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Mobbing

MOBBING, BULLISMO SUL LUOGO DI LAVORO

Per prevenire è necessario conoscere.

11 Aprile 2018

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MOBBING, IL BULLISMO AL LAVORO

Il termine mobbing deriva dall'inglese to mob che significa attaccare, assalire in massa. Nel Regno Unito, il mobbing viene chiamato bullying at work proprio perchè è accomunato al bullismo dalla presenza di azioni negative ed aggressive, attuate all'interno di relazioni conflittuali, che vedono la parte lesa impossibilitata a difendersi. Ciò che distingue il mobbing dal bullismo è la differente tipologia della modalità d'azione e delle condotte vessatorie da parte dei persecutori. Nei bambini le azioni vessatorie sono prevalentemente fisiche, negli adolescenti diventano anche di natura comunicativa, infine negli adulti si arriva alla manipolazione sociale.

Il mobbing è un aggressione psicologica, volta a escludere una persona dal contesto lavorativo o a danneggiare alcuni aspetti del ruolo e della sua mansione. Per poterlo definire con questo termine però è necessario che i comportamenti di vessazione siano esercitati ripetutamente e regolarmente per un periodo di tempo, per convenzione, di circa sei mesi. 

I comportamenti caratterizzanti il mobbing sono:

1) aggressione;

2) protratta nel tempo;

3) tende ad aumentare di intensità;

4) associata alla percezione di non potersi difendere;

5) intenzionalità da parte dell'aggressore di estromettere la vittima dalla realtà sociale e lavorativa;

Nell'ambito dell'indagine Istat sulla Sicurezza dei cittadini 2008/2009, è emerso che il 9% dei lavoratori dichiara di aver subito, nel corso della vita, vessazioni o demansionamento o privazione di compiti. Le donne sono le più colpite con il 9,9% e la fascia d'età più colpita risulta essere quella compresa tra i 25 e i 44 anni.

Volendo categorizzare le azioni negative caratterizzanti il mobbing potremmo elencarle così, per semplicità:

a) demansionamento, compiti al di sopra o al di sotto delle competenze della persona;

b) isolamento sociale;

c) attacchi alla vita privata;

d) violenza fisica;

e) aggressione verbale;

f) pettegolezzi;

L'aspetto principale è la frequenza e l'estensione di ciò che viene agito, quando i comportamenti divengono atti ripetuti e reiterati nel tempo.

Nei casi di mobbing si possono identificare principalmente tre attori coinvolti:

- il mobber: la persona che mette in atto le azioni vessatorie ai danni di qualcuno;

- il mobbizzato: colui che subisce le azioni;

- i side-mobber: gli spettatori del processo, che in taluni casi arrivano ad essere complici;

Il mobbing è individuale per quello che concerne le conseguenze negative sul benessere e sulla salute del lavoratore mobbizzato, ma origina dall'interazione di processi individuali, di gruppo e organizzativi.

La rappresentazione dinamica che definisce e suddivide l'escalation di comportamenti vessatori a cui la vittima viene esposta, può essere riassunta in quattro fasi:

1) Conflitti o contrasti che potrebbero appianarsi in breve tempo o sfociare nel mobbing vero e proprio;

2) Definizione dei ruoli di mobber e mobbizzato, il conflitto è diventato specifico e protratto nel tempo;

3) Attacco ai diritti della vittima;

4) La salute della vittima accusa il mobbing, si manifestano disturbi psicosomatici quali angoscia, ansia, depressione;

Esistono tre tipi di mobbing: emotivo, predatorio e strategico.

Il primo nasce da un conflitto interpersonale non gestito; il secondo è caratterizzato da assenza di conflitto reale, quindi non da caratteristiche personali e può scaturire da dinamiche di gruppo non adeguatamente gestite; il terzo è costituito da azioni vessatorie attuate intenzionalmente e in modo pianificato da parte della direzione aziendale con l'intenzione di estromettere una o più persone dal contesto lavorativo.

Se vogliamo classificare le tipogie di mobbing sulla base del tipo di relazione tra gli attori coinvolti nel processo abbiamo quello verticale discendente, verticale ascendente e quello orizzontale. Il primo si riferisce alle vessazioni esercitate da una persona che ricopre un ruolo superiore rispetto alla vittima; il secondo molto meno diffuso e molto meno conosciuto, detto anche mobbing dal basso, avviene quando un singolo o un gruppo di persone che hanno minore potere formale, mettono in atto azioni di tipo relazionale e comuncativo con la finalità di minare l'autostima del superiore, fino a fargli percepire l'impossibilità di potersi difendere. Il terzo è quello orizzontale o tra pari, nel quale gli attori coinvolti si trovano allo stesso livello gerarchico e le vessazioni vengono compiute da uno o più colleghi nei confronti di un pari grado. Le azioni in questo caso hanno una natura relazionale e comunicativa, volte a isolare il mobbizzato dal resto del gruppo.

NEL PROSSIMO ARTICOLO VEDREMO COSA FARE PER PREVENIRE QUESTO FENOMENO.

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