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La beneficenza anche con la tasca nostra

Mattias Mainiero risponde a Don Roland Barbay

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 La beneficenza anche con la tasca nostra
Egregio Signore, sono un sacerdote di Torino. Sono rimasto stupito della risposta al Signor Alberto Agostani. Sono certo che l’autostima sia necessaria ma non può finire nell’ingenuità. Non pensa che definire beneficenza l’offerta di piccole elemosine in strada e il dono di vestiti usati sia eccessivo? Se ho capito bene, si sente allo stesso livello delle Suore della Carità e delle Suore del Cottolengo che nutrono ogni giorno a loro spese centinaia di poveri. I vestiti usati o vecchi, tanti volontari delle parrocchie e delle comunità religiose si occupano di lavarli, stirarli e distribuirli. Altre comunità curano gratuitamente molti indigenti. La Chiesa, che è tanto di moda oggi coprire di improperi, sostiene silenziosamente tanta gente e tutto questo rappresenta un grande sforzo che non è per niente scontato. Certo non sarà grazie ai suoi vestiti usati e i suoi spiccioli a poveri veri o presunti in strada che tutta questa vera beneficenza potrà essere realizzata.
Don Roland Barbay
Torino

Reverendo Padre, e che fine hanno fatto la comprensione, la solidarietà, l’immedesimazione nei problemi altrui e tutto ciò che notoriamente caratterizza un buon cristiano? Ognuno fa ciò che può, e lei non può certo pretendere che io faccia un mutuo per mettermi all’altezza di conventi e associazioni varie. Ma il punto non è questo. Il punto è che preti e suore fanno un lavoro encomiabile, si battono contro la povertà, organizzano mense, accolgono barboni. Tanto di cappello. E però gli edifici adibiti al culto non pagheranno l’Imu e non pagavano l’Ici. E però preti e suore fanno beneficenza di tasca loro e anche grazie alle tasche dei fedeli. E però le organizzazioni benefiche godono di trattamenti particolari (di favore, possiamo scriverlo, non è una bestemmia). E però, se c’è da rifare la facciata di una Chiesa, interviene lo Stato, o il Comune, o la Regione, e cioè noi tutti, persino gli atei. E però certe chiese, per accedere al museo annesso, che è annesso e di fatto parte della chiesa stessa, luogo di culto che non versa l’Imu, fanno pagare fior di euro. Tutto lecito, giusto e sacrosanto. E però ammettiamolo: una parte della grande e grandissima beneficenza che preti e suore fanno, viene direttamente o indirettamente dalle nostre tasche. Che è una cosa normale, ovvia. E che però la Chiesa, e anche lei, almeno ogni tanto, farebbe bene a ricordare. E, se non vuole ricordarlo, a noi umili peccatori basta che lo sappia, cosa che dalla sua lettera non risulta.
mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

Oscuriamo i politici
Per gli insulti a Scilipoti e Paniz contenuti nel sito dedicato alla memoria del Vajont, detto fatto è stato oscurato il sito. Molto bene! Perchè non possiamo anche noi oscurare tutta la classe politica che ci ha portato a questo punto di non ritorno?
 Umberto Brusco
Bardolino

Monti vende la Fontana di Trevi
I tempi si sono accorciati. Una volta tra l'annuncio di tagli delle imposte al successivo dietro front passavano settimane, mesi. Un tempo tale da permettere anche a chi si era fatto il nodo al fazzoletto di dimenticarsi di quella lontana promessa. Ora è tutto più veloce e ci si mette molto meno ad accorgersi che le tasse non possono scendere, nonostante i successi della lotta all'evasione che avrebbe dovuto risolvere tutti i problemi del Paese non ci sono i soldi per farlo. In altre parole la famosa promessa di usare la lotta all'evasione per diminuire le imposte non funziona, l'extra gettito se lo sono già speso e il contribuente deve continuare a tirare la carretta invano cercando di raggiungere quella carota che continua a balenargli davanti al naso. Pagare tutti pagare meno: era uno scherzo, scusateci, ci siete cascati in molti. Non il sottoscritto che ha capito che la Fontana di Trevi messa in vetrina da Monti non era effettivamente in vendita. Quanti altri scherzi ha in serbo il signor Monti? Magari quello di un'Italia che si può salvare. Sotto carnevale ogni scherzo vale, per non sbagliare propedeuticamente inizio a ridere.
Andrea Bucci
Torino

Banche: i conti non tornano
Le banche stanno facendo i conti di quella che potrebbe essere la ricaduta economica sui loro conti delle norme introdotte dal governo Monti. Ovviamente non perdono l'occasione per lamentarsi e affermare che ci perderanno circa un miliardo di euro. Sono conti completamente sbagliati, se le banche fossero capaci a fare i conti giusti non ci si troverebbe in queste condizioni, non avrebbero dovuto attingere a quella liquidità emessa dalla Bce per circa 500 miliardi, quasi regalata. Primo punto: devono aprire conti correnti gratis a tutti i pensionati sotto i 1500 euro. Si tratta di un costo ma si tratta anche di un modo per raccogliere liquidità a costo zero. Nessun interesse riconosciuto al cliente e impieghi che renderanno dal 5 al 20%. Un bel guadagno. Secondo punto: la polizza vita collegata al mutuo che può non essere emessa dallo stesso gruppo della banca. Anche se può sembrare strano, polizza fa rima con cartello. Non c'è mai stata vera concorrenza nel campo assicurativo, non ci sono i presupposti perché debba iniziare proprio ora. Terzo punto: non ci sono più commissioni sui rifornimenti di benzina fino a 100 euro pagati con carta di credito. Questa è un'usanza tutta italiana, chiunque abbia messo benzina fuori dai nostri confini ha sicuramente notato come importo pagato e importo addebitato sull'estratto conto siano perfettamente coincidenti al centesimo. Non mi pare che le banche possano andare in default a causa di questo balzello che viene a mancare. Tante e tali sono le commissioni sui pagamenti con carta di credito (e anche con bancomat) che non ci saranno problemi per le banche spalmare su altri costi queste minori entrate, sono abilissime in questi giochini.
Altersizio Zonzovaldi
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Imu: e chi non guadagna?
Nessun pagamento dell'Imu per chi ha immobili adibiti ad attività senza scopo di lucro. Prevedo un diluvio di ricorsi tributari. Sono molte, un'enormità, le imprese che non generano lucro. Tutte quelle che a causa della crisi e di una tassazione che le manda fuori mercato chiudono i bilanci ripetutamente in perdita. Queste imprese assolvono al compito sociale di dare un lavoro a milioni di persone e permettere ad altrettante famiglie di esistere. L'esenzione dal pagamento dell'Imu mi pare il minimo che si possa concedere. Il non pagamento di questa imposta avverrebbe nel pieno rispetto di quel nesso tra capacità contributiva e somme pagate spesso dimenticato.
Fabio Longoni
e.mail

Rai, di tutto di più
Caro Mattias Mainiero, ma che razza di Rai è questa che permette a due tristanzuoli come Luca e Paolo di inaugurare il festival con una sequela di parolacce che farebbero rabbrividire il più incallito dei bestemmiatori? Ma chi sono questi dirigenti, ma chi li ha messi lì, questi masochisti, a dirigere quello che è diventato un vergognoso baraccone?
Giovanni Bertei
La Spezia

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Commenti all'articolo

  • ADM

    27 Febbraio 2012 - 15:03

    Cambiamenti sul sito? E, mi sorge il dubbio, che titolando le Lettere, come sul quotidiano, spariranno del tutto, anche le brevi righe di commento...soggetto, verbo e complemento...che ogni tanto, bontà sua, comparivano. E, sono queste, che i lettori...vogliono. Troppo distacco uccide...i sentimenti. E, mi consenta un simpatico suggerimento: perchè non cambia la sua foto, ormai datata, su Libero? Solo...un po' più grande, ma dove si può vederla meglio e "leggervi" qualcosa. Quella attuale è solo un vedo e non vedo...e nulla più. Grazie. A.De Matthias

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  • ADM

    26 Febbraio 2012 - 14:02

    coloro che si incontrano ovunque, poveri e non, obolo dopo obolo, a fine giornata...si ritrovano in tasca, molto più di molti lavoratori. Le inchieste parlano chiaro. E sono certa che, ciascuno, nel suo piccolo, faccia beneficenza, anche con un sorriso, i modi sono tanti, anche la televisione, che ogni giorno, chiede un obolo, anzi tanti oboli, per sostenere associazioni di ogni tipo...e così facciamo la telefonata...in molti. E, che dire dei lasciti consistenti che la chiesa riceve ogni anno da defunti, che vogliono guadagnarsi un posto in Paradiso? E, il resto, è stato ben evidenziato nella risposta con quel "e però". ..O, caro, "don poco don" pretende che diventiamo tutti come S.Francesco? Perchè non si accontenta...di ciò che siamo?...Grazie. A.De Matthias

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  • ADM

    26 Febbraio 2012 - 14:02

    Complimenti per la scelta della foto. Ben ha risposto. Il "don", oltre a farsi un esame di coscienza, prima di farlo agli altri, dovrebbe ricordare il significato di alcune parole quali: Beneffatore, chi fa del bene al prossimo, sia "moralmente" che materialmente; beneficare, far del bene agli altri, sia sotto l'aspetto "morale",che materiale; beneficenza, atto del beneficare, vedi sopra o...assistenza pubblica. Mi pare che il "don poco don", metta in secondo piano il fatto "morale" e si attacchi di più al fatto materiale: il soldo. Ora, considerato che, lo Stato del Vaticano, quindi anche la Chiesa, di cui gode senz'altro benefici, è tra gli stati più ricchi...all'interno del quale, vivono e prosperano migliaia di cittadini, direi privilegiati...Come si permette questo "don poco don" di fare "gli occhi alle pulci?" E, come fa a minimizzare chi fa del bene "moralmente"(solo?!) e poco...materialmente? Che spesso è contributo accessorio! E, dimentica pure che...(segue)

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