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Pastore belga di 11 anni

Addio a Navar, l'eroe della Concordia: morto il cane più coraggioso di Schettino

22 Giugno 2017

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Addio a Navar, l'eroe della Concordia: morto il cane più coraggioso di Schettino

«Socievole, affidabile e grande lavoratore», dice chi lo conosceva bene. Bastava uno sguardo e capiva quando che era il momento di partire per una nuova missione. Sempre pronto nel sostenere il suo padrone-conduttore e nel cercare di non deluderlo mai. Sempre pronto a rischiare la propria vita per salvare gli altri. Quante volte ha dovuto entrare in azione con la pioggia, il vento o sotto il sole cocente, o dentro l' acqua con il mare in tempesta... L' instancabile Navar, pastore belga del nucleo cinofili dei Vigili del fuoco della Toscana, ora riposa in pace: è morto, aveva appena 11 anni.

Confessiamo di esserci commossi di fronte a questo piccolo grande eroe a quattrozampe, malinois, in forza al comando di Grosseto, che aveva partecipato alle ricerche dei dispersi in mare dopo la tragedia della nave di Francesco Schettino. Lui sì, il nostro Navar, è stato un capitano coraggioso: ha lavorato senza sosta giorno e notte accanto ai soccorritori, in modo decisivo, nel recupero di feriti e annegati dimostrando la sua grande generosità.

Pronto a tuffarsi in acqua per portare a riva prima i più piccoli («per i bambini aveva una grande passione»). Era lì cercando di rendersi utile dopo il disastro provocato da quella manovra azzardata, la sera di quel maledetto venerdì 13 gennaio del 2012 in cui persero la vita 32 persone (157 furono i feriti). Quella sera alle 21,45 la nave da crociera Costa Concordia urtò gli scogli davanti all' isola del Giglio: un impatto fortissimo sentito dai 4.229 tra passeggeri e membri dell' equipaggio. Fu la rotta decisa dal comandante Schettino di «navigare secondo il suo istinto marinaresco, più a ridosso dell' isola, confidando sulla sua abilità», hanno scritto poi i giudici, a far finire la nave sugli scogli. Navar non dimenticò mai quella missione: la povera gente sconvolta e infreddolita messa in salvo, i tanti dispersi in mare, i parenti a riva preoccupati e speranzosi. Le lacrime, le urla, i feriti, i morti. Il dolore.

Quei brutti ricordi il nostro guerriero li ha portati con sé sul Ponte dell' Arcobaleno: secondo una leggenda degli Indiani d' America, lì ci sono prati e colline per tutti i nostri amici speciali, così possano correre e giocare insieme.
Tutti gli animali malati, feriti o vecchi riacquistano salute e vigore. Dall' altra parte del Ponte poi ritroveranno gli amici umani.
Sarà così anche per Navar che ha lottato con tutte le sue forze negli ultimi tempi cercando di combattere una brutta malattia (un tumore) che lo ha tenuto al riposo e fuori dal servizio per tre lunghi anni. Ma non è mai rimasto solo, il suo conduttore e tutto il nucleo della Toscana, che ora piangono la sua scomparsa, gli sono stati accanto fino alla fine.
«Aveva al suo attivo decine di ricerche con esito positivo.

Oltre ad aver fatto parte del gruppo di cani impiegati sulla Costa Concordia, era stato impegnato in ricerche su diverse frane e durante l' alluvione di Albinia. Lascerà un grande vuoto», fanno sapere i suoi compagni di lavoro in una nota. Navar - con la sua squadra composta da Arturo, Luce, Buk, Rubia, Sibilla, Luna e altri cani (nove in tutto) dei Vigili del fuoco del nucleo cinofilo toscano - era sempre in prima linea. E senza togliere nulla agli altri, si è distinto per professionalità, ma soprattutto per la grande bontà. E per la tenacia. Non mollava mai.

I cani sono animali dall' incredibile dedizione, pronti a mettersi al servizio dell' uomo in cambio di una carezza e di una ciotola di cibo scadente. Ci inchiniamo di fronte a loro che ci regalano tanto amore senza pretende nulla.
E spesso ci strappano alla morte. Non si contano gli esempi di cani da soccorso che hanno dato la vita per portare a termine il proprio lavoro.

L' ultimo esempio pochi giorni fa, in Liguria: la border collie Camilla, che aveva operato anche tra le macerie di Amatrice, è morta cadendo da una roccia mentre cercava una persona scomparsa. Ora zampa nella zampa attraversano insieme il Ponte dell' Arcobaleno. 

di Daniela Mastromattei

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