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PARMA UN' " ISOLA FELICE " CHE NON C' È!

C'era una volta Parma, il giardino dell'Emilia.

4 Settembre 2017

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PARMA UN' " ISOLA FELICE " CHE NON C' È!

C'era una volta la piccola Parigi, però non ci si riferiva alla situazione delle banlieue parigine, come purtroppo potrebbe apparire oggi a chi non la conosceva prima, bensì a Parma che è sempre stata considerata un gioiellino di città, per la sua cultura, l'arte, la musica, la gastronomia e per quel fascino un po' sofisticato e quella "r moscia", che ci ha sempre distinto in Emilia, dal maggior pragmatismo e concretezza dei cugini reggiani e modenesi. Una città nella quale i bambini giocavano nelle strade e la stazione era un posto in cui ci si poteva andare a qualsiasi ora del giorno e della notte. Negli ultimi dieci anni la situazione è cambiata radicalmente. Spaccio, baby gang, femminicidi, risse, aggressioni, omicidi, malavita organizzata.

Tra il 29 agosto e il 4 settembre la cronaca della città registra quattro episodi che purtroppo evidenziano l fatto che l'Isola Felice non c'è più. Il 29 agosto un autista della Tep è stato malmenato da un extracomunitario, il 31 agosto un cubano di 31 anni è stato fermato dalla polizia dopo aver spaccato a calci la porta dell'autobus, venerdì primo settembre in via Nino Bixio è scoppiata una rissa tra 15 magrebini che ha coinvolto anche una signora in bicicletta e due signori accorsi in sua difesa. Pochi minuti dopo la mezzanotte del 4 settembre, una coppia di fidanzati in piazza Duomo, dopo essere stata derubata da tre persone un algerino di 27 anni, una marocchina minorenne ed un terzo che è riuscito a svignarsela prima dell' arrivo delle forze dell' ordine, è stata picchiata dagli stessi. Molti allora inizieranno con la solita manfrina che Milano, Roma, Torino, Bologna per non parlare di Napoli e Bari, sono infinitamente peggio. Si da il caso pero', che mal comune mezzo gaudio non serva a risolvere la situazione, ma solo a mettersi il cuore in pace e rimanere a guardare il deterioramento della situazione immobili.

La settimana scorsa una mia ex compagna del Liceo mi ha chiamato a casa sua per raccontarmi la situazione sta vivendo ormai da troppo tempo e per avere dei consigli sulle strategie preventive, dato che ormai vive nella paura. Lucia, nome inventato, abita in una laterale di viale Vittoria, strada molto conosciuta dai cittadini di Parma perché da tempo luogo abituale di spaccio 24 ore su 24. Ogni sera, quando torna a casa in macchina, uno spacciatore la segue in bicicletta, per un tratto di strada per offrirle la "mercanzia". Lo stesso capita al marito di Lucia quando rientra. In più una sera, verso l'ora di cena, si sono trovati nel giardinetto di casa tre extracomunitari che si erano improvvisati nel salto ad ostacoli utilizzando come barriere le recinzioni dei giardinetti situate dietro le abitazioni, per sfuggire ad una retata della polizia. Di notte inoltre, proprio dietro la loro abitazione, un gruppetto di questi signori pensano bene di urlare, litigare, fare baccano fino a tarda notte, tanto alla mattina presto a lavorare vanno i residenti e non gli spacciatori di droga. Dopo svariate telefonate da parte del vicinato agli organi competenti, la situazione è rimasta immutata. Ora non è mia intenzione dare colpe all'amministrazione comunale o alle forze dell'ordine, ma stimolare le coscienze della gente per almeno cercare di ripristinare la legalità, nella nostra piccola realtà di provincia.

Per il lavoro che svolgo, maestro di arti marziali che si occupa di sicurezza e difesa personale, sono in contatto con diversi agenti di pubblica sicurezza, appartenenti sia all'Arma dei Carabinieri che alla Polizia di Stato. Parlando con un operatore che conosco da anni, a suo dire è dal 2014 che il nostro territorio non è più sotto il controllo delle forze dell'ordine. Queste ultime infatti dopo aver fermato e arrestato questi delinquenti, il più delle volte dopo poche ore dal fermo, se li ritrovano per strada come se niente fosse, al massimo dopo essere stati denunciati a piede libero.  

Come conferma di ciò che ho espresso, dopo l' aggressione al conducente dell' Autobus di pochi giorni fa, Stefano Spagnoli segretario nazionale Consap, sindacato maggiormente rappresentativo della Polizia di Stato, chiarisce in un'intervista riportata da l' Eco di Parma: “Da tempo denunciamo la perdita del controllo dell’immigrazione nel nostro paese perché, piaccia o non piaccia, noi poliziotti siamo dei veri e propri terminali del malessere sociale sul territorio ed abbiamo, pertanto, più di chiunque altro, la percezione reale della potenziale bomba sociale pronta ad esplodere. Ritengo – conclude Spagnoli – che sia giunto il momento, per il bene stesso del nostro consorzio sociale, di accantonare una volta per tutte, ipocrisia e solidarietà che spesso diventano “vincoli di appartenenza” e anche qualcosa d'altro. Basta con gli appelli del tipo “aiutiamoli scappano da guerra e fame”, quando per il 90% di coloro non è assolutamente così. Basta con questa aristocrazia della politica, che si arroga il diritto di decidere su questioni fondamentali in dissenso con la maggior parte dei cittadini italiani e che delegittima ogni giorno di più le forze dell’ordine. E’ necessario che la politica prenda atto che l’invasione incontrollata dell’Italia da parte di centinaia di migliaia di immigrati ha ormai determinato sul territorio situazioni di pericolo quotidiano per i cittadini che sarà sempre più complicato contenere se non saranno intraprese iniziative legislative che consentano espulsioni più certe e più rapide e che permettano custodie preventive in carcere per chi delinque, altrimenti il timore rappresentato dal Ministro dell’Interno, Marco Minniti, di un possibile rischio della tenuta democratica del paese è veramente concreto e noi, tra l’altro, lo denunciamo già dal 2014”.

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