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Sicurezza

BUONI O CATTIVI?

Rissa tra militari impiegati nella missione Strade Sicure e immigrati extracomunitari

7 Agosto 2017

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BUONI O CATTIVI?

Sta impazzando su Facebook il video messo in rete dal Comitato Quartiere Vasto di Napoli, circa il fermo di un immigrato da parte di cinque militari impegnati nell'operazione Strade Sicure.

I giornalisti dei vari quotidiani online hanno dato un interpretazione del video, alcuni colpevolizzando i militari, altri rimarcando l'impotenza dello Stato in alcuni scenari urbani.

In un paese democratico e civile esiste per fortuna la libertà di espressione. Deve esistere però anche l'onestà intellettuale di descrivere lo stesso video. Sembra che alcuni abbiano visto un video diverso o che i pregiudizi verso le Forze Armate abbiano alterato il significato delle immagini. 

Se mentre camminassi per il centro di Parma e un agente di Pubblica Sicurezza dovesse fermarmi chiedendomi le generalità, sarei obbligato dalla legge a fornirle ( articolo 651 del Codice Penale : il rifiuto di dare indicazioni sulla propria identità personale prevede l'arresto fino ad un mese di reclusione e un'ammenda fino a duecentosei euro ). Nel caso mi rifiutassi, l'agente avrebbe il diritto dato dalla Legge di portarmi in Questura o in Caserma per l'identificazione ( articolo 337 del Codice Penale : resistenza a Pubblico Ufficiale ).

Con la legge n°125 del 24 luglio 2008, si attribuisce ai militari dell'esercito italiano impiegati nell'operazione STRADE SICURE la qualifica di AGENTE DI PUBBLICA SICUREZZA. Ai fini di identificazione, per completare gli accertamenti e per procedere a tutti gli atti di polizia giudiziaria, il personale delle Forze armate accompagna le persone indicate presso i più vicini uffici o comandi della Polizia di Stato o dell’Arma dei carabinieri. Nei confronti delle persone accompagnate si applicano le disposizioni dell’articolo 349 del codice di procedura penale.

Qualcuno riesce a spiegarmi cosa hanno fatto di tanto atroce questi cinque militari?

Hanno solamente svolto il loro lavoro.

Forse per alcuni, fare seriamente il proprio lavoro in Italia è un "reato".

E cosa c'entra se la persona fermata è di colore? Sarebbe successa la stessa cosa se avessero fermato un italiano, giustamente aggiungerei.

Ben vengano i militari a supporto delle Forze dell'Ordine nelle nostre città. Chi non delinque e si comporta civilmente non ha nulla da temere, anzi ringrazia.

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