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Lombardia

Sicurezza: furto d'identita', il 27% degli italiani non sa cosa sia

25 Ottobre 2012

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Milano, 25 ott. - (Adnkronos) - Uso crescente di social network, carte di credito e archivi informatici espongono sempre piu' frequentemente al rischio di furto d'identia'. Ma quando si parla di questo reato, ossio dell'uso fraudolento dei dati altrui, che siano il numero di carta di credito o quello del codice fiscale, gli italiani ancora non paiono avere le idee chiare. Lo rivela uno studio del Centro di ricerca Cermes Bocconi in collaborazione con Affinion International, che ha scandagliato la frequenza dei furti di identita' e le percezioni e i comportamenti degli italiani su questo tema.

Da un lato, il 27% non sa neanche di cosa si tratti e, tra chi ritiene di saperlo, oltre un terzo confessa di averne solo un'idea approssimativa. Dall'altro, emerge una grande variabilita' nella percezione del rischio furto d'identita': gli italiani sembrano dividersi tra quanti tendono a sovrastimare la frequenza con cui tali furti avvengono e quanti, al contrario, escludono del tutto il problema. Ne e' esempio il fatto che quasi il 50% della popolazione consideri impossibile che qualcuno usi i dati altrui per aprire una linea di debito oppure che intesti ad altri una scheda telefonica.

Lo studio, condotto su un campione rappresentativo di 800 persone tra i 30 e i 60 anni, si e' focalizzato su cinque categorie di furto d'identita': credito commerciale o finanziario con dati altrui, uso fraudolento del numero di carta di credito o bancomat, intestazione sim a nome di un'altra persona, profilo su social network con dati altrui, furto di dati personali dall'archivio informatico di un'azienda. "E' stata una ricerca esplorativa su un tema rispetto al quale ci sono ancora pochi numeri e scarsa informazione, come ci confermano i risultati", spiega Alessandro Arbore, responsabile della ricerca e direttore dell'Executive master in marketing and sales della Sda Bocconi. "In media, le persone ipotizzano che i rischi maggiori si corrano online. Confrontando queste percezioni con dati piu' oggettivi, emerge invece l'esatto contrario".

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