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Terrorismo

Come difendervi dal terrorismo " molecolare "

I segnali da non sottovalutare

20 Maggio 2017

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Come difendervi dal terrorismo " molecolare "

Chi sono i nuovi terroristi islamici?

Molti provengono da Paesi Europei o da altri Paesi Occidentali. Vengono denominati Homegrown Terrorist, e sono coloro che agiscono contro il paese in cui sono cresciuti. Se ricevono l’addestramento all’estero sono chiamati Foreign Fighters.

Solitamente sono individui che vivono in situazioni di esclusione sociale e hanno nutrito un fortissimo odio nei confronti del paese che li ospita. Si avvicinano a movimenti integralisti attirati dalle prediche di Imam e l’organizzazione militare terroristica diventa la loro patria. Gli homegrown terrorist sono i più pericolosi perché conoscono perfettamente il territorio e possono contare su una rete di aiuti.

La radicalizzazione avviene spesso attraverso il web e la narrativa specializzata ma anche all’ interno di gruppi interrazziali, dove l’ essere parte integrante di un gruppo genera un fenomeno d’ identificazione edi aggregazione.

Gli esperti li chiamano terroristi molecolari, sono quasi invisibili e risulta pressoché impossibile prevedere le loro azioni.

L’aggettivo molecolare viene utilizzato per indicare il numero ristretto delle singole cellule, sia la diffusione sul territorio sia le modalità delle loro azioni. Per questo è necessario da parte dei paesi occidentali ospitanti, strutturare un progetto di prevenzione che coinvolga famiglie, istituzioni scolastiche, comunità etniche o religiose che devono essere sensori intelligenti e aiutare le Forze di sicurezza.

Capire che un soggetto si sta radicalizzando osservando il cambiamento nello stile di vita, la personalità e anche la fisicità è il primo passo per prevenire il rischio.

ATTENZIONE AI SEGNALI


I primi segnali possono essere:

  • l’abbandono di luoghi e compagnie frequentati da persone non islamiche

  • il rifiuto di bere alcol e di partecipare a feste non musulmane

  • il rifiuto di festeggiare il compleanno

  • la critica violenta di usi e costumi occidentali

  • il rifiuto a qualsiasi tipologia di musica

  • la frequentazione costante di Imam itineranti

  • il rifiuto di qualsiasi tipo di gioco.

 
Nel soggetto che si sta radicalizzando la trasformazione fisica avviene contemporaneamente a nuove abitudini quali:

  • mangiare solo con la mano destra

  • evitare di soffiare sul cibo caldo

  • respirare mentre si beve

  • l’ eliminazione di tutti i cibi impuri.

Si può parlare di radicalizzazione quando si verificano questi passaggi:

  • la persona si avvicina alla fede interpretando alla lettera i precetti

  • l’identità si modella su questi ultimi

  • aderirà totalmente a un gruppo o a una comunità

  • L’individuo esclude ogni forma di dialogo o tolleranza con chi è diverso

L’ultimo passaggio, ovvero la jihadizzazione è la lotta per la diffusione dell’Islam e di conseguenza per la distruzione di ciò che impedisce questa diffusione. Può accadere che il soggetto radicalizzato cerchi di dissimulare il suo stato con stili di vita occidentali, infatti l’ Islam accetta questi comportamenti, per il fine ultimo ovvero l’azione “santa”.

Oggi i bersagli più probabili sono i luoghi comuni soprattutto di aggregazione come bar, ristoranti, discoteche, stadi, mercati, piazze.

Il motivo è molto semplice, colpire questi luoghi richiede risorse inferiori in termini di uomini e di materiali e anticipare l’azione è pressoché impossibile. Il terrorismo molecolare e gli attentati di Parigi lo dimostrano chiaramente, hanno agito in maniera molto semplice da un punto di vista tattico, con conseguenze però gravissime da un punto di vista psicologico perché hanno alterato la nostra quotidianità e serenità.


STRATEGIE PREVENTIVE


Per una buona strategia preventiva è importante imparare a osservare e a registrare nella memoria tutti quegli elementi che non fanno parte del nostro mondo abituale, rilevando  situazioni anomale, dando importanza alle sensazioni, rilevando se l’anomalia si verifica allo stesso modo in tempi diversi, mettendo l’anomalia in relazione ad altri elementi.

Se vi capitasse, ad esempio, di trovarvi a passeggiare in una piazza, in un mercato, o comunque in un luogo affollato esterno che sia a traffico limitato, fate particolarmente attenzione nel caso vedeste transitare automobili, furgoni, o camion che non siano della polizia, di istituti di vigilanza, dei vigili del fuoco, o del pronto soccorso.

Nel caso ci si accorga di qualcosa di strano è necessario contattare il 112 o il 113. Non preoccupatevi nel caso faceste una telefonata a vuoto, meglio un allarme in più che un allarme in meno.

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