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TERRORISMO ISLAMICO

PAURA DEL TERRORISMO? PREPARATI ALLA GUERRIGLIA!

Il terrorismo molecolare utilizza la stessa strategia della guerriglia urbana

20 Agosto 2017

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PSICOSI? NO GRAZIE, PREFERISCO AGIRE

Ormai è evidente a tutti che siamo in guerra anzi in guerriglia. La guerriglia è una tattica di guerra, condotta da parte di formazioni poco numerose per lo più irregolari, contro le forze di polizia o i civili, che serve a evitare lo scontro diretto con forze superiori e permette di estendere la lotta nello spazio e nel tempo. Nello spazio perché punta a far dividere le forze dell'ordine sul territorio, obbligandole a difendere tutti i punti sensibili. Determina così condizioni favorevoli per colpire il nemico con piccoli ma violenti attacchi effettuati di sorpresa, seguiti da rapidi ripiegamenti in zone rifugio o fra la popolazione civile. Nel tempo, la guerriglia terroristica mira a prolungare la lotta per logorare l’avversario soprattutto dal punto di vista psicologico. Viene utilizzata in questo modo la dissimmetria esistente fra le forze dei terroristi, che combattono per obiettivi che considerano vitali e quelle dell' antiterrorismo che cercano solamente di limitare i danni. Le tecniche belliche sono quelle proprie delle operazioni di guerra non convenzionali. La guerriglia provoca sempre enormi sofferenze, distruzioni e perdite fra la popolazione, maggiori di quelle delle operazioni convenzionali e produce effetti politici e psicologici dannosi destabilizzando per lunghi periodi le società che ne subiscono l'azione. Possono agire piccoli nuclei o, al limite, singoli guerriglieri, adottando tattiche e tecniche che hanno obiettivi civili. Le forze regolari hanno avuto sempre difficoltà ad adeguarsi alla lotta contro i terroristi perché questi ultimi non consentono loro di esprimere appieno la potenza di cui dispongono. Una seconda difficoltà deriva dall’esigenza di uno strettissimo coordinamento tra i responsabili delle forze di polizia, dell'intelligence e quelli politici e amministrativi. Esiste poi una fortissima dissimmetria fra l’entità delle perdite e delle distruzioni che i guerriglieri sono disposti a subire, nonché il livello di violenza che possono impiegare, da una parte, e l’entità delle perdite considerate accettabili dalle forze governative e di polizia, dall’altra. I terroristi sono estremamente fanatizzati e disposti a morire, le forze dell'anti-terrorismo sono invece molto più sensibili all’entità delle perdite.

Tra le dinamiche del terrorismo e le aggressioni a caldo vedo tantissime similitudini, per questo reputo sempre più utile educare i cittadini alla prevenzione, alla sicurezza e alla difesa personale.

1) spazio: il luogo lo scelgono loro, ultimamente posti molto frequentati quali viali di passeggio, mercatini, ristoranti, locali

2) tempo: attaccano quando vogliono, all'improvviso; proprio per questo il fattore tempo assume una valenza importantissima, per poter reagire in modo rapido e corretto

3) motivazione: fanatici e esaltati, molto spesso sotto l'effetto di sostanze psicotrope (alcol e droghe), hanno l'unico obiettivo di uccidere per disseminare il terrore, non avendo nulla da perdere diventano pericolosissimi

Per noi italiani può sembrare strano parlare di queste tematiche ma per gli israeliani sarebbe normale. In Israele, quando le persone entrano in un locale, la prima cosa che fanno è osservare le uscite di emergenza. Avere già in mente cosa fare in caso di necessità e dove andare, diminuisce notevolmente i tempi di reazione e sappiano che in certe situazioni può significare salvarsi la pelle o meno. L'addestramento permette di aumentare i riflessi, la coordinazione, l'equilibrio e la rapidità ma ancora prima permette di aumentare la percezione del rischio a livello sensoriale: udito e vista in primis.

Vi farò un paio di esempi. Nel primo caso immaginate che un furgone inizi la sua folle corsa in direzione dei passanti. Quelli che avranno i radar maggiormente attivati, si accorgeranno immediatamente che qualcosa non quadra e avranno maggior tempo per mettersi al riparo e mettere al sicuro la propria famiglia.

Nel secondo esempio immaginate di essere in un locale a cena e ad un certo punto tre persone improvvisamente inizino a minacciare i presenti impugnando dei coltelli urlando Allah Akbar, come è successo di recente in Inghilterra. Supponendo che in quel locale ci siano state un centinaio di persone, se ci fossero state almeno dieci persone addestrate seriamente nell'autodifesa, quindi 1/10 della clientela, i terroristi non avrebbero avuto vita facile. Sarebbe bastato prendere le seggiole sulle quali erano seduti. Non è tanto complesso come gesto, da un punto di vista tecnico, prendere una sedia e utilizzare le quattro gambe come spade per stoccare, cercando di tenere lontano i terroristi in attesa dell'arrivo delle Forze Speciali.

Sicuramente è IMPOSSIBILE IL PENSARE di utilizzare la seggiola in quel modo, nello stato di agitazione psico motoria indotta dalla paura, NON avreste né il TEMPO né la LUCIDITÀ per farlo.

Per questo l'addestramento realistico è fondamentale, perché vi permette di automatizzare reazioni che diventeranno istintive nel caso vi trovaste in situazioni similari a quelle simulate in palestra.

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