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Continua nel 2015 trend positivo per tessile-moda

Continua nel 2015 trend positivo per tessile-moda

Milano, 7 dic. (Labitalia) - Il tessile-moda italiano nei primi 9 mesi dell'anno mantiene sostanzialmente il trend positivo, mostrando tuttavia un rallentamento dei ritmi di crescita rispetto a quanto rilevato nel 2014 presso il medesimo panel. E' quanto emerge dall'indagine campionaria condotta da Sistema Moda Italia presso un centinaio di aziende operanti in tutti gli stadi della filiera.

Il primo trimestre dell'anno in corso, infatti, vede un fatturato in crescita complessivamente del +1,8% (rispetto al +3,4% emerso nella rilevazione del 2014). Il risultato sintetizza le performance messe a segno dal tessile, che archivia i primi tre mesi dell’anno pressocchè sui livelli del 2014 (-0,2%), mentre l'abbigliamento-moda raggiunge un +3%. Specularmente, nei primi tre mesi del 2014, era stato il tessile a crescere su ritmi più vigorosi (+8,5%), mentre l'abbigliamento-moda non aveva superato il +0,7%.

Per le aziende a campione il giro d’affari è risultato in crescita anche nel secondo trimestre, accelerando al +2,4% (in ridimensionamento, dunque, rispetto al +6,1% del 2014). Al contrario di quanto verificatosi nel primo quarter, da aprile a giugno il 'monte' della filiera è stato decisamente più performante del 'valle', in chiusura rispettivamente a +3,3% e a +1,9% (in termini opposti, pertanto, rispetto al 2014, allorquando il tono di crescita maggiore aveva interessato le aziende a 'valle').

Le stime rilasciate dalle aziende, con riferimento al periodo luglio-settembre, indicherebbero una nuova battuta d’arresto per le vendite, che frenano mediamente al +0,3%. In tale periodo, per il tessile si registra un lieve incremento nella misura del +0,8%, mentre l'abbigliamento-moda è caratterizzato da un assestamento rispetto al terzo trimestre 2014.

A completamento di tale fotografia, ecco l’alta dispersione che, ancora una volta, ha caratterizzato l’andamento delle vendite non solo tra i diversi comparti della filiera, ma anche tra le singole aziende operanti nei medesimi segmenti di mercato.

Per il complesso delle aziende monitorate, le performance più soddisfacenti si sono ottenute ancora una volta oltreconfine e, in special modo, nel trimestre aprile-giugno, allorquando il fatturato estero delle aziende del ‘monte’ è cresciuto del +5,2%, mentre quello delle aziende del ‘valle’ del +7,8%. I restanti due trimestri risultano, comunque, positivi, anche se su tassi di entità inferiore. In particolare, le stime relative al terzo trimestre lasciano prospettare un crescita del +1,4% per il tessile e del +1,7% per l'abbigliamento-moda.

E per riguarda l'occupazione, nel corso del 2015, si riscontra una sostanziale stabilizzazione; solo il tessile registra dinamiche di segno negativo in tutti e tre i trimestri (comprese tra il -0,5% e il -2%). I dati relativi alla raccolta ordini in portafoglio, al momento della rilevazione campionaria (pur provvisori e parziali vista l’alta prudenza che caratterizza sempre più gli operatori economici), confermano il trend di moderata crescita, attestandosi complessivamente al +1,9%.

Mentre la raccolta nazionale accusa una nuova frenata (-0,3%), quella estera risulta ben più vivace, segnando un +3,9%. Il maggior dinamismo degli ordini esteri interessa entrambi i comparti della filiera, che segnano rispettivamente +3,4% e +4,3%. Nel caso della raccolta nazionale, il ‘monte’ cala del -1,7%, il ‘valle’, invece, non va oltre un +0,5%.

Sollecitate sull’evoluzione congiunturale per questo ultimo scorcio del 2015, le imprese a campione sono in netta prevalenza orientate a una 'stabilità' delle condizioni di business già sperimentate in corso d’anno (77% degli intervistati). Tuttavia, una quota non marginale, corrispondente al 20% del panel, confida in un rasserenamento del mercato.

Nel corso dei primi sette mesi del 2015, il tessile-moda italiano ha evidenziato una prosecuzione del trend favorevole sia sul fronte export sia sul fronte import. In particolare, da gennaio a luglio le vendite estere, pur sostanzialmente dimezzando la dinamica evidenziata nel medesimo periodo del 2014, mostrano una crescita su base annua del +2,2%. Tale dato sintetizza i risultati messi a segno dai due macro-comparti della filiera, che presentano del resto entrambi dinamiche positive, ma su toni di entità differente: il tessile sperimenta una variazione pari al +1,5%, l’abbigliamento-moda un più deciso +2,6%.

Da gennaio a luglio 2015, l’import dall’estero si incrementa mediamente del +6,5%; la differenza ‘monte-valle’ risulta, tuttavia, ancor più accentuata: le importazioni di semilavorati tessili crescono infatti del +2,8%, quelle di capi finiti del +8,5%. A fronte di questo andamento degli scambi con l’estero, il saldo commerciale dell’industria tessile-moda italiana, nei primi sette mesi dell’anno, ha superato i 5,3 miliardi di euro, arretrando, quindi, di circa 355 milioni rispetto al gennaio-luglio 2014.

Al di là del dato medio settoriale e di macro-comparto, se si osservano le performance in termini di vendite estere ottenute dai singoli anelli della filiera, emerge un quadro ben più differenziato nel periodo in esame. Il surplus commerciale sperimenta un lieve arretramento rispetto al corrispondente dato del 2014.

Le vendite estere della biancheria casa e del tessili e tecnico si muovono, invece, entrambe in area positiva, crescendo rispettivamente del +5,3% e del +5,8%. Nel caso del ‘valle’ della filiera, best performer risulta la maglieria, il cui export vede un aumento del +4,7%, mentre per l’abbigliamento confezionato si rileva un +2,6%. Di contro, l’export di calzetteria cede il -14,2%, presentando così la perdita di maggior gravità in seno alla filiera tessile-moda.

Specularmente, relativamente all’import, filati e calze accusano un decremento, rispettivamente pari al -2% e al -4,3%. Con riferimento alle altre produzioni, invece, si riscontrano dinamiche positive, pur di entità variabile. Tra i comparti del ‘monte’, l’import di biancheria-casa cresce del +2%, quello dei tessuti del +3,3%, mentre la categoria ‘altri prodotti tessili’ raggiunge un +10,1%.

Nel caso del ‘valle’ l’approvvigionamento dall’estero di maglieria si incrementa del +8,2%, quello di abbigliamento del +9,4%. Dal punto di vista geografico, sia le aree Ue sia quelle extra-Ue risultano complessivamente interessate da variazioni positive: le prime, assorbendo il 54,8% del totale esportato, registrano un aumento nell’ordine del +1,8% (in decisa decelerazione rispetto al gennaio-luglio 2014), mentre le seconde del +2,8% (similmente ai primi sette mesi del 2014).

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