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Le aziende che battono la crisi

Caimi Brevetti, dopo la "schiscetta" 65 anni di idee e lavoro

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Caimi Brevetti, dopo la "schiscetta" 65 anni di idee e lavoro

È il finire del 1949 quando Renato Caimi viaggia in tram a Milano. L’autista ferma bruscamente il mezzo sulle rotaie. L’operaio al centro del vagone perde l’equilibrio e scivola. La minestra per la pausa pranzo si rovescia e il pentolino si svuota. Il coperchio è tenuto assieme solo da un giro di spago. A quel punto l’imprenditore di Nova Milanese allora dipendente di un’azienda automobilistica pensa di creare un contenitore in metallo tenuto insieme da un sistema di chiusure mutuato dalle balestre. Da allora si chiamerà «Schiscetta». L’oggetto usato da tutti i lavoratori e gli operai per portarsi il pasto da casa. L’oggetto che ha accompagnato la Lombardia e buona parte dell’Italia lungo il percorso di crescita e di boom degli anni ’60.

L’azienda, Caimi Brevetti, ha fatto strada puntando su ricerca e innovazione, diventando leader nel settore dell’arredo da ufficio e del design. Oggi grazie all’integrazione fra struttura produttiva e logistica, gestisce una gamma di 3mila prodotti, con oltre 35.000 componenti. Ha una cinquantina di dipendenti, fattura più di 25 milioni di euro e, ovviamente, esporta in tutto il mondo. La vena geniale resta una delle caratteristiche di fondo. Renato Caimi racconta che di notte e durante i periodi di malattia nascono le idee migliori. Durante un mese di riposo forzato in casa inventò il porta-abiti componibile in plastica. Un altro must del design tricolore. La nuova generazione a inizio anno ha vinto, presentando un pannello fonoassorbente, il principale riconoscimento mondiale: l’oscar dell’innovazione di Las Vegas. A essere premiato, come al tempo l’idea della schiscetta, è stato il giusto mix di praticità, risposta alle esigenze quotidiane e design. «Il premio “International Ces Innovation Design and Engineering Awards” è considerato l’Oscar dell’innovazione tecnologica nel campo dell’elettronica e dell’audio-video e rappresenta un altro importantissimo riconoscimento per la tecnologia brevettata Snowsound, utilizzata nei pannelli fonoassorbenti Mitesco (designato da Michele De Lucchi), Flap (designato da Alberto e Francesco Meda) e Corista (designato da Lorenzo Palmeri)», ha dichiarato alla stampa per l’occasione Gianni Caimi, che al fianco dei fratelli Lorenzo Franco e Giorgio amministra oggi l’azienda. Aggiungendo: «Sono pannelli in grado di assorbire i rumori, in particolare le frequenze della voce. È la prima volta che ci cimentiamo in questo campo e devo dire che i risultati sono soddisfacenti». Pari a quelli ottenuti nel 2008, quando l’azienda compiva il 59esimo anno di vita, con l’assegnazione del Compasso d’oro. Consegnato a Nova Milanese grazie alla libreria «Big», disegnata da Marc Sadler. Si tratta di una struttura in alluminio e acciaio, riciclabile al 100% e permette una campata fino a 160 centimetri con una portata estremamente elevata. Le caratteristiche meccaniche e dei materiali hanno spinto la Caimi a brevettare anche questo prodotto.

La facile riciclabilità dei materiali risponde anche a una filosofia aziendale che punta sulla sostenibilità. Come quando nel 1994 inventò una seduta per luoghi pubblici come aeroporti e ospedali formata da un singolo foglio d’acciaio particolarmente resistente che va a formare un sedile unico. Non sono solo però i riconoscimenti diretti a rendere merito a una sensibilità tutta italica ma anche le commesse che non finiscono sotto i riflettori dei media. Caimi Brevetti ha arredato la sede di Amazon. Una scelta quella del gruppo americano che ha premiato ricerca, sperimentazione e innovazione. Oltre a un portafoglio di centinaia di prodotti brevettati. Tutti riconoscibili per l’aspetto tecnico allo stesso tempo essenziale e riconducibile a pezzi grossi del design come Michele De Lucchi, Marc Sadler e Mario Bellini. Una tradizione apprezzata all’estero e che tiene strette le radici con il territorio di Monza e Brianza dove anche nel 2013 si è registrato il maggior numero di brevetti depositati: 43 ogni mille aziende.

di Claudio Antonelli

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