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Violenza sessuale

MA QUALE ATTENTI AL LUPO! ATTENTE ALL' UOMO!

Sabato 5 agosto, in pieno giorno, una turista brasiliana è stata vittima di un tentato stupro

8 Agosto 2017

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MA QUALE ATTENTI AL LUPO! ATTENTE ALL' UOMO!

È famosa la frase di Hobbes, filosofo britannico del diciassettesimo secolo: “Homo homini lupus”. Così il grande pensatore descriveva il rapporto degli gli uomini in guerra tra loro, in mancanza di leggi e di stato.

Ai tempi di Hobbes però, non esisteva l’etologia (la scienza che studia gli animali) e le informazioni sul mondo animale erano molto più ridotte di quelle di cui disponiamo oggi. Lo stereotipo del lupo come animale cattivo e crudele era già forte nel pensiero religioso e filosofico e non stupisce che l'abbia preso come esempio.

Se Hobbes avesse conosciuto l’uomo moderno e civilizzato per come si è manifestato negli ultimi secoli, dal colonialismo all’olocausto fino ai genocidi, avrebbe rivalutato l’immagine del lupo. Quest'ultimo infatti, è un animale dall’alto profilo sociale e morale che vive per la conservazione e la difesa del branco, una comunità fatta di maschi e femmine, vecchi e giovani, forti e deboli. Usa la lotta e la caccia per il soddisfacimento dei bisogni vitali e non conosce la crudeltà o il cinismo. Per tanto ogni riferimento al lupo, e alla sua vita da branco, per esemplificare cattiveria e malvagità è improprio e frutto di stereotipi cui si ricorre per non affrontare la dura realtà: In Italia, dati ISTAT, 652 mila donne hanno subito stupri e 764 mila sono vittime di tentato stupro.

La violenza contro le donne è fenomeno ampio e diffuso purtroppo: 6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. I partner attuali o ex commettono le violenze più gravi. Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente. Gli autori di molestie sessuali sono invece degli sconosciuti nella maggior parte dei casi (76,8%).

Ora, che riflessione possiamo trarre da questi dati?

Gli uomini, ovviamente non tutti, come il predatore cercano la vittima apparentemente più vulnerabile da un punto di vista biologico, con la differenza che non agiscono per istinto di sopravvivenza o per sfamare la prole, ma per pulsioni sessuali.

Questo non vuol dire che bisogna rassegnarsi alla "violenza di genere", anzi.

Le istituzioni scolastiche in primis dovrebbero istituire progetti ad hoc per educare i maschietti già dalle elementari. Si sa le emozioni e i sentimenti vanno educati e spesso i caregivers (letteralmente: quelli che si prendono cura di individui che non sono del tutto o parzialmente autonomi) non hanno la competenza e la sensibiltà per farlo correttamente. È senz'altro necessaria una rivoluzione socio culturale nel modo di vedere la donna. Ma quanto ci vorrà a patto che si intraprenda la strada giusta? E in questi decenni a venire, quante altre donne saranno vittime sacrificali di questi "orchi"?

Per questo reputo che la PREVENZIONE DEL RISCHIO sia determinante per diminuire la possibilità che possa accadervi qualcosa di spiacevole.

A voi la scelta.

Nella rubrica Libero di Difendermi troverete i miei articoli e video riguardanti le tematiche della percezione del rischio, della prevenzione e dell'auto protezione.

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