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Nelle grotte di Pasturo

si preparano formaggi

Nelle grotte di Pasturo

La crisi dei mercati finanziari e la conseguente recessione economica che ha messo in ginocchio molte aziende costrette a licenziare e chiudere definitivamente interi stabilimenti di produzione, non è riuscita a infiltrarsi in maniera drammatica in alcune aziende che credono nel made in italy. Il marchio made in italy viene spesso associato solo a prodotti per l’arredamento, l’abbigliamento e le auto senza considerare il settore alimentare e in particolare quello della produzione del formaggio. Secondo l'Ismea (istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) la produzione dei formaggi, in particolare quelli artigianali, è cresciuta del 3% e per i formaggi a denominazione, ovvero Dop o Igp, la crescita è stata del 4,3%, con un aumento stimato del fatturato per questi prodotti dell'11,2%.

 

La tradizione contro la crisi - C’è un’azienda di formaggi in Italia, la Emilio Mauri, fondata nel 1920, che affonda le sue radici nel territorio lombardo e che in tre generazioni è riuscita a diventare leader nel  mercato caseario con più di 120 dipendenti e prodotti riconosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Nel 2004 lo stabilimento di Pasturo, immerso nel verde della Valsassina, a pochi passi da Lecco, è stato completamente rinnovato per ottenere il perfetto connubio tra sviluppo tecnologico e tradizione. Oggi il centro di Pasturo è un impianto moderno scavato per metà nella montagna per sfruttare le condizioni naturali del sottosuolo che permettono la stagionatura del Taleggio e di altri formaggi in grotte umidificate e aerate naturalmente come nel 1920. La filosofia dell’azienda è di offrire un formaggio genuino (il latte utilizzato proviene esclusivamente dalla Lombardia), le cui fasi di produzione non abbiano un impatto negativo sull’ambiente (l’intera modernizzazione dell’impianto di Pasturo è stata affidata a un team di architetti che hanno utilizzato materiali all’avanguardia cercando di garantire le condizioni ideali di stagionatura).

 

“Cura dei formaggi come bambini in culla” - Con molte aziende costrette a chiudere, Nicoletta Merlo, nipote del fondatore della Mauri, si affaccia sul mercato con nuove idee scaturite da un lavoro iniziato più di un anno e mezzo fa che ha coinvolto esperti del gusto, maestri del formaggio, degustatori e studiosi di tendenze gastronomiche. “Per avere buoni formaggi bisogna curarli come bambini in culla” spiega Nicoletta Merlo che ha deciso di intraprendere questo nuovo progetto: “una collezione dedicata a mio nonno perché creata con la stessa genuinità e cura che metteva lui un tempo nei suoi formaggi”. La “collezione”, chiamata Mauri Premium, offre sei specialità gastronomiche che rinnovano il gusto del tradizionale Taleggio, del Gorgonzola e del Caprino. Per garantire la tradizione e la qualità i sei prodotti vengono preparati a mano singolarmente con firma e data di scadenza scritta a mano.

 

Il made in italy non basta - Il mercato del formaggio è in una fase di forte selezione e spesso il marchio made in italy da solo non basta. Occorre trovare il guizzo giusto, quel particolare autentico che può fare la differenza. Anche nella confezione dei nuovi prodotti, la Mauri ha studiato soluzioni innovative. Il packaging della linea Mauri Premium è stata realizzata in collaborazione con i giovani designers della Facoltà di Design del Politecnico di Milano che hanno scelto materiali naturali come il legno e la carta.  

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