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A fine mese non arriviamo. E a domani?

Mattias Mainiero risponde a Ivan Loris Davò

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A fine mese non arriviamo. E a domani?

 

Basta. A me, come a molte persone, che non trovano lavoro, che non sanno se arriveranno alla pensione,  cosa importa di ciò che ha combinato il Sig. Schettino? Io voglio sapere come poter arrivare alla fine del mese. Chiedo troppo? Basta non ce la faccio più a sopportare tutte le “fregnacce” che ci vengono propinate da quotidiani e Tg. Io voglio solo sapere se arriverò a domani.
Ivan Loris Davò
Spinadesco (Cremona)

Ci arriverà a domani, e pure a dopodomani. E se tutti gli italiani fossero come lei, ci arriverebbe, e ci arriveremmo, anche meglio. Più preparati, più consapevoli. Ma pare che lassù, dove tutto si puote, così si vuole. E in troppi, giornalisti compresi, si accodano, non fanno domande, non si interrogano. Riportano, pari pari, il verbo del paradiso tecnico, inebriandosi delle superiori fesserie. Lei parla del Giglio. E il fiore all’occhiello dei professori, l’anglofono spread che ha accompagnato la nostra estate, rovinato i nostri sonni, inguaiato politici e intere nazioni? Arrivati i professori e pure i professorini, l’onnipresente e terrificante spread è improvvisamente diventato il mansueto spread, cagnolino ammaestrato che compare e scompare a comando. Oggi, se va male, lo spread, come il Titanic, affonda nelle notizie che non contano e nei cestini redazionali. Se va bene, eccolo pimpante in prima pagina a ulteriore conferma delle meraviglie governative. E ci fosse un solo cronista, un esperto anche di mezza tacca ma un po’ più volenteroso e coraggioso degli altri, disposto a raccontarci la verità da sempre negata. L’unica, sacrosanta, indiscutibile verità: signori cari, se gli Stati non vogliono, se la comunità internazionale non lo desidera, se gli organismi sopranazionali non lo ritengono opportuno, arrivasse pure la fine del mondo e delle Borse, gli Stati non falliscono e gli spread non contano a un bel niente. Perché sono gli Stati e la comunità internazionale e gli organismi sopranazionali a scrivere le regole, comprese quelle economiche, mica noi poveri fessi. E perché gli Stati e gli organismi e le comunità, fatto fuori Berlusconi, hanno deciso che l’Italia ora può salvarsi. E la Merkel ci incensa, Sarkozy apprezza gli sforzi, Obama ritiene Monti imbattibile, Draghi apre i cordoni della borsa. E lei, caro Davò, arriverà a domani e a dopodomani, assieme a tutti noi. Malridotto, pieno di lividi e col portafoglio svuotato. Ma ci arriverà. Vuolsi così colà dove si puote.
mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

Uno sprazzo di buon senso si è aperto sul cielo di Montecitorio. Monti ha detto no alla candidatura di Roma alle olimpiadi del 2020, troppo alti i costi per una manifestazione simile. Non ce la possiamo permettere, così come non si poteva permettere i giochi Atene e neppure Torino. Averci pensato prima! Presentare una candidatura costa e Roma è già stata bocciata una volta. Siccome in queste cose la parola d'ordine è sempre spendere il più possibile, sforare i budget di spesa, è ben difficile pensare che la nuova candidatura possa beneficiare del lavoro già fatto (e pagato) in precedenza. Meglio rifare tutto da capo così si spende nuovo denaro pubblico.
Augusto Forte Deaglio
e.mail

Caro dottor Mainiero, mi consenta un gioco di parole senza senso, ma il senso c’è, il lato più oscuro della mente. C’è ancora una morale? Se ci liberassimo di certe” sacralità” ipocrite; se ripudiassimo “sapienza”, come scienza e conoscenza; se tralasciassimo la “benevolenza” pelosa o la “giustizia” ingiusta; se rinnegassimo “l’abilità” sporca della politica e della vita; se rifiutassimo il “denaro” sterco del diavolo (mai più ladri); se pensassimo che c’è “altro” non un dio, ma anche, a cui tendere come uomini... senza brame, egoismi e avidità, nudi come siamo nati... Che fa? Mi concede una breve frase, con soggetto, verbo e complemento?
Annamaria De Matthias
e.mail

Se così fosse, sarebbe una bella cosa. Ma così non è.

Scoppia il caso di Francia e Germania che da una parte approvano gli aiuti alla Grecia e dall'altra le impongono di acquistare tutti gli scarti bellici, a caro prezzo, facendole spendere il 3% del Pil per la difesa, record europeo. Prima danno e poi riprendono, ovviamente con gli interessi per permettere ad Atene di difendersi da eventuali attacchi, magari provenienti dalla Turchia (sono alleati, entrambi nella Nato). Capito come funziona il giochino, ora è il momento di svelare cosa ha promesso di comprare Monti per guadagnarsi l'enorme rispetto sbandierato ai quattro venti in occasione dei suoi ripetuti pellegrinaggi a Parigi e a Berlino. Se alla Grecia hanno rifilato sommergibili e carri armati d'annata, all'Italia cosa daranno? Wurstel e baguette scaduti?
Felice Carpusi Visombala
e.mail

Caro Mainiero, a Lei che ritengo dotato di buon senso vorrei sottoporre questa mia semplice idea; tutti gli anni prima o poi arriva l'inverno più o meno freddo, quindi è giusto fornire ai clochard oltre ad un pasto caldo coperte e un tetto per ripararsi, e se aggiungessimo anche quell'affare con tanto di manico che serve per spalare la neve?
Enzo Bernasconi
Varese
 
Siamo al punto zero e senza le riforme il Paese sprofonderà nella catastrofe economica. Questo è il messaggio del premier Papademos, il suo ultimo appello per cercare di salvare una nazione. Per favore mettete i sottotitoli a messaggi simili. Il vero messaggio tradotto è molto più semplice. Cari concittadini, noi finanzieri travestiti da politici incapaci e corrotti vi abbiamo portato fino a questo punto, vi diciamo che possiamo ancora farcela ma i primi a non crederci siamo proprio noi, abbiamo fatto le cose talmente per bene che ora non c'è più nulla da fare e il famoso punto zero è stato oltrepassato da tempo. Cari concittadini che ancora ci state ad ascoltare, sappiate che vi abbiamo rovinato e ora ci godiamo i frutti dei nostri crimini, impuniti, immuni da quelle ghigliottine che in alcuni casi sono in grado di risolvere il problema in modo brillante e rapido.
Giorgios Psofoskily
Faskatalae (Grecia)

 

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Commenti all'articolo

  • ADM

    17 Febbraio 2012 - 11:11

    Fantastico! Un complimento molto gradito....come un fiore...sbocciato fuori stagione. Ancora grazie. Annamaria De Matthias

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  • giorgio_collarin

    17 Febbraio 2012 - 03:03

    adm è veramente in gamba, legge e scrive chiaramente, con una vena accattivante, a volte poetica: mi viene da dire che potrebbe essere la figlia del giornalista (a parte la h)della rubrica "lettere": un prodotto ben riuscito fatto in casa. Complimenti.

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  • ADM

    14 Febbraio 2012 - 18:06

    ...anche i ghiacciai...si muovono...seppur lentamente...e dietro si lasciano , tra grosse pietre...anche pietruzze colorate, che luccicano al sole. Grazie. Annamaria De Matthias

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