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Mario Monti tra Eurogruppo e neurodeliri

Mattias Mainiero risponde a Ernesto Trapani

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Mario Monti tra Eurogruppo e neurodeliri

Caro Mainiero, Mario Monti è diventato il personaggio del giorno. Ora pare che debba andare, secondo indiscrezioni, al posto di Jean-Claude Juncker alla guida dell’Eurogruppo. Secondo lei vuol dire che il nostro presidente del Consiglio è proprio bravo e quindi tutti lo vogliono? Oppure, parafrasando la famosa frase (“Temo i greci anche quando portano doni”) dietro la candidatura si cela altro? Insomma cosa significa tutto questo amore per Monti?
Ernesto Trapani
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Vuol dire molte cose, caro Trapani. Prima cosa: la classe politica europea è, e ammette di essere, una mezza schifezza. Per anni l’Ue è stata il rifugio di chi, in Patria, non aveva più una poltrona su cui sedersi. Trombati e vecchie cariatidi erano spediti in Europa perché in Italia (o nei rispettivi Paesi) non erano più presentabili. Assieme a loro, un manipolo di giovani di belle speranze bisognosi di farsi le ossa. E così, a corto di personaggi di spicco, veramente rappresentativi, l’Eurogruppo corteggia (o corteggerebbe, perché parliamo di indiscrezioni lanciate da “Le Monde” e non confermate né smentite) Mario Monti. Intendiamoci, il professore è preparato e ha sicuramente uno spirito europeista. Ma lanciare la sua candidatura (forse anche a sua insaputa) per una successione che ci sarà a fine giugno, quando Monti sarà ancor impegnato a Palazzo Chigi, mi sembra più una mossa da disperati che da persone consapevoli di ciò che fanno. Seconda cosa: la candidatura per ora non candidatura sta a dimostrare ancora una volta che l’Europa proprio non c’è e così, per far finta di esserci e rilanciare la propria immagine offuscata da anni di inesistenza, deve ricorrere a Mario Monti, che è sempre il professore bravino di cui sopra, che però non è un mago e che, nel deserto, è già qualcosa. Siamo alla frutta europea, caro Trapani. Mosse azzardate, annaspanti, come quando si affoga. Anche perché a me, e credo pure a tutta l’Europa, risulta che un altro italiano, un altro Mario, è già a capo della Bce. Lei crede che tutti gli altri accetterebbero un secondo italiano a capo dell’Eurogruppo? E cosa direbbero i tedeschi? E gli austriaci? Loro, tripla A, posti zero. Noi, in serie B, posto doppio.  Impossibile. Ma il nome di Monti circola, nonostante tutto. E questo vuol dire (terza e ultima cosa) che l’Europa è andata fuori di testa. Anche se una testa non l’ha mai avuta.
mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

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