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POLIZIOTTI E SACERDOTI

DODICI GIUGNO di Marco Di Tillo
Indagine dell'ispettore Sangermano

Un uomo a due facce: poliziotto che per mestiere insegue spietati assassini serial killer ma che nella vita privata si dedica con il suo amico parroco al centro d'ascolto familiare e al recupero di giovani ex tossicodipendenti

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È una torrida mattina d’estate quando nel Seminario Pontificio di Roma è rinvenuto il cadavere di un giovane seminarista. Accanto al corpo un paio di cesoie insanguinate e un dito mozzato. A investigare sul caso sono chiamati gli uomini dell’Uocs, l’unità di polizia operativa per i crimini seriali, capitanata dall’ispettore Marcello Sangermano, poliziotto dal cuore tenero ma deciso. Nello stesso tempo dall’altra parte del Tevere, in Vaticano, cresce il timore che possa scoppiare uno scandalo, soprattutto in un momento particolare come quello, che vede il nuovo pontefice impegnato in un’opera di risanamento delle istituzioni ecclesiastiche. Aiutato dai suoi collaboratori – la psicologa Silvia Fedele, il capo del reparto scientifico Gizzi, il vice ispettore Placidi – Sangermano scopre che già in passato sono stati compiuti omicidi analoghi. Ma la ricerca della verità si presenta fin da subito complicata e irta di ostacoli, principalmente a causa della reticenza di chi sa e dei continui depistaggi. Sangermano, così, muovendosi tra l’Urbe, il litorale romano, la campagna umbra, la Tuscia e la Sardegna, insegue i fili di una trama dai risvolti oscuri e dalle terribili implicazioni, che lo condurrà alla scoperta di una storia di sangue e di passione che nessuno avrebbe mai voluto portare alla luce.

"DODICI GIUGNO" (Un'indagine dell'ispettore Sangermano), per i tipi di ‘Arkadia’ Editore, è il secondo della serie. Il primo "Destini di sangue" è uscito lo scorso anno ed è stato presentato al Salone del libro di Torino. Il protagonista delle storie è Marcello Sangermano, poliziotto che per mestiere insegue spietati assassini serial killer ma che, nella vita privata, è un laico-consacrato, vive in un piccolo appartamento nella sua parrocchia di Roma nord, il suo migliore amico è il parroco e insieme i due si dedicano al centro d'ascolto familiare e al recupero di giovani ex tossicodipendenti. L’autore, Marco Di Tillo, ha fatto per 20 anni l'autore televisivo, ama i gialli, soprattutto quelli con pochi inseguimenti e molti pensieri, dialoghi, discorsi, silenzi. Due delle categorie che considera più bistrattate negli ultimi anni, specie da una certa stampa, sono quelle dei poliziotti e dei sacerdoti. Molti giornalisti non vedono l'ora di trovare del torbido, furti, pedofilia, violenza in queste due categorie. “Ma tutti noi sappiamo – precisa Di Tillo – che esistono grandi uomini della legge e grandissimi sacerdoti. Io, nel mio protagonista, ho forse messo insieme le due cose”.

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