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La Cina punta sul turismo termale, boom di centri hi-tech ed investimenti

16 Ottobre 2017

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La Cina punta sul turismo termale, boom di centri hi-tech ed investimenti

Roma, 16 ott. (AdnKronos Salute) - La Cina 'scopre' le terme. Ed è boom di centri iper-moderni e investimenti sulle 'cure delle acque'. Il termalismo del mondo asiatico è la grande novità del congresso internazionale della World Federation of Hydrotherapy and Climatotherapy (Femtec), in corso a Ischia, dove si registra per la prima volta l'ingresso 'esplosivo' di questa area del mondo del termalismo. L'associazione termale cinese presenterà, in una sezione speciale del congresso - 'Hot springs China day' - il proprio potenziale e l’offerta agli esperti e ai tour operator occidentali. Una novità non da poco sul piano economico, considerando il quadro generale del turismo cinese, settore in cui nel 2016 nel Paese asiatico sono stati investiti oltre 130 miliardi di euro (+46%), con previsioni triplicate per il prossimo triennio.

La Chta (Chinese Hot Springs Tourism Association) raccoglie - in base ai dati di 5 anni fa, probabilmente superati vista la velocità di crescita - oltre 5.000 centri termali, contro i 6.000 presenti in 14 Paesi Femtec. "La Cina e l'Asia - spiega all'Adnkronos Salute Umberto Solimene, presidente di Femtec - si propongono con il loro grandissimo potenziale naturale e tecnologico. E chiedono all'Europa un aiuto in campo scientifico, di ricerca e di integrazione". Questa parte del mondo, ricorda Solimene, "sta facendo grandi investimenti nel settore dell’idroterapia e delle Spa. C'è un fiorire di strutture di eccellenza alberghiere, di differenti acque termali, ma una carenza di letteratura e metodologia scientifica per quanto riguarda sia le terapie, sia gli operatori, sia le controindicazioni".

La nostra cultura, continua Solimene, "può apportare una serie di conoscenze scientifiche, di dati sulle analisi chimiche e mediche delle acque a questo mondo che sta esplodendo ma che rischia di essere una bellissima scatola, vista la qualità dei nuovissimi centri, che può anche avere effetti controproducenti". Insomma, si tratta del "vecchio mondo che si incontra con il nuovo mondo del termalismo e che, speriamo, permetta uno scambio reciproco. Perché è vero che possiamo dare la nostra esperienza, ma abbiamo anche da imparare".

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