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Agricoltura sempre più giovane, tecnologica e sostenibile

Agricoltura sempre più giovane, tecnologica e sostenibile

Roma, 9 dic. (Labitalia) - Chi sono e come innovano gli agricoltori 2.0? Hanno un alto grado di scolarizzazione e provengono da 'altri mondi', sono sempre più giovani e donne con una propensione a innovare a prescindere dalla superficie coltivata o dal fatturato della loro azienda. Ecco, in sintesi, ciò che rivela la ricerca 'Agrinnova: come la leva digitale sta cambiando l’agribusiness', realizzata da Wired e Ibm, in collaborazione con Coldiretti Giovani Impresa e Voices from the Blogs, su 429 imprese italiane iscritte alla Confederazione.

Mentre non desta particolare sorpresa il fatto che l’80% delle aziende intervistate riconosca nella tecnologia lo strumento per ridurre i costi, rendere efficienti produzione e distribuzione e aiutare la tutela dell’ambiente, appare di rilievo che gli intervistati - soprattutto tra gli under 35 - la intendano un elemento indispensabile per una produzione sostenibile, destinata a valorizzare la biodiversità, le specificità territoriali, la qualità e la sicurezza degli alimenti.

Il 75% si è interessato ai big data, ai droni, ai sensori e alla genomica (particolarmente indicati per il monitoraggio e gli interventi di precisione sulle coltivazioni), il 30% ne ha a piano l’utilizzo e il 10% li ha già applicati. Molto apprezzate sono le tecniche di impiego dei sensori sul campo (52,2%) e della digital agronomist (50,1%), pur essendo il loro impiego ancora limitato a livello di singole aziende.

L’innovazione, nella maggior parte dei casi, si applica al processo produttivo, alla promozione del prodotto, alla scelta o alla rotazione delle culture e ai processi di distribuzione e stoccaggio. E ancora: il 93% è consapevole dell’importanza di investire in marketing e comunicazione, ma quanti hanno già realizzato investimenti in tal senso? E quanti hanno individuato nell’e-commerce un potenziale strumento di crescita anche in tema di internazionalizzazione?

Altro elemento emerso dallo studio è la stretta relazione tra innovazione e creatività: l’81,9% degli intervistati realizza soluzioni nuove nella creazione di prodotti, la rivitalizzazione di quelli esistenti e l’immissione in mercati diversi. Il che si traduce anche in un minore utilizzo delle risorse idriche, di energia e sostanze chimiche che possono essere un pericolo per la salute umana e ambientale.

“Il nostro agroalimentare - dichiara Nicola Ciniero, presidente e amministratore delegato di Ibm Italia - ha di fronte sfide affascinanti e possibilità di sviluppo inimmaginabili sino a pochi decenni fa. La tecnologia può dare un contributo determinante in questo sviluppo, sia dal punto di vista della valorizzazione della biodiversità presente sul territorio, per la quale l’Italia detiene il primato europeo, sia nel sostenere la crescita del comparto, che contribuisce per il 2,2% al Pil nazionale. I dati, infatti, ‘nuova risorsa naturale’, se utilizzati e interpretati hanno un alto valore anche in agricoltura, in particolare in quella di precisione, e ne garantiscono capacità di innovazione, sicurezza e qualità”.

“Oggi l’agricoltura è sinonimo di contemporaneità - afferma Maria Letizia Gardoni, presidente dei Giovani di Coldiretti - perché sa interpretare le nuove tecnologie, è in grado di affrontare le sfide della sostenibilità e continua a offrire sempre nuove opportunità. E’ l’agricoltura moderna inscritta nel modello di sviluppo proposto da Coldiretti, fatto di identità, prossimità e durabilità; il modello che soprattutto i giovani hanno saputo far proprio grazie anche a una rivisitazione in chiave digitale. Stiamo vivendo una rivoluzione epocale nelle nostre campagne che contribuirà a sancire, ancora di più, il grande valore aggiunto dell’agroalimentare made in Italy”.

“Grazie alle tecnologie digitali - aggiunge Federico Ferrazza, direttore di Wired - l'Italia può giocare un ruolo di primo piano nel mondo. Non penso alla nascita di nuovi social media o gadget made in Italy, ma alla crescita e alla valorizzazione, attraverso il digitale, delle eccellenze italiane, tra cui sicuramente l'agricoltura, ovvero il pilastro degli alimenti e del cibo per cui il nostro Paese è conosciuto in tutto il pianeta".

"È confortante, quindi, che molti imprenditori di questo settore, come emerge dalla ricerca, usino l'innovazione (per esempio i droni per monitorare i campi, i dati per interpretare l'andamento dei raccolti, i sensori per l'agricoltura di precisione) per migliorare i loro prodotti”, conclude.

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