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Il vantaggio di essere ottantenni

Mattias Mainiero risponde a Angelo Lorenzetti

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Il vantaggio di essere ottantenni

 

Alcuni medici sostengono che non si possa accertare con sicurezza l’idoneità a guidare degli ottantenni. Potrebbero dirci costoro come fanno a dare certezza di sicura guida del giovane, non solo dal punto di vista fisico ma anche da quello del sonno mattutino all’uscita dalle discoteche? Gradirei una risposta intellettualmente onesta più che prettamente scientifica.
Angelo Lorenzetti
Trento

Maleducati, isterici, prepotenti, a volte addirittura sociopatici o psicopatici, distratti cronici, qualche drogato, automobilisti incapaci: caro mio, sulle strade non solo italiane c’è di tutto. Qualche giorno fa, a Roma, una gentile signorina ha preso di mira la fiancata sinistra della mia vettura. Quando è scesa dall’auto per constatare i danni, candidamente ha detto: «Colpa mia, mi dispiace, sono distratta». E mi ha anche spiegato che negli ultimi tempi, per via della distrazione, aveva fatto fuori qualche altra auto incolpevole. Capita, se si guida con la testa fra le nuvole. Se si è distratti e si corre, può anche capitare qualcosa di molto grave. Sempre a Roma, e sempre qualche giorno fa, la mia attenzione è stata attratta da una bellissima fuoriserie. Gli pneumatici erano completamente lisce, forse per via della crisi economica o della dabbenaggine del proprietario. Un’auto di quel genere, con quelle gomme lì, indipendentemente dalla distrazione dell’autista e dalla sua età, può fare una strage. L’autista tranquillamente fumava la sua sigaretta a bordo di quella specie di missile pronto ad essere lanciato e ad esplodere. Forse un bazooka, non so, scelga lei l’arma. Senta questa, mi è capitata fra le mani proprio questa mattina: «La prevalenza complessiva del Disturbo Antisociale di Personalità è circa il 3% nei maschi e circa l’1% nelle femmine. Le stime della prevalenza in ambienti clinici variano dal 3% al 30% a seconda delle caratteristiche predominanti della popolazione in esame». Disturbo antisociale di personalità. Tra le altre caratteristiche: inosservanza e  violazione dei diritti degli altri e incapacità di valutare i rischi. E guidano l’auto, giovani o anziani che siano. Se volessimo rispondere onestamente, caro Lorenzetti, dovremmo non dare o togliere la patente a una buona fetta della popolazione italiana e mondiale. E forse gli unici a salvarsi sarebbero gli ottantenni. Se si arriva a quell’età indenni, vuol dire che si è fatti di ottima pasta.

mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

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Commenti all'articolo

  • LuigiFassone

    15 Aprile 2012 - 08:08

    Non cominciamo...! Che poi,se qualche "sobrio" del Governo se ne accorge...Il piacere di guidare (BENE) non lo si può togliere agli ottantenni e ai novantenni che ancora hanno i riflessi al loro posto,svegli e scattanti. Se uno è tarlucco,lo è anche nel "pieno" degli anni. Li avete visti i diciassettenni alla guida dei motorini che se non ti si mettono davanti ai semafori quando c'è il rosso non si sentono realizzati nella vita ? Salutammo!

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  • nyx

    14 Aprile 2012 - 14:02

    Se...gli ottantenni...sono fatti di ottima qualità. Rari. Ma, a quell'età, ottantantenni...non si è indenni. E' questione puramente fisiologica. Accertata dai medici. Le reazioni mutano, così come qualsiasi percezione, che viene rallentata, come la vista...che spesso viene meno, ma accertata...da medici, come al solito...compiacenti!...Dunque, per le ragioni anche da lei elencate, facciamo...uno zero a zero? Questione di giustizia. Io dico...senza patente, tutti, a 75 anni...visto che la vita si è ...malamente allungata! Mi pare una cosa ragionevole, non le pare?

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