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Bruno e Chiara

Mascotte in Afghanistan, salvi in Italia grazie ai nostri militari e a Enpa

I due cani-mascotte adottati dai nostri militari della base di Bala Mughab sono ora in Italia, ospiti  del parco-canile Enpa di Perugia, per completare la quarantena in attesa di essere adottati
mascotte-esercito

Bruno e Chiara hanno fatto commuovere l’Italia intera, i due cani-mascotte adottati dai nostri militari della base di Bala Mughab in Afghanistan sono arrivati a Pisa e ora si trovano nello splendido parco-canile Enpa di Perugia per completare la quarantena. 

Atterrati all’aeroporto di Pisa

Bruno e Chiara, i due cagnoloni adottati dai militari italiani della base di Bala Murghab (Afghanistan), sono atterrati all’aeroporto di Pisa presso la 46ma brigata aerea insieme alla loro inseparapile accompagnatrice Louise Hastie, responsabile di Nowzad, associazione anglo-americana di protezione degli animali che opera a Kabul. Ad attendere i cani sulla pista d’atterraggio c’erano la presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi, il direttore scientifico della Protezione Animali, Ilaria Ferri, e il Tenente Missi che contattò l’Enpa per salvare i due cani “soldato” e garantire loro una serena vita Italia. Bruno e Chiara, subito dopo il loro arrivo, sono stati trasferiti presso la struttura della Sezione Enpa di Perugia dove stanno perfezionando la fase di quarantena.

Impossibile trattenere le lacrime

“È stata una grande emozione”, racconta Carla Rocchi, presidente nazionale dell’Enpa, “all’inizio eravamo tutti formali, ma quando sono scesi i due cani dall’aereo ci siamo tutti messi a piangere. Bruno e Chiara sono salvi, questo è quello che conta”. Per anni hanno difeso la base di Bala Murghab, condividendo affetto e attenzioni con i nostri militari, rappresentando un momento di evasione davvero importante in grado di far ricaricare i nostri soldati in una terra così arida, difficile e polverosa come l’Afghanistan. 

Per quattro anni – da quando erano cuccioli – Bruno e Chiara hanno vissuto con i nostri militari, diventando vere e proprie mascotte della base: i due cani hanno vegliato instancabilmente sulla sicurezza dei militari e regalato loro quell’affetto che si è spesso mostrato importante per superare i momenti difficili. Ma con il rientro del contingente italiano c’era il rischio che gli animali rimanessero senza casa, con grave pericolo per la loro incolumità. In quella terra, piena di sofferenza, fame e guerra, regna sovrana l’intolleranza verso i cani, considerati “immondi” dai musulmani e costretti a violenti combattimenti, nel migliore dei casi

Una ipotesi, questa, che il tenente Gianluca Missi, anch’egli di stanza a Bala Murghab, non voleva neanche prendere in considerazione e alla quale non riusciva a rassegnarsi. E così lo scorso agosto Missi ha contattato l’Ente Nazionale Protezione Animali chiedendo un intervento per risolvere la situazione e assicurare un futuro sereno ai suoi “amici”. “Ho immediatamente raccolto la richiesta di aiuto inviatami dal tenente – racconta la presidente nazionale dell’Enpa, Carla Rocchi – e mi sono attivata subito per garantire a Bruno e Chiara una sistemazione nel nostro Paese. Alla fine, grazie alla disponibilità e alla sensibilità mostrata dal generale Pasquale Preziosa, capo di gabinetto del Ministero della Difesa, siamo riusciti a trovare la quadratura del cerchio. Ringrazio di cuore di tutte le persone e le istituzioni che hanno reso possibile questo importante risultato”.

Plauso all’associazione Nowzad

A partire da Louise Hastie, responsabile dell’associazione Nowzad. “Quella donna è fantastica”, commenta Carla Rocchi, “non ha mai voluto lasciare soli Bruno e Chiara durante il tragitto dall’Afghanistan all’Italia, ha superato con loro tutti gli imprevisti, come quello delle gabbie fuori misura, e ad Abu Dhabi ha rinunciato persino ad andare in albergo per non farli sentire soli durante le lunghe ore di sosta. Un esempio davvero da lodare”.

Enpa pronta a far arrivare in Italia altri cani dei nostri soldati

“Noi dell’Enpa abbiamo dato il nostro contributo e siamo pronti a ripeterlo”, prosegue Rocchi, “così come fa l’associazione Nowzad per l’estero, noi vorremmo far rientrare in Italia i cani delle basi internazionali dei nostri soldati, previa autorizzazione dell’Esercito, al resto pensiamo noi”.

Hanno già trovato un’adozione del cuore

Grazie all’intervento del Ministero della Difesa e dell’Ente Nazionale Protezione Animali, Bruno e Chiara sono stati traferiti a Kabul dove, ospiti di Nowzad, sono stati seguiti amorevolmente Louise Hastie che, oltre ad occuparsi di randagismo in Afghanistan, fornisce sostegno ai militari per favorire il ricongiungimento tra cani e i soldati che ritornano in patria. I due cagnoloni hanno già un adottante: appena avranno completato la quarantena presso la Sezione Enpa di Perugia potranno iniziare una nuova vita.

di Maria Paola Gianni (riproduzione vietata)

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