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Educazione

Castighi e punizioni

Sono un sintomo di crisi o una soluzione educativa?

Ci vuole strategia per evitare lo scontro
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Castighi e punizioni
Ci vuole strategia per evitare lo scontro

Le punizioni sono davvero un segnale chiaro della crisi del rapporto educativo oppure un sano modo di risolvere una diatriba? Forse nessuno dei due.
In Francia, a Tolosa, in una scuola elementare hanno introdotto il “quadrato di isolamento” dove devono stare i bambini che infrangono le regole. L’episodio è sintomatico di una tendenza all’uso di punizioni che si fa strada anche dalle nostre parti.

Ne parla la pedagoga Silvia Vegetti Finzi in un articolo del Corriere della Sera dando qualche indicazione su come è possibile utilizzare il sistema della punizione in modo il più possibile costruttivo e senza strascichi per il bambino. Perché è vero che a volta le punizioni si rendono necessarie, ma ci sono tanti modi per metterla in atto: e non tutti sono cosi utili ai fini del nostro obiettivo. A cosa dovrebbe servire mai la punizione?

Se l’obiettivo è che il fatto non si ripeta più l’errore o il motivo della punizione stessa, non è certo con l’umiliazione, la costrizione o la violenza che si otterrà qualche risultato.

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