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La Oppent

Oppent, battono i tedeschi nei trasporti
fatturato triplicato nel 2013

Beretta comincia con i nastri trasportatori per la Falck. In piena crisi rilancia sfidando la concorrenza sui mercati esteri. Con risultati impressionanti

La storia della Oppent, che sta per Organizzazione Posta Pneumatica e Nastri Trasportatori, sta tutta in quasi 1.500 sistemi pensati e messi a punto nel quartier generale di via Fiuggi, dalle parti di Niguarda, a Milano

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Oppent, battono i tedeschi nei trasporti
fatturato triplicato nel 2013

La storia della Oppent, che sta per Organizzazione Posta Pneumatica e Nastri Trasportatori, sta tutta in quasi 1.500 sistemi pensati e messi a punto nel quartier generale di via Fiuggi, dalle parti di Niguarda, a Milano

In origine erano i primi nastri trasportatori che spuntavano nelle fabbriche del boom economico. O i primi sistemi di posta pneumatica, tipo quello che Ettore Beretta, poco dopo essersi messo in proprio, realizzò per la Falck: un impianto per il trasporto dei provini di colata verso il laboratorio. «Oggi - spiega Alberto Beretta, amministratore delegato dal 1998 - sono sistemi molto complessi. I nostri impianti negli ospedali sono in grado di gestire fino a 600 movimenti in contemporanea di fiale, provette e così via. Il tutto ad una velocità costante e con il monitoraggio costante delle merci movimentate».


La storia della Oppent, che sta per Organizzazione Posta Pneumatica e Nastri Trasportatori, sta tutta in quasi 1.500 sistemi pensati e messi a punto nel quartier generale di via Fiuggi, dalle parti di Niguarda. Ma è anche una parte importante dell’evoluzione dell’economia e della società del Bel Paese, dalla logistica degli impianti industriali fino alla gestione «intelligente» dei rifiuti urbani, il sistema Automatic Waste System, che consente il trasporto automatizzato dei rifiuti. O, soprattutto al business della Sanità: trasporto di campioni di analisi, sacche di sangue e farmaci ma anche la movimentazione automatica di pasti, biancheria, rifiuti e materiale ed economato all’interno degli ospedali.


Un mercato in piena espansione, in Italia e fuori. Eppure, a pensarci per prima, come spesso capita dalle nostre parti, è stata una piccola azienda, guidata da una famiglia di imprenditori che hanno pensato a sviluppare il business invece che gridare al declino o a dedicarsi a barche e finanza. «Abbiamo studiato alcuni esempi stranieri - spiega Alberto - e abbiamo replicato l’esperienza sul nostro mercato». Ben più che replicato, visto che Oppent, già presente in Spagna, si avvia alla conquista dei mercati del Medio Oriente e, presto, pure della Turchia. «Ci conforta - spiega l’ad - che lì affronteremo i concorrenti tedeschi, americani ed austriaci che abbiamo già affrontato in Italia ed in Spagna».


La crisi? Non abita qui. Anzi, non ci ha mai abitato, a giudicare dai numeri. Nell’anno Duemila la Oppent, che sta per Organizzazione Posta Pneumatica e Nastri Trasportatori fatturava poco più di 3,7 milioni di euro. Nel 2013 la cifra si è moltiplicata per tre, oltre i 12 milioni di euro. Ma non è questo il dato che impressiona di più: in questi anni, in cui non si è parlato che di ristrutturazioni, outsourcing, la premiata ditta fondata da Ettore Beretta nel 1960 in pieno boom economico, è passata da 38 a 98 dipendenti. «Tra questi - sottolinea l’ad Alberto - ci sono 3 stagisti, 3 assunti a tempo deterninato, tutti gli altri sono a tempo indeterminato». Andrà così anche in futuro? «I nostri programmi prevedono una crescita significativa, soprattutto sui nuovi mercati. E a mano a mano che Oppent cresce, aumentano le opportunità nella ricerca e sviluppo, nell’area commerciale e nella gestione dei presidi. Quando consegnamo un sistema in un ospedale dobbiamo garantire la piena efficienza 24 ore al giorno costituendo un presidio di persone».
Quando parla mister Oppent senti vibrare quegli animal spirit che distinguono l’imprenditore dal ricco. «Non mi sentirei realizzato - spiega - se con la mia attività non riuscissi a creare nuovi posti di lavoro». E così avanti sulle rotte del Mediterranei. «Le nostre analisi di mercato - spiega - hanno rilevato spazi enormi di crescita nel Medio Oriente: in Arabia Saudita hanno programmato la costruzione di 200 ospedali». Di qui la creazione di un presidio a Dubai, a caccia di nuovi contratti. E presto potrebbe seguire la Turchia. Sfide impegnative che richiedono nuovi fondi. «Se sarà necessario non avremo alcuna esitazione ad aprire il capitale a terzi». Per ora, Alberto Beretta si è iscritto ad Elite, il programma di Borsaitaliana risrvato alle imprese eccellenti che vogliono attrezzarsi per il mercato dei capitali. «Ho scoperto un mondo - rivela - azioni, minibond, il lease back degli impianti. E, naturalmente, l’Aim, il mercato per le piccole imprese». Altro che declino, insomma. Il mondo è grande oggi come all’inizio del boom, quando il signor Beretta decise che era il caso di rischiare.

Ugo Bertone

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