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Lettere da cani: Panariello e altri vip scrivono ai propri amici a quattro zampe

Lettere da cani: Panariello e altri vip scrivono ai propri amici a quattro zampe

Un cane ti cambia la vita. Lo sa bene chi con l’amico scodinzolante ha trascorso l’infanzia. Per gli altri è una piacevole scoperta: un’esperienza d’amore, difficile da comprendere per chi non ha mai voluto aprire il cuore al mondo animale. Gli insensibili sono sempre dietro l’angolo, purtroppo. Ma qui raccontiamo storie incredibili solo per chi non ha mai avuto e amato un cane. Lettere che gli italiani scrivono ai loro compagni quattrozampe, con cui hanno vissuto anni di legame e amicizia.

«Caro Zeuz, da dove cominciare? Prima di conoscerti per me i cani erano come i nani da giardino. M’ero appena preso una nuova casa con giardino e così ho pensato bene di comprarmi un cane, un po’ per fare da guardia - non si sa mai, no? - e un po’ per giocarci ogni tanto. Tutto pensavo, meno che mi avresti cambiato per sempre la vita». È Giorgio Panariello a scrivere parole toccanti («ti hanno operato quattro volte, e per quattro volte sei tornato a casa: non ci si chiama Zeus per caso») al compagno scomparso. Il giorno in cui lo portò a casa era un cucciolo, il comico pensava solo che sarebbe diventato un bellissimo cane da mostrare a chi andava a trovarlo. «Invece, sei diventato un figlio per me», scrive. «Mi hai cambiato, in meglio. Per questo dico che non te ne sei ma andato davvero. Sei sempre qui, da qualche parte nel mio cuore e nel mio cervello». E «lo sai che da quando non ci sei più porto sempre con me il tuo guinzaglio? ...».

Oggi Panariello ha tre cani ed è impegnato nelle campagne a favore degli animali, l’ultima è il suo libro epistolare “So che ci sarai sempre”. Sottotitolo: “Lettere d’amore ai cani della nostra vita” (Mondadori). Oltre a quella dell’attore toscano, il volume raccoglie una selezione di 52 missive giunte in risposta all’appello della Lega Nazionale per la difesa del cane.

Sono pensieri teneri di studenti, casalinghe, professionisti, anziani dedicati a chi ancora c’è e a chi ha lasciato un grande vuoto. C’è lo studente fuorisede che porta con sé il suo alano e fatica il triplo a trovare una stanza con uso cuccia in affitto. Il ricordo struggente di un padre che perde suo figlio e ritrova la voglia di vivere e amare di nuovo attraverso il suo cane. E umani che vengono scelti da quattrozampe abbandonati davanti a un autogrill. Pagine scritte tra le lacrime per Snoopy, ucciso a colpi di carabina sul balcone di casa da un dirimpettaio che non sapeva come passare il tempo o per Argo che prima di chiudere gli occhi ha voluto salutare tutta la sua famiglia umana con la sua linguetta umida e solleticante. E storie a lieto fine, come quelle dei tanti cani che hanno lasciato le gabbie di un rifugio grazie alle adozioni e hanno trovato casa e famiglia. Non mancano gli eroi, il cane che salva Graziano da una morte per annegamento, o Ludwing, cane guida i cui occhi sono diventati quelli di Lorella, rimasta cieca.

«Nessun incontro fantastico alla Kevin Costner in “Balla coi lupi”». Lana, cucciolo di razza, entrata in famiglia più come antifurto per ladri, un lupo per spaventare i ladri, che per necessità d’affetto... «Ma sei l’unica che mi distragga dalla social mania: quando siamo insieme, non esistono WhatsApp, Facebook, Twitter, Instagram. E nemmeno la serie tv». Insomma, «sei la mia rockstar: tutti si fermano a parlare, chiedere di te, sentire la tua storia, fare apprezzamenti», scrive Alberto. E «non ci sono fidanzate che ti facciano sparire».

di Daniela Mastromattei
@DMastromattei

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