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Esimente Vendola

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filippo facci

filippo facci

Se io uccido mio figlio, e se, nello stesso modo, Nichi Vendola uccide il suo, io prendo una pena più grave di Vendola perché lui non è padre biologico. Succede perché la consanguineità è un'aggravante specifica (lo è penalmente, perché civilmente c'è parificazione di status) ed è la ragione per cui la Cassazione ha annullato l'ergastolo a un moldavo che aveva accoltellato il figlio: che era adottivo, quindi l'aggravante non c'è. La Corte ha chiesto di riquantificare la pena a partire dai 16 anni perché il moldavo aveva chiesto il rito abbreviato, che prevede uno sconto. Che dire? Niente: tutto ha una sua ragion d'essere, ma ciò non toglie che il modo in cui la legge regola le aggravanti e le esimenti legate alla parentela - anche in virtù di campagne politiche e giornalistiche - spesso metta i brividi. Altro esempio: la disgraziata legge sul femminicidio del 2013. Se io violento una sconosciuta - dice - io mi becco 6 anni, ma se io violento la mia fidanzata ne becco 12. Questo perché «essere legato da relazione affettiva» è un’aggravante che vale anche per il marito: se violento una per strada è mera concupiscenza o desiderio di sopraffazione, mentre se trattasi di mia moglie c’è l'aggravante che lei aveva fiducia in me. Boh. Io vorrei chiedere a una qualsiasi donna se tra i due mali, in prospettiva, sceglierebbere di essere violentata dal marito o da un albanese per strada.

di Filippo Facci
@FilippoFacci1

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