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Salute

Senti chi parla? I problemi dell’udito

I bambini coinvolti da 0 a 14 anni sono circa 100 mila

Una diagnosi precoce e la riabilitazione logopedica possono fare la differenza.
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bambini e udito
Una diagnosi precoce e la riabilitazione logopedica possono fare la differenza.

I problemi all’udito sono sempre più frequenti nei bambini. A lanciare l’allarme udito è la Federazione dei logopedisti italiani e il Coordinamento dei logopedisti europei. La sordità colpisce il 2% dei bambini tra i 4 e 12 anni, ed è presente nel 4% della popolazione tra i 13 e i 45 anni.
Ogni anno nascono oltre mille i bambini con sordità congenita e complessivamente i bambini coinvolti da 0 a 14 anni sono circa 100 mila. Per far fronte al problema, occorrono una diagnosi precoce e la riabilitazione logopedica, che possono fare la differenza.
Come individuare i problemi di udito?


Sono tre le regole per individuare una sospetta ipoacusia
:

1 – Il bambino non si gira quando è chiamato?

2 – Il bambino non alza il capo a rumori improvvisi o estranei?

3 – C’è un ritardo nella lallazione o nella comparsa delle prime parole?

Il genitore osservando il proprio bimbo nella quotidianità può individuare i segni di un difetto d’udito. In caso di dubbio, su consiglio del pediatra, sarà utile iniziare uno specifico percorso diagnostico: accanto a esami strumentali e a visite specialistiche per valutare l’apparato uditivo e misurarne la capacità, verrà effettuato un bilancio logopedico delle abilità comunicative.

“Negli anni – ha spiegato Tiziana Rossetto, presidente Fli, a QuotidianoSanità.it – lo screening prenatale e neonatale (compresa l’esecuzione delle otoemissioni acustiche effettuate in molti nidi ospedalieri) ha permesso di identificare e inviare a una diagnosi precoce molti bambini affetti da sordità alla nascita e di iniziare un tempestivo percorso educativo e riabilitativo”.

“Naturalmente – prosegue Rossetto – solo alla conferma di diagnosi di sordità, e in base alle caratteristiche del singolo caso, gli approfondimenti specialistici saranno fondamentali per scegliere i rimedi utili (uso della protesi o posizionamento dell’impianto cocleare) e per programmare l’intervento riabilitativo logopedico ed il percorso educativo e scolastico più idoneo. Certo è che per ogni fascia d’età il logopedista, sia in fase diagnostica che riabilitativa, condurrà il proprio intervento all’interno di un’equipe multiprofessionale, confrontandosi e collaborando con gli altri specialisti che, nello specifico delle proprie competenze, coopereranno per perseguire obiettivi comuni”.

“È utile – aggiunge lo specialista Oskar Schindler – segnalare nel dettaglio quanto è previsto entro i 6 mesi di vita: valutazione medica per determinare l’eziologia e disturbi associati, servizi audiologici pediatrici, audiometria comportamentale, monitoraggi. Ma soprattutto è essenziale una eccellente clinica ed una buona organizzazione, ovvero un progetto condiviso e redatto dal team multidisciplinare: un ‘care coordinator’ di riferimento, una rete formale regionale e nazionale, una struttura amministrativa specifica ed adeguata ed un coordinamento dei dati regionale e nazionale”.

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