Cerca

Burocrazia bestiale: l'impresa di portare gli animali al mare

Passaporti, microchip, vaccinazioni, bagagli: che fatica andare in vacanza insieme ai propri amici /D. Mastromattei

Burocrazia bestiale: l'impresa di portare gli animali al mare
«Chi non ha mai posseduto  un cane non sa che cosa significa   essere amato», scriveva Arthur Schopenhauer.  Lo sanno bene, invece,  quelli che con l’amico a quattro zampe  condividono tutto. Anche lo sport. Solo in Italia sono  cinquemila  gli appassionati  di Agility dog. Altrettanti sono  coloro che con l’amico peloso    si dedicano  al volontariato.  E molti di più da quei musetti affettuosi non se ne separerebbero nemmeno  per andare in  vacanza.
Così deve essere stato per il padrone del gatto trovato dentro il suo trasportino abbandonato  nel bagno dell’aeroporto di Linate, a Milano.   Probabilmente   pensava di poterlo imbarcare con lui, ma quando gli è stato detto, più o meno brutalmente,  che non era possibile non si è sentito di rinunciare al viaggio. Un viaggio atteso, forse, per tutto l’inverno,  già pagato  in anticipo, che fare? Non ha avuto neanche il tempo di rifletterci un momento. L’aereo stava per partire.  Invece di abbandonare volo, albergo, palme sulla spiaggia, bagni e nuotate in acque cristalline ha preferito egoisticamente  abbandonare l’animale nella toilette dell’aeroporto.
Nonostante il viavai di passeggeri  nessuno ha fatto caso al micio  nel trasportino.  Se ne è accorta l’inserviente  la sera, intorno alle 22. E allora sì che si è mobilitato l’intero scalo aeroportuale. I responsabili hanno chiamato la polizia locale di Segrate. Sono arrivati i ghisa e hanno preso in custodia l’animale, che è stato rifocillato  e coccolato. Il gatto è stato affidato a un centro animali di Pantigliate  e ora potrà essere adottato. E addio padroncino, forse. Tutto questo poteva essere  evitato se all’aeroporto invece di dire «il gatto non può salire a bordo»,  avessero chiamato il veterinario (dovrebbe essere presente in ogni aeroporto) per capire se  esistevano  reali motivazioni per impedire al compagno a quattro zampe di seguire il proprio padrone.
Vero è che per viaggiare (fuori dall’Italia)  con il proprio gatto,  tenuto naturalmente   chiuso nel  trasportino, bisogna  mostrare   il suo  libretto sanitario   in regola con  tutte le vaccinazioni (e su questo nulla da ridire), l’animale con microchip e in possesso  del suo passaporto europeo. Bene, si va  dal veterinario e il gioco è fatto. No, perché il veterinario  visita il gatto, gli fa i vaccini e   gli mette il microchip. Mentre il passaporto lo rilascia la Asl  veterinaria, dove bisogna presentarsi con il gatto, con il suo libretto sanitario in regola, con    quello che resta nella custodia del microchip (talloncini e scontrini vari) più  il passaporto e  il certificato di residenza del padrone. Impossibile parlare al telefono con la Asl veterinaria, almeno quelle di Milano,  non rispondono mai.  
 La procedura per  partire con il cane è analoga. Una cosa è certa: il Parlamento europeo e quello italiano si sono messi  d’impegno per complicare la vita a chi possiede animali.  Invece di spendere  energie e denaro per  le campagne contro l’abbandono,  cominciamo a snellire le procedure  per viaggiare con il proprio compagno  a quattro zampe: abilitiamo i veterinari a rilasciare il libretto sanitario valido anche per uscire dall’Italia.  Perché alcune compagnie aeree rifiutano gli animali a bordo, perché altre obbligano i passeggeri a lasciare gli animali nella stiva con il rischio di ritrovarli morti? Perché  sono ancora troppo pochi gli alberghi, le pensioni e le spiagge  attrezzati per accoglierli? Semplifichiamo la vita a chi vuole portare con sé gli animali, in modo da far diminuire il numero degli abbandoni, che lo scorso anno tra giugno e settembre sono stati di 24mila per i cani e di 17mila per i gatti. Non è piacevole ritrovarsi faccia a faccia con un cagnolino abbandonato  che da dietro le sbarre ti guarda dritto negli occhi  per dirti: portami via con te, vorrei tanto diventare il tuo compagno. 

di Daniela Mastromattei

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • massimo pelizza

    13 Luglio 2011 - 15:03

    L’articolo dice cose condivisibilissime , direi addirittura ovvie. Il SSN non svolge altro che un ruolo puramente burocratico . Dovrebbe demandare tutto e svolgere solo ruolo di sorveglianza . SEVERA ! Non c’è lo straccio di un motivo VALIDO per non concedere alle strutture Libero Professionali la facoltà di emettere i passaporti. Come si fa all’estero . I libretti di vaccinazione come li conosciamo noi sarebbero da eliminare e sostituire con il passaporto obbligatorio per tutti , anche per chi non deve andare all’estero , oppure , con un libretto di proprietà del cane, numerato e timbrato da chi lo rilascia , rilasciabile sono dal Veterinario ( obbligatoriamente recante il n° di microchip per i cani, e speriamo presto anche per i gatti ). VIETATI PER SEMPRE e cestinati senza pietà gli attuali libretti vaccinali che chiunque puo’ distribuire a pacchi a chiuque. Favoriscono solo l’abuso di professione degli allevatori. saluti , Massimo Pelizza ( presidente Ordine Veterinari

    Report

    Rispondi

blog