezione Civile, con suo budget proprio, ma sopratutto mezzi ed attrezzature specifiche, stipendi costanti anche in assenza di ogni evento straordinario, quando ci sono i nostri militari? Perché non si affida la protezione civile a loro che, che guarda caso, quando le situazioni precipitano sono quelli che alla fine devono intervenire?
Frediano Carnino
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Ma sì, affidiamo pure ai militari i compiti della Protezione civile (che però è impegnata anche sul fronte della previsione e prevenzione dei rischi e non solo su quello del dopoemergenza). Nulla osta, con qualche dubbio. Però, teniamo presente che come nulla osta così nulla cambierà. Arriverà la neve e centinaia di piccoli e grandi paesi rimarranno senza luce. Si fermeranno i treni, in tanti saranno bloccati nelle loro case, sulle autostrade succederà il finimondo. Perché la Protezione civile, gentile lettore, da questo punto di vista può ben poco. E poco possono i militari. Le faccio un esempio, tanto per non rimanere nel vago: le linee elettriche, vero punto dolente durante le bufere e le grandi nevicate. E non perché le centraline vadano in tilt. O non solo per questo. Soprattutto perché decine e decine, centinaia e migliaia di alberi cadono sotto il peso della neve e si abbattono su fili e tralicci. E per rimediare a questi crolli non c’è bisogno dei militari. C’è bisogno di boscaioli e giardinieri. C’è bisogno, anche, di un Paese diverso, un Paese in cui, se un albero viene abbattuto, non intervengono ambientalisti e comitati civici, non si grida alla tragedia. Quell’albero è pericoloso per le linee elettriche. Amen, l’albero si taglia, la neve arriva e la corrente non manca. Naturalmente, per fare ciò, c’è anche bisogno di amministratori locali attenti al loro territorio. Ma i nostri amministratori, grandi esperti nell’incivile protezione di se stessi, sono attenti a tante cose: a farsi belli, a tagliare nastri, a pensare al modo migliore per passare dalla poltrona di sindaco a quella di deputato o governatore. Naturalmente, anche a fare bella figura in tv, a raccontare che sono bravi e competenti. E ce ne fosse stato uno, uno solo, un unico onesto e coraggioso amministratore, che abbia chiesto pubblicamente scusa. Ma sì, chiamiamo l’esercito. Almeno, con un blindato, forse riusciremo a farli sloggiare. E’ una battuta, ovviamente. Solo una battuta. Però, Gesù mio, questi le cannonate te le tirano dalle mani.
mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

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Commenti all'articolo

  • ADM

    13 Febbraio 2012 - 18:06

    Che stordita! Rileggo i commenti...per controllo...errori...e che vedo? Ho scritto per ben due volte, il mio cognome con la "m" minuscola! Mi vien da ridere!...Bè...non mi dispiace, assomiglia di più, oso , al suo nome. Vuoi vedere che è Freud, che mi sta facendo qualche scherzetto di Carnevale? Buona serata e grazie. A. De Matthias

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  • ADM

    13 Febbraio 2012 - 12:12

    E, chi, non ha competenze specifiche, se ci sono, intuizioni e non sa vedere oltre il proprio naso, alla fine perde il contatto con l'amara e "fredda" realtà. Prigioniero di certi lacci e lacciuoli, rischia pure di non vedere dove mette i piedi! E cade...anzi...scivola. Grazie. Annamaria De matthias

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  • ADM

    13 Febbraio 2012 - 12:12

    E ora tocca alla Protezione Civile o Incivile...che sia! Le solite polemiche e siamo anche alle previsioni del tempo errate, le uniche che "ci azzeccano" almeno a breve termine. Date prima, durante o dopo! Certo era meglio con Bertolaso...incastrato pure lui. Giusto: " Un paese intellettualmente allo stremo" per usare una sua frase" Forse meglio se fossimo...indovini o sciamani che ciarlatani! E...se gli addetti ai lavori, parlassero poco, ma facessero fatti? Mai, come di questi tempi, gli uomini sembrano tutti lobotizzati. Ma il problema è all'origine. E' solo questione di conoscenze, cura e amore per il territorio, ambiente, controlli e misure prese ad hoc. Non è mai troppo tardi, cari signori, per imparare, prevenire e curare. Perchè, sia che piova o tiri vento o che nevichi, tutto è caos, nel caos. In primis, il singolo non si adopra in prima persona,non si rimbocca le maniche, ma delega, delega, allo Stato, alle Amministrazioni. E...al diavolo. (segue)

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