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Un pipistrello domestico? Non è (solo) roba da Halloween

In Italia aumenta la moda di tenere in casa rossetti e volpi volanti. L'esperto: "Molti sono attratti dalle simbologie mistiche, ma allevarli non è facile come dicono"

Un pipistrello domestico? Non è (solo) roba da Halloween

di Marco Petrelli

Un pipistrello domestico? A poche settimane da Halloween potrebbe sembrare una trovata pubblicitaria. Invece Morticia Addams e lo zio Fester stavolta non c'entrano, perché in Italia si sta diffondendo la moda dell'"amico a testa in giù". A primo acchito un’idea perversa. La prima cosa da fare è contattare i grossisti di animali per chiedere informazioni. Dopo alcune risposte a mezza bocca, troviamo chi conferma di avere a disposizione i rossetti egiziani, mezzo metro di animale tra corpo e ali. "Facile da gestire - fa il grossista - basta una voliera e frutta ogni giorno". Che la cosa sia facile non ci sembra proprio. Ci rivolgiamo allora al professor Paolo Agnelli dell'Università di Firenze, già curatore del progetto bat box, i rifugi artificiali per pipistrelli nei centri urbani.

Professore è legale tenere pipistrelli in casa?
"Specie autoctone no, poiché sono protette dalla legge e morte o cattura sono penalmente perseguibili. La vendita dei rossetti invece è libera".  
Perché tenere un pipistrello in casa?
"Da secoli il pipistrello è considerato un simbolo della tenebra, del male. Ecco, credo sia questo aspetto ‘mistico’ a spingere alcune persone a portarselo a casa".
La dieta a base di frutta può facilitarne l’allevamento?
"Facile non direi. Rossetti e volpi volanti sono mega chirotteri, esemplari che in libertà dispongono di spazi quasi illimitati. In gabbia necessitano di una toilettatura quotidiana. Toilette al pipistrello!".
C’è chi confonde l’allevamento con le bat box…
"Per carità, la bat box è per la fauna autoctona e quando ne diamo una in gestione ci raccomandiamo di non manometterla in alcun modo". 
Quella del ‘pipistrello domestico’ è una moda solo italiana?
"So che in Australia gruppi di appassionati studiano e perfezionano tecniche di allevamento. Ma l’animale non sta in gabbia e il padrone lo segue e lo cura con attenzione e con coscienza".

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