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Lombardia: Fondazione Luigi Clerici, progetto formazione settore meccanica

Milano, 7 giu. (Labitalia) - Provare a colmare parte del cosiddetto skills mismatch, ossia la mancata corrispondenza tra le competenze richieste dalle imprese del settore meccanico in Lombardia e quelle possedute dalle persone non occupate, favorendo l’ingresso nel mondo del lavoro di giovani, donne e immigrati. E' questo l'obiettivo del progetto della Fondazione Luigi Clerici 'Mechanical employment. Prospettive di formazione e inserimento lavorativo nel settore della meccanica', avviato con il sostegno di JPMorgan Chase Foundation, la collaborazione di Api e il patrocinio della Regione Lombardia.

L’iniziativa, della durata di 18 mesi, si rivolge a un target costituito da 1.000 persone di età compresa fra i 18 e i 29 anni (di cui almeno 200 donne e 400 migranti) alle quali, a fronte di ricerche preliminari sulle competenze richieste dal settore della meccanica in Lombardia, verrà offerto gratuitamente un programma di formazione e inserimento professionale, che darà loro l’opportunità di accedere a un lavoro qualificato e agevolerà il loro ingresso nel mercato del lavoro. Ciascun partecipante al programma di formazione sarà affiancato da un tutor esperto fino all’inserimento.

L’iniziativa è parte integrante di New skills at work, un programma globale promosso da JPMorgan Chase Foundation per contrastare la disoccupazione e contribuire allo sviluppo di figure professionali capaci di rispondere alle esigenze attuali e future del mercato del lavoro. Il programma, lanciato nel 2013 negli Usa e portato in Italia nel gennaio 2016, prevede un impegno di 250 milioni di dollari in 5 anni su scala globale, ed è il più grande progetto privato finalizzato a contrastare lo skills gap che affligge molti paesi del mondo.

“Quale banca -dice Guido Nola, senior country officer per J.P. Morgan in Italia- fortemente impegnata nel sostegno alla crescita delle comunità dove operiamo, siamo orgogliosi di sostenere Fondazione Clerici nella realizzazione del progetto Mechanical Employment. Grazie a un dialogo costruttivo tra gli attori pubblici e privati, un numero significativo di persone non occupate avrà l’opportunità di acquisire competenze effettivamente richieste dal mercato del lavoro, e di accedere dunque a concrete opportunità di impiego".

"Allo stesso tempo -sostiene- le imprese di un settore cruciale per l’economia lombarda potranno reperire con maggiore facilità le professionalità adeguate per competere con successo nel contesto attuale".

Per questo progetto Fondazione Luigi Clerici si avvale della partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e, in particolare, del centro di ricerca TRAILab che, sotto la responsabilità scientifica Giuseppe Scaratti, docente presso la facoltà di Economia dell’Università Cattolica, (area Psicologica), condurrà una valutazione dei risultati e dell’impatto sociale sul tessuto socioeconomico di riferimento.

Ricerche preliminari, legate a progetti di formazione continua realizzate da Fondazione Luigi Clerici sul target delle aziende del settore meccanico, hanno già evidenziato una forte necessità da parte delle imprese di nuovi profili professionali per poter avviare processi innovativi che permettano alle aziende di navigare periodi di crisi ed essere competitive nel mercato globale. La collaborazione con Api ha reso possibile lo svolgimento dell’indagine del fabbisogno di capitale umano da parte delle imprese del settore della meccanica. L’associazione costituisce un emblematico campione delle imprese a cui il progetto si rivolge.

“Da 70 anni -ricorda Guido Nola- affianchiamo e supportiamo le imprese nella selezione, formazione e gestione dei lavoratori. Conosciamo e condividiamo con gli imprenditori le difficoltà di trovare persone motivate e professionalmente preparate per sostenere lo sviluppo dell’azienda e i progetti di lavoro. Con queste premesse abbiamo condiviso con Fondazione Clerici l’opportunità di definire dei percorsi di qualificazione e adeguamento delle competenze di candidati all’inserimento lavorativo sulla base delle esigenze delle nostre imprese associate".

"Il fatto che -chiarisce- l’iniziativa si rivolga a giovani, donne e immigrati rappresenta un aspetto qualificante, oltre che per la valenza sociale, anche perché costituisce un elemento di condivisione tra imprenditore e lavoratore che valorizza il rapporto di reciproca fiducia e il senso di adesione alle finalità dell’impresa".

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