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Complimenti per la trasmissione

Le Cronache di Frontiera, la Varetto e il vizio delle inchieste

Gli approfondimenti di SkyTg24

Le Cronache di Frontiera, la Varetto e il vizio delle inchieste

sarah varetto

Le storie d’immigrazione di Tangir, Memhet e Mattia, l’altra sera riempivano -tra speranze d'integrazione e rabbia- i gironi infernali di Tor Bella Monaca, di Torre Angela, di Giardinetti, di Torrespaccata; ovvero del VI Municipio di Roma che sembra uscito da un film di John Carpenter.

Ed erano soltanto una faccia della docu-serie Cronache di frontiera (SkyTg24, mercoledì prime time), prisma della realtà basata sul format originale inglese in presa diretta Benefits Street. Tanta roba, in termini giornalistici, di montaggio e di modalità espressiva. Viva,viva, viva. Cronache di frontiera, però, mi spinge a considerare la grande rivoluzione silenziosa che Sarah Varetto sta accendendo, da qualche tempo, nell'informazione Sky da lei diretta.

Ci penso da quando un collega inglese mi fece notare: «Sarah mi ricorda Katharine Viner, la direttrice del Guardian, solo che la vostra è più brava...». Sentire un inglese parlare bene d'un italiano (specie tra giornalisti) è un ossimoro. Conosco la Varetto da anni. È una torinese d’acciaio, chic e volutamente understatement, una specie di Donna Letizia con l’elmetto: era la migliore ai corsi e all’esame di giornalismo, io ne davo per scontato la bravura. Poi, per scrupolo, mi sono riguardato al ralenty i palinsesti di SkyTg24. L’all news e i talk -il cuore del giornalismo anglosassone e la chiacchiera chirurgica, molto italiana, sugli eventi politici- sono rimasti. Ma il tg ha aggiunto qualcosa, un frisson etico, che tutti noi cronisti stiamo dimenticando: le inchieste. A raffica. Per dire. Gli approfondimenti sui dissesti idrogeologici dolosi del territorio dovuti all'incuria e all'abusivismo sono stracitati dalla stampa estera. La campagna sugli sprechi pubblici calcolati in 5 miliardi, vale il miglior Report; e quando Sarah ha individuato nel 5 febbraio la data simbolica in cui smettiamo di lavorare solo per pagare gli sperperi della PA, m’è quasi venuto un coccolone.

Per non dire delle interviste strategiche che la direttora riserva a se stessa, ora per estrarre notizie (con Tony Blair), ora per non arrugginirsi dietro la tolda (Padoan, Renzi) . Varetto è come il vino. Uno dice: grazie tante, ma a Sky non le mancano le forze per fare seriamente il mestiere. Certo. Ma la vera forza - diceva Montanelli- è continuare a fare del lettore il tuo padrone. Ed è l'esatta sensazione che hai nel guardare SkyTg24…

 

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