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Sos degli orafi di Arezzo, mancano artigiani e tecnici

Sos degli orafi di Arezzo, mancano artigiani e tecnici

Arezzo, 7 giu. (Labitalia) - Designers, tecnici qualificati nell’utilizzo di nuovi macchinari, ma anche figure più tradizionali che lavorino sull’incastonatura dei preziosi. Sono tutti profili professionali di cui hanno bisogno le imprese di oreficeria e argenteria della provincia di Arezzo e che però non riescono a trovare. E la consulta degli imprenditori di settore di Arezzo ora lancia un sos: occorre "supportare le aziende nella formazione di nuove figure professionali e migliorare e riqualificare quelle già esistenti", se si vuole assicurare un futuro al settore orafo.

Una nota della Consulta provinciale dei produttori orafi e argentieri di Arezzo, di cui fanno parte Cna, Confartigianato, Confindustria e Confapi aretine, sottolinea che "ormai da alcuni anni il settore orafo è orientato verso una produzione diversificata e di alto livello". "Le aziende si sono trasformate da produttrici di catename -avverte- a produzioni che presuppongono l’utilizzo di tecnologie avanzate, nuove tecniche di produzione e nuovi materiali, legati alla moda e al fashion. La Consulta dei produttori orafi e argentieri intende porre l’attenzione a tutto il settore della formazione professionale in quanto deve supportare le aziende nella formazione di nuove figure professionali e migliorare e riqualificare quelle già esistenti".

La carenza di formazione specifica è dunque un problema. Basti pensare, sottolineano orafi e argentieri, che, "nonostante la crisi attuale dei mercati arabi, dal Rapporto Excelsior della Camera di commercio emerge che solo nel 1° trimestre 2016 il fabbisogno di nuovi lavoratori espresso dalle aziende orafe risultava di 40 lavoratori". "Se consideriamo che ad Arezzo gli iscritti ai corsi per orafi sono circa 15 ogni anno, è ovvio rilevare che esiste un gap considerevole tra domanda e offerta di lavoro", aggiunge.

"Da una parte, quindi, è necessario che le scuole e l’università adeguino la propria offerta formativa alle esigenze delle aziende -chiede la Consulta- e, dall’altra, è necessario che le famiglie e i giovani tengano conto che il settore orafo può offrire delle opportunità lavorative e di crescita".

“E’ necessario riqualificare gli Istituti professionali presenti nel nostro territorio come ad esempio l’Istituto professionale Margaritone di Arezzo, l’unico istituto che ha una sezione dedicata al settore orafo, ed è altresì importante - afferma Giordana Giordini, presidente della Consulta - orientare i giovani studenti verso queste tipologie di percorsi formativi al fine di tener salda la lunga tradizione orafa del territorio. Tali percorsi devono essere strutturati prendendo in considerazione le nuove esigenze del mercato dell’oro, inserendo per esempio materie legate al design e alle nuove tecnologie, confrontandosi direttamente con le imprese del settore attraverso anche i tirocini aziendali e progetti di alternanza scuola/lavoro”.

Giovedì 9, alle ore 12, è convocata una conferenza stampa presso l’Istituto Margaritone di Arezzo, all’interno di una classe della sezione orafi. Saranno presenti i componenti della Consulta, la presidente Giordini di Confindustria, Andrea Boldi (Confartigianato), Gabriele Veneri (Cna) e Alessia Gualdani (Confapi). L’incontro servirà ad illustrare agli studenti anche le opportunità formative post diploma come Its, percorso biennale post diploma (2017/2018) e l’Ifts Jewels&Design 'Tecniche per l’ideazione disegno e progettazione di manufatti orafi', corso di 800 ore, gratuito, che avrà inizio a settembre 2016.

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