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A Treviso fregi e decorazioni rivivono nel patchwork

A Treviso fregi e decorazioni rivivono nel patchwork

Treviso, 13 nov. (Labitalia) - E' nata all’epoca dei pionieri americani, l’arte tessile del patchwork, con l’obiettivo del recupero. All’inizio si trattava di riadattare vecchie stoffe per creare qualcosa di nuovo e utilizzabile, oggi l’associazione trevigiana Patchwork Idea, punto di riferimento per il patchwork nazionale, declina in modo personale il concetto, facendo dell’arte tessile uno strumento per valorizzare e fissare la memoria storica e artistica della propria città, Treviso. Nasce così la mostra 'Treviso città dipinta', XX edizione di un appuntamento espositivo divenuto tra i principali in Italia, che si terrà a Treviso, nella trecentesca Ca’ Da Noal, da domani, sabato 14 novembre, al 6 dicembre.

La manifestazione proporrà una selezione di quilt (le caratteristiche opere tessili realizzate con tecniche patchwork) che riproducono alcune tra le tipiche decorazioni che abbelliscono le facciate dei palazzi del centro storico della città veneta. La mostra è sostenuta e patrocinata dal Comune di Treviso e sarà inaugurata domani, a Ca’ Da Noal, alle 11, alla presenza delle autorità cittadine.

Quest’anno le artiste di Patchwork Idea hanno studiato e rappresentato i motivi e i fregi che decoravano i palazzi del centro storico trevigiano, una particolarità che ha reso alla città l’appellativo di 'Urbs picta'. Un attento studio ha permesso di riprodurne forme, proporzioni e colori: ne sono scaturiti così 21 arazzi, che durante la mostra saranno affiancati da una quarantina di altri lavori liberamente ispirati a Treviso.

Le 21 opere del progetto 'Treviso città dipinta' sono state realizzate in occasione della partecipazione di Patchwork Idea al Carrefour Européen du Patchwork (Val d’Argent, in Francia, dal 16 al 19 settembre 2015), la principale manifestazione europea dedicata all’arte del patchwork: l’associazione è stata la sola realtà italiana invitata al prestigioso salone, al quale ha partecipato come ambasciatrice del patchwork nazionale.

I quilt ispirati agli affreschi trevigiani sono stati realizzati con cotoni americani e ricorrendo a tecniche diverse, dal tradizionale all’appliqué. La scelta dei colori è rimasta fedele a quella compiuta dagli artisti che decorarono le facciate cittadine a partire dall’epoca comunale, dal rosso al rosa, dall’ocra al verde. Accanto ai lavori che riproducono fregi e decorazioni murali, ve ne sono infine altri che riprendono scorci e vedute tipiche trevigiane.

“Almeno due - sottolinea Luciano Franchin, assessore alla cultura del Comune di Treviso - i pregi di questa iniziativa: i lavori in mostra sono frutto di un progetto che ha visto Patchwork Idea ambasciatrice della città alla principale manifestazione europea dedicata al patchwork, e il tema di quest’anno, la città dipinta, mi è particolarmente caro e ha permesso la nascita di interessanti collaborazioni con altre realtà trevigiane”.

“Nell’antichità - spiega Franca Berto Massimo, presidente di Patchwork Idea - la promozione del territorio avveniva attraverso la creazione e la circolazione di dipinti, che immortalavano il fascino e la specificità del paesaggio. Oggi, con la moltiplicazione di mezzi e canali, attraverso l’arte tessile vogliamo recuperare il valore artistico di tale promozione. Il patchwork diventa uno strumento capace di comunicare il valore del territorio attraverso il valore dell’arte”.

Per enfatizzare il legame della mostra con la città e la sua storia, accanto ai quilt saranno esposte le stampe di alcune immagini d’epoca dei palazzi trevigiani affrescati gentilmente concesse dal Fast - Foto Archivio Storico Trevigiano della Provincia di Treviso.

Come è ormai tradizione, la mostra sarà affiancata da un percorso culturale volto ad approfondire e ampliare la tematica scelta. Saranno quattro gli appuntamenti in programma a Ca’ Da Noal e permetteranno di spaziare in epoche differenti e forme di abbellimento della città attraverso l’arte diverse: dalla decorazione dei palazzi cittadini in epoca antica attraverso l’affresco a quella contemporanea con le istallazioni dell’artista trevigiano Mario Martinelli (alcune peraltro dislocate nel centro storico di Treviso), a quella avveniristica della street art.

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