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L'agricoltura è sempre più 2.0, 61% usa Internet tutti i giorni

L'agricoltura è sempre più 2.0, 61% usa Internet tutti i giorni

Roma, 15 dic. (Labitalia) - È sempre più un’agricoltura 2.0, quella italiana: il 61% degli agricoltori utilizza quotidianamente Internet per le proprie attività in campo; il 95,6% utilizza pagine web e banche dati online a supporto della gestione della gestione dell’azienda agricola. Tra questi, il 35,2% lo fa per avere informazioni meteo, mentre l’11,2% si tiene aggiornato sui prezzi dei prodotti agricoli. E' la fotografia scattata da Image Line, azienda Hi-Tech italiana specializzata nei servizi informatici per le aziende agricole, e Nomisma, società di studi economici, che hanno presentato questa mattina, presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, la ricerca su digital, tecnologia e agricoltura.

Sorprendente l’interesse verso i droni: il 43% li conosce e sarebbe interessato ad utilizzarli per gestire e monitorare le proprie coltivazioni, mentre il 2,1% già li utilizza. Suscita attenzione anche l’impiego della realtà aumentata per monitorare lo stato di salute delle coltivazioni. Il 28% si dichiara interessato all’utilizzo di tali dispositivi. Gli agricoltori vedono le nuove tecnologie anche come mezzo per dialogare con il consumatore e raccontare direttamente la storia dei propri prodotti: frutta, verdura, vino, olio ecc. e delle attività connesse che realizzano come ad esempio agriturismo, fattorie didattiche e simile. Il 20,4% degli agricoltori ha un proprio sito web e di questi il 26,4% consente al consumatore di acquistare prodotti online.

Gli agricoltori italiani sono anche affamati di innovazione. L’85%, infatti, pur ritenendo la propria azienda agricola adeguata dal punto di vista dell’Ict, si dichiara interessato a migliorarla ulteriormente. “Ormai la vecchia immagine dell’agricoltore con la zappa in mano e lontano dalla tecnologia non esiste più - ha dichiarato Ivano Valmori, fondatore di Image Line - e anche l’ottimo lavoro svolto da Nomisma ci parla di un agricoltore che oggi è moderno e tecnologico. Se è vero che l’82% degli agricoltori utilizza il pc per connettersi a Internet, è anche vero che il 18% di quelli che utilizzano smartphone e tablet in campo è un trend destinato a crescere verticalmente nei prossimi anni".

"Quello dell’agricoltore - ha proseguito Valmori - è un mestiere che apparentemente lo isola dal mondo. Passa giornate intere in campo e sul suo trattore e solo grazie ai device mobili oggi può sfruttare quel tempo per controllare le previsioni meteo, impostare le attività in campo, come ad esempio le concimazioni e la difesa, compilare moduli per la gestione tecnico-amministrativa e non ultimo rimanere in contatto con il consumatore, visto che il 39% utilizza i social media e tra questi il 57% usa Facebook a questo scopo. Image Line - ha concluso Valmori - ha sviluppato a questo scopo il QdC-Quaderno di campagna, il software che consente di gestire tutte queste attività e, in più, permette al consumatore di sapere come e dove è stato coltivato il prodotto che ha nel piatto, fino al punto di vedere il volto dell’agricoltore che con professionalità e passione lo ha coltivato”.

Lo studio ha quindi messo in evidenza anche un divario generazionale tra agricoltori più maturi e più giovani riguardo all’utilizzo delle tecnologie digitali. Si tratta, tuttavia, di un divario che nel prossimo futuro è destinato a ricomporsi sempre più rapidamente. “La ricerca condotta da Nomisma e promossa da Image Line - ha affermato Denis Pantini, direttore Area Agroalimentare di Nomisma - offre diversi spunti di interesse. Innanzitutto, lo studio mette in luce come l’utilizzo di Internet e dell’Ict in generale sia una pratica diffusa tra gli agricoltori; anzi, si può affermare che l’Ict riduce il divario generazionale, diventando strumento di business per gli agricoltori di tutte le fasce d’età".

"Inoltre - ha proseguito Pantini - gli agricoltori più giovani sono maggiormente propensi a utilizzare Internet per aumentare la loro conoscenza dei mercati e per promuovere i propri prodotti, in una logica market oriented, mentre quelli più senior - ha concluso - sono più focalizzati sulla ricerca di informazioni per ridurre i costi di produzione o migliorare le tecniche colturali, secondo scelte economiche tipiche delle strategie product oriented”.

Alla presentazione della ricerca sono intervenuti l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Giovanni Fava, Piero Augusto Nasuelli, del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari dell'Università di Bologna, e Nino Chiò, risicoltore esperto di agricoltura di precisione. La presentazione è stata aperta da un saluto via video da Bruxelles di Paolo de Castro, coordinatore S&D presso la commissione Agricoltura e sviluppo rurale al Parlamento europeo, per il quale “i dati della ricerca dimostrano la vitalità e la capacità, da parte delle aziende agricole italiane, di affacciarsi all’utilizzo delle nuove tecnologie". "Il loro utilizzo - ha concluso de Castro - consente alle aziende agricole anche di raggiungere quei mercati internazionali sempre più desiderosi di acquistare il made in Italy agroalimentare. L’innovazione è in questo caso una grande opportunità per tutto il sistema Italia”.

La ricerca è stata presentata all’interno del programma culturale di #FoodPeople, la mostra per chi ha fame di innovazione, progettata e realizzata dal Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia, che vede come partner Image Line e Regione Lombardia - Direzione Agricoltura.

“Siamo felici - ha dichiarato Fiorenzo Galli, direttore del Museo - che Image Line e Nomisma abbiano scelto di presentare la loro ricerca presso il Museo nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano. Image Line è un’azienda tecnologica innovativa e visionaria e siamo felici che la partnership, avviata in occasione della mostra #Food People, si rafforzi ulteriormente con questa iniziativa destinata a esplorare come la tecnologia e l’innovazione siano oggi utili anche in agricoltura”.

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