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A Bastia Umbra patto tra Philip Morris Italia e coltivatori tabacco umbri e veneti

All'evento 'Coltiviamo il futuro' gli interventi del presidente e ad di Philip Morris Italia Sidoli, del presidente Coldiretti Moncalvo, della presidente della Regione Umbria Marini e del deputato Pd Verini
A Bastia Umbra patto tra Philip Morris Italia e coltivatori tabacco umbri e veneti

Bastia Umbra, 9 dic. (Labitalia) - 'Coltiviamo il futuro'. È questo il titolo dell’evento organizzato da Philip Morris Italia che si è svolto oggi a Bastia Umbra e che ha visto protagonisti i tabacchicoltori di Umbria e Veneto, le organizzazioni agricole e istituzioni nazionali e locali. Il tabacco acquistato oggi da Philip Morris in Umbria e Veneto è una quota significativa della produzione totale italiana. Un investimento di lungo termine confermato dalla firma, nello scorso mese di luglio, del memorandum di intesa con il governo in virtù del quale Philip Morris si impegna ad acquistare il tabacco italiano fino al 2020 con un investimento complessivo di circa 500 milioni.

"Pensiamo che nei prossimi cinque anni il settore del tabacco in Italia avrà un grande sviluppo - ha spiegato il presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, Eugenio Sidoli - ed è per questo che, sulla scia dello straordinario lavoro svolto insieme negli ultimi anni, abbiamo deciso di rinnovare con Coldiretti un legame che ci legherà in maniera ancora più stretta al mondo dell’agricoltura”.

“Un accordo importante - gli ha fatto eco Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti - perché unisce la certezza della qualità del prodotto al rispetto per l’ambiente e allo slancio per l’innovazione”.

In questi anni di crisi, il “Pil del tabacco - spiega Philip Morris - è cresciuto mediamente dal 2010 del 4,5% annuo, in positiva controtendenza rispetto a tutto il resto dell’economia nazionale, fortemente provata e in quasi totale stagnazione". "Philip Morris Italia, con il suo impegno diretto sul territorio - sottolinea - e con un’organizzazione dedicata all’assistenza tecnica, la progettazione, l’acquisto del tabacco, la trasformazione e quindi la spedizione verso le manifatture localizzate in tutti i paesi del mondo, favorisce concretamente l’export e l’economia locale".

"Il rapporto con Philip Morris Italia - ha detto Catiuscia Marini, presidente della Regione Umbria - è importante perché ha dato stabilità e garanzie ben precise a un comparto, quello della coltivazione del tabacco, molto rilevante per la nostra regione”.

"Grazie a un’efficace azione di traino, Philip Morris - ha aggiunto - ha garantito la permanenza di una massa critica di produzione e la sopravvivenza di realtà industriali in Umbria a forte occupazione femminile. Con le innovazioni proposte da Philip Morris è stato rivitalizzato anche l’export di macchinari agricoli e forni, quasi tutti prodotti in Umbria, verso altre società affiliate sparse in tutto il mondo e che ormai considerano l’Umbria un eccellenza nel campo della meccanizzazione".

Dopo gli interventi di Cesare Trippella (direttore tabacco Italia di Philip Morris Italia) e Gennaro Masiello (presidente dell’Organizzazione nazionale Tabacco), il confronto si è concentrato sui temi delle nuove regolamentazioni e sulle ricadute per il mondo della coltivazione. Un argomento molto attuale, vista anche la direttiva 2014/40/Ue, che dal maggio 2016 imporrà una serie di norme restrittive che avranno un profondo impatto per tutto il comparto italiano, dai produttori di tabacco greggio all'intera filiera.

Il dibattito, che ha visto un fitto scambio di opinioni tra Fernanda Cecchini (assessore all'Agricoltura della Regione Umbria), Walter Verini (deputato Pd), Andrea E. Goldstein (consigliere delegato di Nomisma), Emilietto Mirandola (sindaco di Bovolone) e Pietro Pellegrini (segretario nazionale Uil Agricoltura), ha messo in rassegna le principali direttrici su cui si muovono i più recenti indirizzi normativi, dalla stretta sull’uso degli ingredienti nei prodotti del tabacco alle immagini scioccanti sul pacchetto.

Per Moncalvo, "il pacchetto anonimo rischia di vanificare l’impegno delle aziende produttrici di tabacco per la tutela della qualità e per una crescente sicurezza”.

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