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Filippo Facci: La maestra, i bimbi

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filippo facci

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Il battibecco che ieri c'è stato tra due deputati grillini e la presidente della Camera (molti siti l'hanno sparata come notizia del giorno: rendiamoci conto) deve la sua esistenza mediatica a una penuria estiva di notizie «politiche» (le chiamiamo politiche: rendiamoci conto anche di questo) ma è anche vero che in condizioni normali sarebbe rimasto uno dei tanti siparietti a cui il Parlamento più ignorante di sempre ci ha ormai abituato.

Da una parte due burbanzosi ragazzotti come Alessandro Di Battista (espulso, giustamente) e Alfonso Bonafede che hanno chiesto di intervenire per «richiamo al regolamento» ma poi hanno mostrato di non sapere che cosa significhi, tanto che si sono messi a pontificare col tono dei bambocci che fanno gli sprezzanti con la maestra per farsi vedere dai compagni. Dall'altra, oggettivamente, c'era la maestra: la quale resta il personaggio più tracotante, protervo, spocchioso e strabordante che questa disgraziata Seconda Repubblica abbia portato con sé; una che dovrebbe badare al funzionamento della Camera (ruolo che altrove è quello di un capostazione istituzionale) ma che è solita intestarsi battaglie politiche che poi ammazza regolarmente: se domattina invitasse gli italiani a svacanzare al mare, è la volta che anche i sardi imparerebbero a sciare. Insomma: scegliere chi buttar giù, nel gioco della torre, ieri sarebbe stato difficilissimo.

Anche per questo abbiamo la torre più squalificata del Dopoguerra.

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Commenti all'articolo

  • Garrotato

    12 Agosto 2017 - 09:09

    Socci, a Montecitorio sarebbe opportuno l'uso di Sarin, iprite, Tabun, Zyklon B e altri piacevoli ritrovati tecnologici. Andrebbero bene per gli ignoranti, gli spocchiosi, i traditori e financo per la presidente più odiosa che si sia mai vista da quelle parti. Ahahah.

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